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Concretizzazione Del Rischio

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio secondo cui la responsabilità per colpa sorge solo se l'evento dannoso è la realizzazione del rischio specifico che la norma cautelare violata mirava a prevenire.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Interruzione del nesso causale: sbanda il tir, cade il curioso
Il Conducente di un autocarro perdeva il controllo del mezzo a causa del ghiaccio e della velocità inadeguata, abbattendo il guardrail di un viadotto. La Vittima, scesa incolume da un altro veicolo, si avvicinava imprudentemente al precipizio per curiosità, precipitando nel vuoto. I giudici di merito condannavano Il Conducente per omicidio colposo. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio, stabilendo che il comportamento della vittima costituisce un'eccezionale autoesposizione al pericolo. Tale condotta determina l'interruzione del nesso causale tra la guida imprudente e la morte. Inoltre, la norma sulla velocità stradale mira a prevenire scontri tra veicoli, non la caduta di pedoni incuriositi. Il fatto non costituisce reato.
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Omicidio stradale: no alla colpa automatica per lo slittamento
Il caso riguarda un tragico incidente in cui Il Conducente perde il controllo dell'auto in curva, ribaltandosi e causando la morte del passeggero. I giudici di merito condannano Il Conducente per il reato di omicidio stradale, ritenendo che la velocità, pur entro i limiti, fosse inadeguata. La Corte di Cassazione annulla la condanna, stabilendo che non basta il semplice verificarsi del sinistro per dichiarare la colpevolezza. I giudici avrebbero dovuto accertare in concreto quale regola cautelare fosse stata violata e se l'evento fosse prevedibile ed evitabile, anziché basarsi su una mera causalità materiale. La sentenza viene quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Omicidio stradale in nebbia: conferma Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per omicidio stradale a carico di un automobilista che, in condizioni di fitta nebbia e scarsa illuminazione, aveva investito una persona già riversa a terra a seguito di un precedente sinistro. La Corte ha ritenuto che la velocità del conducente non fosse adeguata alle condizioni di visibilità, integrando così una condotta colposa. L'evento non è stato considerato imprevedibile, poiché un conducente prudente deve sempre regolare l'andatura per poter arrestare il veicolo di fronte a un ostacolo. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Omicidio colposo stradale: la velocità adeguata
In un caso di omicidio colposo stradale, la Corte di Cassazione annulla l'assoluzione di un camionista e di un funzionario comunale. La sentenza sottolinea che la responsabilità penale non è esclusa dal semplice rispetto del limite di velocità, se le condizioni della strada richiedevano una condotta più prudente. Viene inoltre affermata la responsabilità dell'ente per la mancanza strutturale di segnaletica, indipendentemente da segnalazioni specifiche.
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Danni da cani randagi: la prova del danno non basta
Una cittadina, aggredita da un branco di cani randagi, ha visto respinta la sua richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di danni da cani randagi, non è sufficiente dimostrare l'aggressione, ma è necessario provare una specifica colpa dell'amministrazione pubblica (come l'ASL) nella gestione del servizio di prevenzione del randagismo. La responsabilità, infatti, si fonda sull'art. 2043 c.c. e l'onere della prova grava interamente sul danneggiato.
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