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Concordato

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418 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diversi soggetti accusati di aver costituito un'organizzazione stabile dedita alla coltivazione e vendita di marijuana. Il caso nasce dal ritrovamento di una piantagione di oltre 20.000 piante. La Suprema Corte ha chiarito che la sussistenza di un'Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti richiede un'organizzazione di mezzi e persone che vada oltre il semplice accordo per un singolo reato. È stata inoltre confermata l'aggravante dell'ingente quantità, basata sul numero di piante e sulla media del principio attivo rilevato nei campioni.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, contestava il trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta accettato il concordato in appello, il ricorso per Cassazione è precluso per i motivi rinunciati e per la mancata valutazione del proscioglimento immediato, restando esperibile solo in caso di pena illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per evasione. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza di secondo grado contestando esclusivamente la quantificazione della pena. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che tale doglianza è incompatibile con l'istituto del concordato in appello precedentemente sottoscritto dalle parti. Avendo concordato la sanzione con l'accusa, il ricorrente ha implicitamente rinunciato a contestarne l'entità in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti che aveva precedentemente aderito al concordato in appello. Il ricorrente tentava di contestare la quantificazione della pena e la confisca di alcuni beni, nonostante avesse rinunciato a tali doglianze durante l'accordo in secondo grado. La sentenza ribadisce che il concordato in appello preclude la possibilità di riaprire questioni già oggetto di rinuncia o di discutere la congruità della sanzione concordata.
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Abuso del processo: limiti al concordato.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una seconda domanda di concordato preventivo con riserva, qualificandola come abuso del processo. Il debitore aveva rinunciato a una precedente proposta per presentarne una nuova quasi identica, al solo scopo di differire l'apertura della liquidazione giudiziale. La Corte ha chiarito che lo stato di insolvenza sussiste anche in presenza di un vasto patrimonio immobiliare se questo non è prontamente liquidabile per onorare i debiti scaduti.
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Recidiva: quando l’aumento di pena va motivato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di corruzione elettorale riguardante la compravendita di voti e la falsificazione di firme per la presentazione di liste comunali. Sebbene la responsabilità penale sia stata confermata grazie al ritrovamento di schede fac-simile e altri indizi solidi, i giudici hanno annullato la sentenza limitatamente all'applicazione della recidiva per uno degli imputati. La Suprema Corte ha ribadito che l'aumento di pena per precedenti penali non è automatico, ma richiede una motivazione specifica che dimostri l'effettiva pericolosità sociale del soggetto, specialmente quando i reati passati sono remoti nel tempo e di natura differente rispetto a quelli attuali.
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Concordato sulla pena: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati contro una sentenza di appello emessa a seguito di concordato sulla pena. I ricorrenti contestavano la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. e la determinazione della sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che tali doglianze non sono ammissibili quando le parti hanno liberamente aderito a un accordo sulla sanzione, precludendo così la possibilità di rimettere in discussione i termini del patto in sede di legittimità.
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Concordato sulla pena: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava il trattamento sanzionatorio stabilito in appello. Poiché la pena era stata determinata tramite il rito del concordato sulla pena, la legge limita drasticamente i motivi di impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze sollevate non rientravano tra quelle consentite per questo rito speciale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver beneficiato del concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., ha tentato di impugnare la sentenza per vizi di motivazione e mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello implica una rinuncia negoziale ai motivi di merito, rendendo il ricorso per Cassazione limitato esclusivamente a vizi sulla formazione della volontà, sul consenso del PM o sull'illegalità della pena. Non è ammesso l'abbandono unilaterale dell'accordo attraverso la riproposizione di questioni già rinunciate.
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Concordato in appello: la pena pattuita è vincolante
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza riguardante un caso di detenzione di stupefacenti in carcere. Nonostante le parti avessero raggiunto un concordato in appello per una pena di quattro anni e dieci giorni, il giudice di secondo grado aveva erroneamente indicato nel dispositivo una pena superiore. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena è vincolante per il giudice che lo accoglie, correggendo l'errore materiale e rideterminando la sanzione secondo i termini pattuiti tra accusa e difesa.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per furto aggravato a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava la mancata valutazione delle cause di proscioglimento immediato. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di pena concordata, il ricorso è limitato esclusivamente a vizi della volontà, mancanza di consenso o difformità della sentenza rispetto all'accordo, escludendo la possibilità di contestare la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Bancarotta fraudolenta: limiti al ricorso in appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per Bancarotta fraudolenta che contestava la durata delle pene accessorie. Nonostante l'imputato avesse beneficiato di un concordato in appello con riduzione della pena, la difesa lamentava un difetto di motivazione sulla quantificazione delle sanzioni accessorie fallimentari. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di un accordo sui motivi, non è possibile impugnare questioni non sollevate precedentemente o che non riguardino l'illegalità della pena, specialmente se la sanzione è fissata sotto la media edittale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente contestava la mancata applicazione di una pena sostitutiva, ma la Corte ha rilevato che tale doglianza non rientra nei casi tassativi di impugnazione previsti per il concordato. Inoltre, è emerso che l'imputato aveva espressamente rinunciato alla pena sostitutiva durante la negoziazione dell'accordo, rendendo la censura priva di fondamento giuridico.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I ricorrenti avevano tentato di contestare la qualificazione giuridica del fatto e l'applicazione della recidiva in sede di legittimità. La Suprema Corte ha stabilito che tali doglianze sono precluse, poiché l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia ai motivi di merito. Il ricorso in Cassazione rimane esperibile solo per vizi della volontà, mancanza di consenso del PM o illegalità della pena.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un'associazione dedita al traffico di stupefacenti, dichiarando inammissibili i ricorsi di tre imputati. Due di essi avevano stipulato un concordato in appello, ma hanno successivamente tentato di contestare la pena ritenendola sproporzionata. Il terzo imputato, accusato di aver agito come prestanome per l'intestazione fittizia di 157 veicoli utilizzati per lo spaccio, contestava la valutazione delle prove e il diniego delle attenuanti. La Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello non è impugnabile per ragioni di merito sulla pena e che la Cassazione non può procedere a una nuova valutazione dei fatti già accertati.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'eccessiva entità della pena. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, una volta accettato il concordato in appello, i motivi di impugnazione sono limitati a vizi della volontà o illegalità della pena, escludendo la possibilità di contestare la congruità del trattamento sanzionatorio pattuito.
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Concordato in appello: validità della decisione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della validità della sentenza emessa a seguito del rigetto di un concordato in appello. Un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, aveva lamentato la nullità del provvedimento poiché la Corte territoriale, dopo aver negato l'accordo sulla pena, aveva deciso immediatamente il merito senza rinviare l'udienza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non sussiste alcun obbligo di rinvio se le parti hanno già formulato conclusioni subordinate sul merito durante la medesima discussione orale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reati sugli stupefacenti a seguito di concordato in appello. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione sulla responsabilità penale, ma la Suprema Corte ha ribadito che, in caso di accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p., i motivi di ricorso sono limitati esclusivamente a vizi del consenso, illegalità della pena o difformità della sentenza rispetto all'accordo. L'inammissibilità ha comportato anche la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello, lamentava l'omessa motivazione riguardo alla confisca dei beni. La Corte ha chiarito che i motivi di ricorso contro una sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. sono tassativi e non includono doglianze generiche sulla sorte dei beni sequestrati, specialmente se non sollevate precedentemente.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43700/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile di un imputato che, dopo aver concordato la pena (patteggiamento), ne contestava la motivazione. La Suprema Corte ha stabilito che le censure sul trattamento sanzionatorio sono incompatibili con l'accordo stesso, che implica il consenso alla pena, rendendo il ricorso inammissibile.
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