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Concessionario Della Riscossione

38 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un soggetto privato che, in base a un contratto di concessione con un ente pubblico (es. un Comune), è autorizzato a svolgere attività di accertamento e riscossione dei tributi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

IVA e Integrazione del contraddittorio tributario: chi deve partecipare?
Un Contribuente ha contestato una cartella di pagamento IVA per la vendita di uno stabilimento. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha ribadito la necessità di integrazione del contraddittorio tributario con il concessionario della riscossione. La Corte ha rinviato la causa, dando un termine all'Agenzia delle Entrate per coinvolgere nel processo l'ente incaricato della riscossione, sottolineando l'importanza della partecipazione di tutti i soggetti interessati per una corretta definizione della controversia.
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Privilegio crediti tributari: somme riscosse salve dal fallimento
Un Ente Locale richiedeva l'ammissione allo stato passivo del fallimento di un concessionario della riscossione per oltre otto milioni di euro di imposte locali incassate dai contribuenti ma mai riversate nelle casse comunali. Il Tribunale respingeva la richiesta di riconoscimento del privilegio crediti tributari, qualificando il debito come credito ordinario (chirografario) derivante da un semplice rapporto contrattuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente pubblico. I giudici di legittimità hanno stabilito che le somme riscosse dal concessionario conservano la propria originaria finalità pubblica e natura fiscale. Di conseguenza, il credito del Comune deve essere ammesso al passivo fallimentare con rango privilegiato, garantendo la priorità assoluta nel recupero delle entrate tributarie.
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Prescrizione contributi previdenziali: stop al Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso dall'Agente della Riscossione contro la sentenza di merito che aveva annullato diverse cartelle di pagamento. I giudici territoriali avevano accertato l'estinzione del debito per intervenuta prescrizione contributi previdenziali di durata quinquennale. L'Agente della Riscossione ha impugnato la decisione sostenendo l'esistenza di atti interruttivi ignorati dai giudici. La Suprema Corte ha tuttavia ribadito un principio fondamentale: nei giudizi sull'esistenza o sull'estinzione del debito contributivo, la legittimazione spetta esclusivamente all'ente impositore titolare del credito. Il mero concessionario della riscossione non possiede la legittimazione attiva per difendere autonomamente il merito della pretesa contributiva in sede di legittimità.
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Notifica cartella di pagamento: una doppia notifica non salva il ricorso tardivo
L'Azienda Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, notificata due volte, sostenendo l'invalidità della prima notifica e la conseguente tardività del ricorso. La Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica cartella di pagamento tramite raccomandata diretta segue le regole postali ordinarie. Pertanto, la prima notifica era valida, rendendo il ricorso dell'Azienda Contribuente tardivo e inammissibile. La sentenza precedente, che aveva annullato la cartella, è stata cassata.
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Asta giudiziaria: esclusa l’esenzione imposte ipotecarie
L'Acquirente ha ottenuto un immobile tramite asta giudiziaria a seguito di un'esecuzione immobiliare. L'Ufficio Tributario ha notificato avvisi di liquidazione per riscuotere tributi e tasse per la cancellazione di ipoteche e pignoramenti. L'Acquirente ha contestato gli atti chiedendo l'applicazione della gratuità prevista per la riscossione esattoriale. I giudici di merito hanno accolto la tesi del contribuente ritenendo che la procedura soddisfacesse il creditore pubblico. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici hanno stabilito che l'esenzione imposte ipotecarie opera esclusivamente quando la formalità è richiesta dall'agente della riscossione e non quando la cancellazione è disposta dal giudice nell'interesse dell'aggiudicatario. L'Acquirente deve pagare integralmente le imposte.
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Condono fiscale carichi di ruolo: valido il pagamento anticipato
L'Amministrazione Finanziaria ha negato il condono fiscale carichi di ruolo a un contribuente che aveva versato il 25 per cento del debito tributario in data 16 maggio 2003. Secondo l'ente creditore, il pagamento era stato eseguito prima dell'entrata in vigore della proroga legislativa che estendeva la sanatoria ai ruoli consegnati al concessionario tra gennaio e giugno 2001. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Fisco e ha confermato la piena validità del versamento anticipato. I giudici hanno chiarito che i pagamenti eseguiti in unica soluzione prima della proroga sono efficaci per estinguere il debito. L'Erede del Contribuente vince la causa e non deve versare le ulteriori somme pretese dal Fisco.
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Valore venale aree fabbricabili tra delibere e stime reali
La società concessionaria della riscossione ha emesso un avviso di accertamento IMU contro un'impresa titolare di terreni e cave, calcolando l'imposta su parametri comunali elevati. La contribuente ha contestato la quantificazione, sostenendo che una delibera di giunta successiva, sebbene non ratificata dal consiglio comunale, prevedeva parametri molto più bassi. I giudici tributari hanno ridotto la pretesa fiscale ritenendo valida tale delibera come perizia di stima per determinare il reale valore di mercato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della concessionaria, confermando che il valore venale aree fabbricabili può essere determinato dal giudice considerando anche delibere non approvate definitivamente se idonee a rappresentare il valore economico effettivo.
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Esenzione ipotecaria cancellazione pignoramento: no per l’asta
Un cittadino acquista un immobile all'asta giudiziaria. Il giudice dell'esecuzione ordina la cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti a favore dell'agente della riscossione. I notai eseguono la pratica chiedendo l'esenzione dalle imposte. L'Agenzia delle Entrate contesta la gratuità e richiede imposta ipotecaria, tassa ipotecaria e bollo. Il cittadino vince nei primi gradi di giudizio, ma la Corte di Cassazione ribalta il risultato. La Suprema Corte stabilisce che l'esenzione ipotecaria cancellazione pignoramento ha natura eccezionale e non può essere applicata per analogia. L'agevolazione spetta solo quando la cancellazione è richiesta direttamente dal concessionario della riscossione, non quando viene ordinata d'ufficio dal giudice nel decreto di trasferimento. Di conseguenza, l'acquirente dell'immobile deve versare i tributi richiesti dal fisco.
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Ammissione al passivo con riserva per i tributi degli enti locali
Un Ente pubblico ha richiesto l'inclusione dei propri crediti tributari nel fallimento della società privata affidataria della riscossione. Il Tribunale ha respinto la richiesta per difetto di prova dei riversamenti effettivi e per la mancanza di una formale convenzione scritta. L'Ente ha promosso ricorso per Cassazione, sostenendo che l'ammissione al passivo con riserva fosse obbligatoria a causa della competenza esclusiva del giudice contabile sull'esame dei conti. La Suprema Corte ha rimesso la questione alla pubblica udienza per la rilevanza del tema.
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Privilegio tributario nel fallimento: vittoria dell’ente locale
Un Ente Locale chiedeva l'ammissione allo stato passivo del fallimento di una società privata, incaricata della riscossione delle imposte comunali. La concessionaria aveva incassato i tributi dai cittadini senza riversarli all'amministrazione pubblica. Il giudice delegato e il tribunale avevano declassato il credito a chirografo, sostenendo che l'adempimento dei contribuenti estinguesse la natura fiscale del debito, trasformandolo in una semplice obbligazione risarcitoria. La Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato questa impostazione, accogliendo il ricorso dell'ente territoriale. I giudici hanno chiarito che opera il privilegio tributario nel fallimento del concessionario: le somme incassate dai contribuenti mantengono la loro originaria natura pubblicistica e tributaria anche se trattenute illegittimamente dall'esattore privato.
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Cartello unico ma più marchi: imposta comunale sulla pubblicità
Una società di impianti pubblicitari ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sulla pubblicità emesso dal concessionario locale. La società sosteneva che più cartelli di indicazione stradale riferiti a marchi differenti, fissati su un unico palo di sostegno, dovessero essere tassati cumulativamente come una sola installazione. Il concessionario ha invece applicato il tributo separatamente per ogni singolo marchio presente sul palo. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione autonoma per ciascuna impresa pubblicizzata. I giudici hanno chiarito che il mezzo pubblicitario promuove ogni specifica attività economica in modo indipendente, a prescindere dal supporto materiale condiviso. La società ricorrente ha perso il ricorso ed è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Opposizione a iscrizione ipotecaria: chi va citato in giudizio
Un cittadino propone opposizione a iscrizione ipotecaria per oltre 140.000 euro derivanti da pretesi debiti previdenziali verso INPS e INAIL, citando in giudizio esclusivamente l'Agente della Riscossione ed eccependo la mancata notifica delle cartelle e la prescrizione dei contributi. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la domanda e cancellano parzialmente l'ipoteca, ritenendo responsabile il concessionario. La Corte di Cassazione ribalta completamente l'esito: quando il debitore contesta l'esistenza del debito previdenziale, l'unico legittimato passivo è l'ente impositore titolare del credito e non l'esattore. L'azione giudiziaria proposta contro il solo agente della riscossione risulta improponibile. La Suprema Corte cassa senza rinvio la sentenza di merito e fa cadere l'intera domanda del contribuente, compensando le spese.
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Integrazione del contraddittorio: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una Società in liquidazione per il recupero di imposte Ires non dovute, derivanti da una cartella di pagamento. Tuttavia, l'ente impositore non ha chiamato in giudizio il concessionario della riscossione, che era stato parte nei precedenti gradi. La Corte di Cassazione ha rilevato questa mancanza, stabilendo che, in presenza di un litisconsorzio processuale, la causa è inscindibile. Di conseguenza, l'omessa citazione di tutte le parti non rende il ricorso inammissibile, ma impone al giudice di ordinare l'integrazione del contraddittorio. La Suprema Corte ha quindi rinviato la causa, concedendo all'Agenzia delle Entrate sessanta giorni per convocare il concessionario escluso.
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Notifica della cartella di pagamento: valida anche senza relata
Una contribuente impugnava un'intimazione di pagamento e la relativa cartella esattoriale. La Commissione Tributaria Regionale annullava gli atti ritenendo invalida la notifica eseguita direttamente dall'agente della riscossione tramite raccomandata postale senza relata di notifica. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'esattore, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento effettuata direttamente tramite raccomandata con avviso di ricevimento è pienamente valida. Non serve redigere alcuna relata di notifica, poiché l'attestazione dell'ufficiale postale fa piena prova della consegna. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione per l'esame dei motivi di merito precedentemente assorbiti.
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Notifica diretta nel processo tributario valida senza ufficiale
Un contribuente impugna le ingiunzioni di pagamento per TARSU e ICI. La Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile il suo appello, ritenendo irregolare la notifica eseguita tramite consegna diretta all'ufficio protocollo del Comune. Gli eredi del contribuente ricorrono in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che la notifica diretta nel processo tributario è pienamente valida. Ai sensi dell'art. 16 del D.Lgs. 546/1992, la consegna dell'atto direttamente all'impiegato dell'ente locale o del concessionario, che ne rilascia ricevuta sulla copia, costituisce una modalità legittima e specifica del rito tributario, che prevale sulle regole ordinarie del codice di procedura civile. La sentenza impugnata viene quindi cassata con rinvio ad altra sezione per un nuovo esame.
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Riscossione TARSU tramite ruolo: Comune perde contro la banca
Un istituto di credito ha impugnato una cartella di pagamento di oltre cinquantaduemila euro emessa dal Comune per la TARSU del 2012. La banca eccepiva la decadenza del potere di riscossione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la riscossione TARSU tramite ruolo basata sulla denuncia del contribuente si applica il termine di decadenza annuale previsto dall'articolo 72 del decreto legislativo 507 del 1993. Di conseguenza, il Comune avrebbe dovuto formare e consegnare il ruolo al concessionario entro l'anno successivo alla presentazione della denuncia, avvenuta nel 2016. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per verificare il rispetto di tale termine annuale.
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Privilegio sui crediti tributari: Comune batte il fallimento
Un Comune affida la riscossione delle tasse locali a una società privata. La società incassa i soldi dai cittadini ma fallisce prima di versarli all'ente pubblico. Il Comune chiede di essere ammesso al fallimento con il privilegio sui crediti tributari per recuperare le somme. Il Tribunale rifiuta il privilegio, ritenendo il rapporto un normale contratto. La Cassazione ribalta la decisione: il concessionario non è un semplice mandatario, ma agisce nell'ambito di un rapporto pubblico. I soldi incassati mantengono la loro natura fiscale e il privilegio sui crediti tributari spetta anche nel fallimento del riscossore. La Corte cassa il decreto e rinvia al Tribunale per ricalcolare il passivo con il dovuto privilegio.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: INPS perde il ricorso
Un socio di una società si oppone a una cartella esattoriale per contributi non pagati, eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte d'Appello accoglie l'opposizione. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione e l'INPS ricorrono in Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso del concessionario per difetto di legittimazione attiva, poiché solo l'ente impositore (INPS) può difendere in giudizio l'esistenza del credito. Anche il ricorso dell'INPS viene dichiarato inammissibile a causa della doppia conforme sui fatti relativi all'interruzione della prescrizione. Di conseguenza, viene confermata la prescrizione dei contributi previdenziali e l'INPS viene condannato a pagare le spese legali al contribuente, che vince definitivamente la causa.
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Litisconsorzio necessario: agenzia perde la causa contro il Comune
Una società di riscossione, dopo aver perso in primo grado una causa su un avviso TARI, non ha rispettato l'ordine del giudice d'appello di coinvolgere nel processo anche il Comune titolare del tributo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti: quando si discute la legittimità della pretesa fiscale, si verifica un litisconsorzio necessario processuale tra l'ente impositore e il concessionario. La mancata chiamata in causa del Comune ha quindi provocato l'estinzione del giudizio. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese.
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Riscossione Tributi Locali: Società Privata Vince Contro Cittadino
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tarsu/Tia) emesso da una società privata incaricata della riscossione tributi locali per conto di un Comune. La cittadina sosteneva che la società non potesse farsi difendere da un avvocato esterno e che la pretesa fosse scaduta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che una società privata di riscossione può scegliere liberamente il proprio avvocato. Inoltre, ha confermato che per rispettare il termine di decadenza vale la data di spedizione dell'avviso, non quella di ricezione. L'accertamento è stato quindi giudicato pienamente valido.
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