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Compensazione Infragruppo

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il meccanismo con cui, all'interno della liquidazione IVA di gruppo, il credito IVA di una società viene utilizzato per ridurre o annullare il debito IVA di un'altra società dello stesso gruppo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Omesso versamento IVA: errore dei giudici ma la condanna resta
Il Legale Rappresentante di un'azienda è stato condannato a sei mesi di reclusione per il reato di omesso versamento IVA, avendo superato la soglia di punibilità per oltre 278.000 euro. La difesa ha sostenuto che un errore materiale dei giudici d'appello nell'identificare la società controllante e la controllata avesse inficiato il calcolo dell'imposta, e che una compensazione infragruppo avrebbe ridotto il debito sotto la soglia penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'errore materiale non cambia la sostanza del mancato versamento. Inoltre, la compensazione IVA tra società del gruppo richiede una garanzia fideiussoria obbligatoria; in mancanza di questa, l'operazione è illecita e il debito d'imposta rimane interamente valido ai fini penali.
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Compensazione IVA infragruppo: sanzione se l’esonero è tardivo
Una società ha effettuato la compensazione IVA infragruppo senza presentare la garanzia fideiussoria o la dichiarazione sostitutiva per l'esenzione entro i termini di legge, trasmettendola oltre i novanta giorni. L'Agenzia delle Entrate ha applicato la sanzione per omesso versamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la tardiva presentazione della documentazione di esonero oltre i novanta giorni non sana l'omissione. Tale condotta costituisce una violazione sostanziale e non meramente formale, in quanto incide sul versamento del tributo. Di conseguenza, si applica la sanzione proporzionale del trenta per cento prevista per il mancato pagamento delle imposte.
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Garanzia compensazione IVA: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la garanzia nella compensazione IVA infragruppo è un requisito sostanziale e non una mera formalità. Anche se il credito fiscale non è contestato, la compensazione è illegittima se la fideiussione non proviene da un soggetto specificamente autorizzato, iscritto nell'albo previsto dall'art. 106 del Testo Unico Bancario. La Corte ha cassato la decisione di merito che riteneva irrilevante la validità della garanzia, affermando che la sua funzione è indispensabile per il perfezionamento dell'operazione di compensazione.
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Liquidazione IVA di gruppo: no al rimborso del credito
Una società holding si è vista negare il rimborso di un'eccedenza di credito IVA di gruppo per l'anno 2017. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che, nel regime di liquidazione IVA di gruppo, i crediti delle società controllate già utilizzati per compensare i debiti infragruppo durante le liquidazioni periodiche non sono più 'liberi e disponibili' e, pertanto, non possono essere richiesti a rimborso nella dichiarazione annuale. La Corte ha chiarito che la dichiarazione annuale consolida i risultati periodici, non li azzera, e che i crediti compensati hanno già esaurito la loro funzione.
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Garanzia per compensazione IVA: Obbligatoria per legge
Una società si vedeva notificare una cartella di pagamento per il mancato perfezionamento di una compensazione del credito IVA, a causa della mancata presentazione della prescritta garanzia. I giudici di merito accoglievano le ragioni del contribuente, ritenendo la violazione una mera formalità. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la garanzia per compensazione IVA è un presupposto obbligatorio e sostanziale. La sua assenza rende illegittima la compensazione e giustifica l'applicazione di imposte e sanzioni.
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