LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Comparsa Di Risposta

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nell'ordinamento giudiziario italiano la comparsa di risposta è il primo atto defensionale compiuto dal convenuto in un processo civile, e consiste in un atto simile all'atto di citazione ma non contenente la vocatio in ius e che inoltre non può definire l'oggetto del processo, in quanto già determinato dall'attore. Con la comparsa di risposta il convenuto deve porre le proprie difese, prendendo posizione sulle domande svolte dall'attore, nonché presentare le eccezioni non rilevabili d'ufficio e la domanda riconvenzionale (o le domande riconvenzionali, se più di una). Deve inoltre indicare i mezzi di prova che intende utilizzare nel corso del giudizio. Le eccezioni non rilevabili d’ufficio,ma soltanto dalla parte, sono dette “in senso stretto”, mentre quelle rilevabili d’ufficio, che non vanno proposte a pena di decadenza nella comparsa, sono dette “in senso lato”. Il convenuto deve proporre, inoltre, a pena di decadenza le domande riconvenzionali e le chiamate in causa del terzo. Le prime non necessitano di una vocatio in ius in quanto sono rivolta a chi è già parte del processo, mentre le secondo necessitano di una vocatio in ius perché sono rivolte ad un terzo estraneo al processo che quindi ha bisogno di essere “chiamato” in causa appunto. Le domande riconvenzionali e le chiamate di terzo in causa sono dunque i veicoli processuali per proporre nuove domande. Ove il convenuto voglia chiamare un terzo in causa può , nella stessa comparsa, chiedere al giudice di fissare una nuova udienza di comparizione per poter citare il terzo nei termini dell’art 163 bis. Se vi è sufficiente tempo per la citazione invece si procede direttamente senza chiedere la fissazione della nuova udienza. Il giudice non può valutare l’opportunità della chiamata in causa. Il suo è un provvedimento vincolato. Può inoltre accadere che la domanda riconvenzionale sia nulla. Essa viene sanata con il deposito di una memoria contenente l’integrazione degli elementi carenti. L’efficacia della domanda sarà però ex nunc, cioè la domanda si considera proposta dal momento in cui è compiuto l’atto integrativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inoperatività della polizza assicurativa: no a eccezioni tardive
Un dirigente pubblico ha chiesto il rimborso delle somme pagate per un danno erariale alla propria compagnia assicurativa. La società ha contestato la richiesta sostenendo l'inoperatività della polizza assicurativa solo durante il giudizio di appello. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di esclusione del rischio costituisce un'eccezione in senso stretto. L'assicuratore deve quindi sollevarla tempestivamente nel primo atto difensivo di primo grado a pena di decadenza. Non è consentito eccepire l'inoperatività della polizza assicurativa per la prima volta nel secondo grado di giudizio. I giudici hanno quindi annullato la decisione di secondo grado favorevole alla compagnia.
Continua »
Domanda riconvenzionale trasversale: termini e difese
Alcuni acquirenti hanno citato in giudizio il venditore e l'impresa appaltatrice per difetti dell'immobile, chiedendo riduzione del prezzo e risarcimento. Il venditore ha formulato una richiesta di garanzia contro l'impresa. Il socio dell'impresa appaltatrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda riconvenzionale trasversale proposta tra parti già presenti nel processo non impone lo spostamento dell'udienza. Inoltre, il convenuto chiamato in garanzia può sollevare le proprie difese ed eccezioni fino alla prima udienza di trattazione, senza incorrere nella decadenza prevista per la risposta all'atto iniziale.
Continua »
Estinzione del processo: un giorno di ritardo cancella la causa
Un investitore ha citato in giudizio una banca per la violazione degli obblighi informativi sui titoli derivati. La controversia, regolata dal vecchio rito societario, si è conclusa con la dichiarazione di estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del cliente. Il motivo risiede nel mancato rispetto dei termini perentori: l'investitore, avendo deciso di non replicare alla comparsa di risposta della banca, avrebbe dovuto notificare l'istanza di fissazione dell'udienza entro venti giorni dalla ricezione dell'atto difensivo. Avendo eseguito la notifica in ritardo di un solo giorno, si è verificata l'estinzione del processo. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di venti giorni decorre immediatamente dalla notifica della comparsa e non dalla scadenza del termine teorico per le repliche.
Continua »
Eccezione di incompetenza territoriale: come evitare il rigetto
Un Ente ha citato in giudizio alcuni Professionisti davanti al Tribunale di Terni per risolvere un contratto d'opera professionale. I Professionisti hanno sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale indicando il Tribunale di Milano, ma basandosi solo su una clausola contrattuale, senza contestare subito tutti gli altri possibili criteri di collegamento derogabili. Il Tribunale di Terni si è dichiarato incompetente, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che l'eccezione di incompetenza territoriale deve considerarsi non proposta se non contesta contemporaneamente tutti i criteri di competenza territoriale derogabili fin dal primo atto difensivo. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del Tribunale di Terni, dove la causa dovrà essere riassunta.
Continua »
Azione negatoria: il proprietario batte il colosso dell’energia
Il proprietario di un terreno ha promosso un'azione negatoria contro una società elettrica per accertare l'inesistenza di una servitù di elettrodotto sul proprio fondo e chiedere la rimozione dei cavi. La società ha eccepito l'usucapione del diritto solo tardivamente, durante lo scambio delle memorie istruttorie, anziché nella comparsa di risposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società elettrica, confermando che nell'azione negatoria il proprietario non deve fornire una prova rigorosa della proprietà, essendo sufficiente un titolo valido anche presuntivo. Inoltre, l'eccezione di usucapione, volta a paralizzare la domanda principale, deve essere sollevata tempestivamente nel primo atto difensivo, pena la decadenza. Vince il proprietario del terreno, che ottiene la rimozione degli impianti e il rimborso delle spese legali.
Continua »
Eccezione di incompetenza: Comune perde la causa per un ritardo
Una società cita in giudizio un Comune per grave inadempimento di un contratto d'appalto. Il Comune si difende sollevando un'eccezione di incompetenza, basata su una clausola del contratto che prevedeva l'arbitrato. Tuttavia, presenta questa difesa solo alla prima udienza e non, come richiesto dalla legge, nella comparsa di risposta depositata almeno 20 giorni prima. La Corte di Cassazione stabilisce che l'eccezione è tardiva e quindi inefficace. Il rispetto dei termini processuali è inderogabile. La causa deve quindi proseguire davanti al giudice ordinario. La sentenza d'appello, che aveva dato ragione al Comune, viene annullata con rinvio.
Continua »
Onere della prova appello e fascicolo d’ufficio
La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta applicazione dell'onere della prova appello in relazione ai documenti processuali. Nel caso di specie, un assicurato aveva impugnato la sentenza di primo grado lamentando la mancata contestazione di alcuni fatti da parte dell'assicuratore. La Corte d'Appello aveva rigettato il gravame perché l'appellante non aveva prodotto il fascicolo di parte della controparte. La Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che non sussiste alcun onere per la parte di produrre atti già presenti nel fascicolo d'ufficio, la cui trasmissione è un obbligo dell'amministrazione giudiziaria.
Continua »
Termine appello incidentale: il calcolo dei 20 giorni
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di calcolo del termine per l'appello incidentale. Un ricorso depositato anche un solo giorno oltre la scadenza dei venti giorni prima dell'udienza è inammissibile. La Corte ha accolto il ricorso di un avvocato, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente ritenuto tempestivo l'appello incidentale di un'altra parte, e ha ribadito che nel calcolo a ritroso il giorno dell'udienza non si conta, mentre si conta l'ultimo giorno utile per il deposito.
Continua »
Competenza querela di falso: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1611/2024, ha stabilito un principio chiave sulla competenza territoriale per la querela di falso. Anche se i documenti contestati provengono da una causa di lavoro, se la querela è presentata come un'azione autonoma, la competenza segue le regole generali del codice di procedura civile (foro del convenuto) e non quelle speciali del rito del lavoro. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori, confermando che l'eccezione di incompetenza sollevata dalla società convenuta era tempestiva e fondata.
Continua »