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Commissario Straordinario

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il commissario straordinario, nell'ordinamento giuridico italiano, è una figura nominata dal governo italiano, per far fronte ad incarichi urgenti o straordinari, tramite un accentramento o un aumento dei poteri e un'azione in deroga.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legittimazione commissario straordinario: No all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso sulla legittimazione del commissario straordinario a impugnare l'ammissione di crediti allo stato passivo di un'azienda. La questione chiave era quale legge applicare, dato che la procedura era iniziata prima della riforma del 2006. La Corte ha stabilito un principio chiaro: nelle procedure soggette alla vecchia normativa, il commissario non può opporsi alle decisioni sui crediti. Il suo ruolo era di collaboratore del giudice e non di parte processuale autonoma, a meno che non venisse leso un suo interesse personale. Di conseguenza, l'appello dell'azienda è stato respinto e la richiesta dei creditori confermata. La sentenza ribadisce la mancanza di potere di impugnazione per il commissario in questo specifico contesto normativo.
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Contratto prosegue in crisi: no alla Prededucibilità dei crediti
La Corte di Cassazione affronta il tema della prededucibilità dei crediti nelle crisi d'impresa. Due fornitori avevano continuato a prestare servizi a un'azienda dopo l'ammissione di quest'ultima all'amministrazione straordinaria. Tuttavia, il commissario straordinario ha poi deciso di non subentrare formalmente nei contratti. La Corte ha stabilito un principio chiaro: la semplice prosecuzione di fatto di un rapporto di fornitura non è sufficiente a garantire il pagamento prioritario. La prededucibilità dei crediti è riconosciuta solo se il commissario manifesta una volontà espressa e inequivocabile di subentrare nel contratto. In assenza di tale decisione, i crediti dei fornitori vengono considerati semplici crediti chirografari, perdendo ogni priorità.
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Mancata comunicazione udienza: la Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione ha rinviato una causa relativa a un'azione revocatoria tra un gruppo di società in amministrazione straordinaria e un'altra società di servizi finanziari. La decisione non è entrata nel merito della questione. Il rinvio è stato causato da un vizio di procedura: la cancelleria non aveva informato gli avvocati di una delle parti della data dell'udienza. Questa **mancata comunicazione dell'avviso di udienza** ha reso impossibile procedere, costringendo i giudici a fermare tutto e rimandare la discussione a una data futura per garantire il diritto di difesa.
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Subentro contratto: la Cassazione e i crediti
Una società fornitrice si è opposta alla classificazione di un suo credito come parzialmente chirografario nell'ambito di un'amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, in caso di esplicito subentro contratto da parte del commissario straordinario, l'intero credito, inclusa la parte maturata prima della procedura, acquisisce natura prededucibile. Il tribunale di merito aveva erroneamente omesso di valutare la comunicazione formale di subentro, un fatto decisivo per la causa.
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Commissario straordinario pubblico ufficiale: la Cassazione
Un sindacalista è stato condannato per violenza nei confronti di un commissario straordinario per costringerlo a revocare la risoluzione di un contratto. La Cassazione ha confermato la condanna, specificando che, sebbene la risoluzione del contratto sia un atto di natura privatistica, la fase decisionale che la precede rientra nella funzione pubblica. Pertanto, ai fini del reato di cui all'art. 336 c.p., il commissario straordinario è considerato pubblico ufficiale quando la condotta illecita mira a influenzare le sue scelte gestionali dettate da finalità pubblicistiche.
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Responsabilità aggravata: quando l’azione è temeraria
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per responsabilità aggravata a carico di due società che avevano intentato una causa personale contro il commissario straordinario di una banca. L'azione è stata giudicata temeraria perché confondeva la responsabilità dell'istituto con quella personale del commissario, era priva di prove di dolo o colpa grave e, soprattutto, mancava della necessaria autorizzazione preventiva della Banca d'Italia, rivelando un palese abuso del processo.
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