LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Coltivazione

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Attività diretta a ottenere sostanze stupefacenti attraverso la crescita di vegetali specifici.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cannabis: quando la coltivazione non è terapeutica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione e coltivazione illecita di Cannabis, respingendo il ricorso di un imputato trovato in possesso di oltre due chili di sostanza. La difesa sosteneva che la coltivazione fosse destinata a un uso esclusivamente terapeutico per lenire i dolori di una grave polineuropatia. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'ingente quantitativo sequestrato è incompatibile con il consumo personale e con la soglia della minima offensività penale, rendendo irrilevante la finalità medica dichiarata.
Continua »
Coltivazione di marijuana: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per coltivazione di marijuana a carico di un imputato che gestiva quattordici piante. Dalle analisi è emerso che la piantagione era idonea a produrre 868 dosi, quantitativo che esclude la natura domestica dell'attività. La decisione ribadisce che l'offensività in concreto è il criterio fondamentale per distinguere tra condotta penalmente irrilevante e reato.
Continua »
Coltivazione domestica: i limiti della non punibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un caso di coltivazione domestica di marijuana, rigettando il ricorso dell'imputata. Nonostante la difesa sostenesse l'inoffensività della condotta per via delle modalità rudimentali, i giudici hanno rilevato che il numero di dosi ricavabili (33 in totale) superava la soglia massima prevista per l'uso personale. La sentenza ribadisce che la coltivazione domestica è lecita solo se minima, priva di indici di spaccio e con una produttività modestissima, parametri non riscontrati nel caso in esame.
Continua »
Ingente quantità: conferma condanna per coltivazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imputati coinvolti nella coltivazione professionale di marijuana, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. La decisione si fonda sulla natura reiterativa dei motivi di impugnazione, che non hanno saputo contrastare efficacemente la doppia conforme dei gradi precedenti. La Corte ha ritenuto pienamente sussistente l'aggravante della ingente quantità, data la modalità altamente professionale della coltivazione e l'ampio compendio probatorio raccolto, condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Coltivazione domestica: i limiti della non punibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la coltivazione di undici piante di marijuana sul proprio terrazzo. La difesa sosteneva la tesi della coltivazione domestica non punibile, finalizzata all'uso personale. Tuttavia, i giudici hanno confermato che il numero di piante, la loro altezza e la presenza di ulteriori vasi pronti per nuove colture escludono la natura rudimentale e minima dell'attività. La decisione ribadisce che la coltivazione domestica richiede uno scarso numero di piante e un quantitativo di stupefacente ricavabile modestissimo, requisiti non soddisfatti nel caso di specie.
Continua »
Coltivazione di stupefacenti: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di coltivazione di stupefacenti a carico di un soggetto coinvolto nella gestione di una vasta piantagione di cannabis. La difesa contestava l'interpretazione di alcune intercettazioni, sostenendo che i riferimenti a prodotti agricoli fossero reali e non criptici. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che il contesto e i prezzi indicati fossero incompatibili con l'agricoltura lecita. È stata inoltre confermata l'aggravante dell'ingente quantità, basata su un calcolo tecnico del principio attivo totale ricavabile dall'intera piantagione, superando le discrepanze tra le diverse analisi peritali effettuate durante il procedimento.
Continua »
Sostanze stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reati legati alle sostanze stupefacenti. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di impugnazione erano meramente riproduttivi di quanto già discusso in appello e non affrontavano criticamente le motivazioni della sentenza impugnata. In particolare, è stata confermata l'esclusione della fattispecie di lieve entità a causa della rilevante quantità di sostanza detenuta, ritenendo adeguata la motivazione del giudice di merito sulla finalità illecita della condotta.
Continua »
Coltivazione illecita: i limiti della lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso di un soggetto sorpreso a irrigare una piantagione organizzata. La decisione sottolinea che la coltivazione illecita non può essere considerata di lieve entità quando sono presenti 95 piante, un sistema organizzato e un potenziale di 634 dosi medie, confermando così il rigetto delle attenuanti richieste dalla difesa.
Continua »
Marijuana: i limiti della coltivazione domestica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la misura degli arresti domiciliari per detenzione e coltivazione di Marijuana. L'indagato contestava la legittimità della perquisizione e sosteneva la natura domestica della coltivazione. La Corte ha stabilito che la presenza di una serra professionale con sistemi di irrigazione e ventilazione, unita all'ingente quantitativo di droga, esclude l'uso personale e conferma l'attività di spaccio.
Continua »
Lieve entità e droga: il ruolo del denaro contante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per coltivazione di marijuana, rigettando la richiesta di riconoscimento della lieve entità. Il ricorrente aveva contestato la responsabilità penale e la mancata applicazione dell'attenuante, ma i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile. Un elemento determinante è stato il ritrovamento di 7.000 euro in contanti di cui l'imputato non ha saputo giustificare la provenienza, circostanza ritenuta incompatibile con una condotta di ridotto rilievo economico e criminale.
Continua »
Detenzione di stupefacenti: guida al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per detenzione di stupefacenti e coltivazione di marijuana. I giudici hanno confermato la validità della sentenza di appello, che aveva valorizzato il ritrovamento di quattro piante alte fino a due metri e una quantità significativa di sostanza nell'abitazione dell'imputato. La decisione sottolinea che i motivi di ricorso erano generici e si limitavano a riproporre tesi già ampiamente smentite nei gradi precedenti, portando alla condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Coltivazione di stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per **coltivazione di stupefacenti** a carico di un individuo che gestiva una serra indoor attrezzata. Nonostante la difesa invocasse l'uso personale, la presenza di impianti di riscaldamento, illuminazione e oltre 120 grammi di marijuana ha escluso la natura 'domestica' della condotta. La Corte ha ribadito che l'impiego di tecniche non rudimentali e la capacità produttiva della struttura indicano una destinazione della sostanza a terzi, rendendo il fatto penalmente rilevante anche se qualificato come di lieve entità.
Continua »
Coltivazione di stupefacenti: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di coltivazione di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio a carico di un soggetto trovato in possesso di tre piante di marijuana e 290 grammi di sostanza essiccata. Nonostante la tesi difensiva sostenesse l'uso personale, i giudici hanno ritenuto determinanti la presenza di un bilancino di precisione, un sistema di aerazione e il considerevole dato ponderale della droga. La sentenza ribadisce che la coltivazione domestica non è punibile solo se minima e priva di indici di inserimento nel mercato illegale.
Continua »