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Collaboratore Fisso

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Figura del contratto collettivo giornalistico che identifica un lavoratore che, pur non essendo formalmente un redattore, fornisce con continuità le proprie prestazioni, si rende disponibile e si inserisce stabilmente nell'organizzazione della testata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavoro giornalistico subordinato: il contratto autonomo non cancella i diritti
Una giornalista ha chiesto il riconoscimento del proprio rapporto come lavoro giornalistico subordinato con la qualifica di collaboratore fisso, avendo redatto per anni articoli e rubriche per le pagine di cultura e spettacolo di un quotidiano. La società editrice si è opposta, sostenendo la natura autonoma del rapporto basata sul contratto firmato dalle parti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno stabilito che l'inserimento stabile nell'organizzazione aziendale, la disponibilità costante e la cura sistematica di una rubrica dimostrano la subordinazione, a prescindere dalla firma di un contratto autonomo. L'azienda è stata condannata al pagamento delle differenze retributive e al versamento dei contributi previdenziali omessi.
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Rapporto di lavoro giornalistico: finto autonomo batte l’editore
Un giornalista pubblicista ha chiesto l'accertamento di un rapporto di lavoro giornalistico subordinato con una nota società editrice, lamentando un allontanamento verbale illegittimo. I giudici di merito hanno riconosciuto la natura subordinata del rapporto con la qualifica di collaboratore fisso, condannando l'azienda al risarcimento dei danni pari alle retribuzioni perse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda editrice. I giudici hanno confermato che la continuità delle prestazioni, la presenza in redazione e l'impossibilità di rifiutare gli incarichi dimostrano la subordinazione, anche se il pagamento avviene a pezzo. Inoltre, l'allontanamento di fatto costituisce un rifiuto ingiustificato della prestazione lavorativa da parte dell'azienda, che mantiene in vita il rapporto e obbliga al risarcimento.
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Collaboratore fisso giornalista: la Cassazione conferma il lavoro dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato la natura di lavoro subordinato per una giornalista inquadrata come 'collaboratrice fissa'. Per anni, la professionista aveva svolto attività continuativa di cronaca nera e giudiziaria per un'azienda editoriale, con modalità tipiche di un dipendente. L'azienda ha tentato di contestare la decisione, ma il suo ricorso finale è stato dichiarato inammissibile. I giudici hanno ritenuto le sue argomentazioni contro la retribuzione dovuta troppo generiche e non specifiche. La sentenza stabilisce un principio chiaro: quando l'attività giornalistica è continuativa e controllata, si configura il rapporto di lavoro da collaboratore fisso giornalista, con tutte le tutele economiche e normative che ne derivano. La giornalista ha quindi vinto la causa, ottenendo il pagamento delle differenze retributive.
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Lavoro giornalistico: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente previdenziale contro una nota casa editrice in merito alla qualificazione del lavoro giornalistico. La controversia riguardava il recupero di contributi per presunti rapporti di subordinazione di diversi professionisti. La Suprema Corte ha stabilito che l'accertamento della natura del rapporto (autonomo o subordinato) è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito. Se tale valutazione è supportata da una motivazione logica e coerente, non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità, specialmente quando le decisioni di primo e secondo grado risultano conformi.
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Retribuzione giornalista collaboratore fisso: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di riqualificazione del rapporto di lavoro di un giornalista da autonomo a 'collaboratore fisso', la determinazione della giusta retribuzione non può basarsi solo sui minimi contrattuali. I giudici devono valutare l'effettiva quantità e qualità del lavoro svolto per calcolare eventuali differenze retributive. Nel caso di specie, pur confermando la natura subordinata del rapporto, la Corte ha rinviato alla Corte d'Appello il ricalcolo della retribuzione giornalista collaboratore fisso, accogliendo il ricorso della lavoratrice su questo specifico punto.
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Collaboratore fisso: quando il giornalista è dipendente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società editoriale, confermando che un rapporto di collaborazione giornalistica può essere qualificato come lavoro subordinato nella figura del "collaboratore fisso" anche in assenza di un orario di lavoro rigido o di una prestazione quotidiana. Secondo la Corte, sono decisivi la natura non occasionale della prestazione, la messa a disposizione delle proprie energie lavorative e la responsabilità di un servizio specifico, elementi che dimostrano un inserimento stabile e organico del lavoratore nell'organizzazione aziendale.
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