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Cointeressenza

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto con cui una parte (associante) attribuisce a un'altra (associato) una partecipazione agli utili di un'impresa o di uno o più affari, in cambio di un determinato apporto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estorsione e metodo mafioso: la Cassazione respinge i ricorsi
Tre appartenenti a una struttura criminale contestano la condanna per traffico di stupefacenti e per il reato di Estorsione e metodo mafioso verso un'azienda locale. Un imputato sostiene che i proventi incassati costituiscano una tassa esterna e non una partecipazione ai guadagni dello spaccio. Gli altri due contestano la credibilità dei testimoni e l'aggravante mafiosa. La Corte di Cassazione dichiara inammissibili tutti i ricorsi. I giudici confermano la responsabilità diretta nel traffico di droga per via del supporto logistico garantito e convalidano le accuse di estorsione basate sulle dichiarazioni attendibili rese dalle vittime e sulla sistematicità delle pretese economiche. Gli imputati vengono condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Sgravi contributivi negati: azienda cambia nome ma non il capo
La Corte di Cassazione ha negato a un'azienda il diritto agli sgravi contributivi per l'assunzione di personale in mobilità. La decisione si fonda sulla scoperta di un collegamento sostanziale tra la nuova azienda e quella precedente che aveva licenziato i lavoratori. I giudici hanno stabilito che, nonostante la diversità formale delle due società, gli assetti societari erano di fatto coincidenti, poiché la stessa persona agiva come datore di lavoro effettivo in entrambe. Di conseguenza, l'operazione non è stata considerata una vera nuova assunzione, ma un semplice passaggio di personale volto a ottenere indebitamente i benefici. Il principio chiave è che gli sgravi contributivi per assunzione non spettano se c'è continuità tra i vecchi e i nuovi assetti societari.
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Clausola penale: quando non si applica per impossibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso relativo a un contratto di cointeressenza immobiliare. La Corte ha stabilito che la clausola penale per il ritardo nell'inizio dei lavori non può essere applicata se la prestazione è divenuta oggettivamente impossibile per cause non imputabili al debitore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando le decisioni dei gradi precedenti e ribadendo che la penale presuppone un inadempimento colpevole.
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Concorso in usura: il ruolo del direttore di banca
Un direttore di banca è stato condannato per concorso in usura per aver agevolato un usuraio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che fornire servizi bancari con piena consapevolezza dello scopo illecito, e con un interesse finanziario personale, costituisce complicità e non una neutra condotta professionale. La modifica dell'imputazione da favoreggiamento a concorso è stata ritenuta legittima.
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Crediti professionali avvocato: quando paga la società?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'ammissibilità dei crediti professionali dell'avvocato nella liquidazione giudiziale di una società. La Corte ha rigettato le pretese per le parcelle relative alla difesa penale degli amministratori, affermando che tale attività non è automaticamente svolta nell'interesse della società. Un ricorso è stato parzialmente accolto solo per un vizio di omessa pronuncia del giudice di merito, che non aveva esaminato una specifica domanda di credito.
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Ricorso inammissibile: valutazione fatti stupefacenti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per reati di droga. L'imputato contestava le prove a suo carico, ma la Corte ha stabilito che l'appello era una mera richiesta di nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La condanna è stata confermata sulla base di plurimi indizi, tra cui la presenza dell'imputato in un garage con stupefacenti, il ritrovamento di un involucro simile a uno da lui trasportato e il possesso di altra sostanza presso la sua abitazione, elementi che dimostravano la sua cointeressenza nell'attività illecita.
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