Un'automobilista, distratta nel salutare dei passanti, ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con un altro veicolo. Nell'incidente ha perso la vita la madre, passeggera del mezzo. I giudici di merito hanno condannato la donna per il reato di omicidio stradale, applicando l'aggravante della guida contromano e disponendo la revoca della patente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della conducente, confermando la condanna. La Suprema Corte ha chiarito che l'invasione di corsia dovuta a distrazione integra pienamente l'aggravante della guida contromano, escludendo che l'evento fosse imprevedibile nonostante un lieve ritardo nelle cure mediche successive. La revoca della patente è stata ritenuta legittima e proporzionata alla gravità della colpa.
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