Un'imputata, membro di un'organizzazione criminale, viene condannata per favoreggiamento immigrazione clandestina aggravato. In appello, la difesa sostiene che la pena vada ridotta perché la Corte Costituzionale ha annullato una delle aggravanti contestate (l'uso di documenti falsi). La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. La motivazione è duplice: primo, la questione era già decisa in un precedente grado di giudizio; secondo, e più importante, la condanna si basava anche su un'altra aggravante valida e autonoma: aver commesso il reato in concorso con tre o più persone. Questa sola circostanza era sufficiente a giustificare la pena severa. La condanna viene quindi confermata.
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