Un dipendente di un supermercato ha subito il furto del proprio cellulare, custodito in un giubbotto dentro un armadietto delle scope non chiuso a chiave, situato nel bagno destinato alla clientela. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del colpevole, ritenendo configurabile l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. I giudici hanno chiarito che l'armadietto, lasciato aperto per necessità di pronto utilizzo degli strumenti di pulizia, esponeva i beni contenuti al libero accesso degli avventori, i quali avrebbero dovuto rispettare l'altrui proprietà. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del condannato, confermando la legittimità della contestazione in fatto dell'aggravante e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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