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Circonvenzione Di Incapace

25 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall'art.643 del codice penale italiano. Consiste nell'abusare dei bisogni, passioni o dell'inesperienza di persona minore o in stato d'infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. Completa la fattispecie la circostanza per cui la condotta dell'incapace deve consistere in un atto dannoso per sé o per altri. La procedibilità è d'ufficio, perseguibile dal Tribunale Monocratico; il reato è punito con la reclusione da due a sei anni e con una multa da 206 euro a euro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di riciclaggio: bonifici tracciabili e finto prestito
Un uomo riceveva due assegni per un valore complessivo di 50.000 euro, sottratti a una persona vulnerabile tramite circonvenzione di incapace. L'imputato versava il denaro sul proprio conto corrente italiano, tratteneva una commissione del 5% e bonificava l'importo residuo verso la Svizzera per acquistare quote societarie fittizie. La difesa chiedeva la riqualificazione dei fatti in ricettazione, sostenendo la piena tracciabilità dei bonifici bancari e l'assenza di dolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno confermato la condanna per il reato di riciclaggio, ribadendo che qualsiasi trasferimento frazionato di somme illecite volto a ostacolarne la provenienza integra la condotta criminosa, a prescindere dall'uso di canali bancari ufficiali.
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Circonvenzione di incapace e sequestro annullato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento del sequestro cautelare per oltre un milione di euro disposto nei confronti di un'indagata. L'accusa principale riguardava il reato di Circonvenzione di incapace ai danni di una parente anziana, unita alle contestazioni di appropriazione indebita e autoriciclaggio. Il Tribunale del Riesame aveva revocato il vincolo: le ipotesi circonvenzionali erano prescritte, le appropriazioni indebite improcedibili per mancanza di querela e l'autoriciclaggio privo della motivazione sul pericolo di dispersione dei beni. Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso contestando soltanto la riqualificazione dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per carenza di interesse. Poiché l'accusa non ha contestato l'assenza di motivazione sul pericolo, l'eventuale vittoria sulla qualificazione del reato non avrebbe comunque consentito di ripristinare il sequestro. Il denaro rimane dunque sbloccato.
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Circonvenzione di incapace: condanna per il testamento della zia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di circonvenzione di incapace a carico di due nipoti. Le imputate hanno approfittato del decadimento cognitivo dell'anziana zia per indurla a redigere testamenti a loro favore, modificando le precedenti volontà. I giudici hanno chiarito che per configurare il reato non serve una totale incapacità di intendere e di volere. È sufficiente un indebolimento delle facoltà mentali che renda la vittima facilmente manipolabile. La Suprema Corte ha ribadito che la circonvenzione di incapace tutela direttamente la libertà di scelta della persona vulnerabile. La redazione di un testamento manipolato perfeziona il reato producendo un danno giuridico immediato. I ricorsi delle nipoti sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Circonvenzione di incapace: niente attenuanti se in ritardo
Un cittadino condannato per il reato di circonvenzione di incapace con la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità ha presentato ricorso per ottenere lo sconto di pena previsto per il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno rilevato due gravi criticità. In primo luogo, le contestazioni difensive erano del tutto generiche e prive dei requisiti minimi di specificità stabiliti dal codice di procedura penale. In secondo luogo, il risarcimento del danno è stato effettuato oltre i termini perentori stabiliti dalla legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la decisione precedente e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Revisione della sentenza di condanna tra reato e finta prova
Tre soggetti avevano subito una condanna definitiva per sequestro di persona, abbandono e circonvenzione di incapace ai danni di una donna fragile. La vittima era stata sottratta dal reparto ospedaliero, privata dei farmaci e segregata per essere indotta a revocare l'amministratore di sostegno. Gli imputati hanno richiesto la revisione della sentenza di condanna presentando registrazioni audio-video, una testimonianza difensiva e nuove consulenze psicologiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici di legittimità hanno stabilito che le prove indicate non possedevano il requisito della novità, in quanto già esaminate o ritenute del tutto irrilevanti nei precedenti gradi di giudizio. Non è emerso alcun contrasto tra decisioni giudiziarie. Gli istanti devono pagare le spese di causa e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Atto abnorme del giudice: stop al blocco del processo penale
Durante il processo a carico di un'imputata per l'indebito utilizzo del bancomat di una persona fragile, il Tribunale ha disposto la restituzione degli atti alla Procura. Il giudice ha ritenuto che i fatti integrassero una più grave circonvenzione di incapace. Il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione, denunciando un atto abnorme del giudice per mancata pronuncia sul reato originario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il Tribunale doveva giudicare l'illecito contestato e non poteva far regredire l'intero procedimento. I giudici hanno annullato l'ordinanza senza rinvio, ordinando la prosecuzione immediata del processo.
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Circonvenzione di incapace: confermato il sequestro di beni
L'Assistente Familiare ha subito il sequestro preventivo di oltre 440.000 euro, beni ritenuti frutto del reato di circonvenzione di incapace ai danni di un'anziana assistita. L'Amministratore di Sostegno ha denunciato reiterate condotte manipolative e trasferimenti di denaro ingiustificati. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la mancanza dei presupposti del sequestro e la natura volontaria dei regali ricevuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la misura cautelare reale. I giudici hanno riscontrato concreti elementi di vulnerabilità della vittima e un chiaro pericolo di dispersione dei fondi all'estero. L'Assistente Familiare deve versare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Circonvenzione di incapace: condanna per uso di carta di credito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per i reati di circonvenzione di incapace e indebito utilizzo di carte di credito. La donna aveva indotto una persona vulnerabile a consegnarle la propria carta di pagamento, utilizzandola poi per effettuare prelievi non autorizzati. I giudici hanno confermato la responsabilità penale dell'imputata, rilevando come l'uso illecito della carta rappresenti la diretta conseguenza dell'attività di circonvenzione di incapace precedentemente posta in essere. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha inflitto alla ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Sospensione del processo civile: la causa ereditaria va avanti
L'Erede Legittima ha avviato una causa civile per chiedere l'annullamento di un testamento, sostenendo che il defunto fosse stato vittima di circonvenzione di incapace. Il Tribunale ha disposto la sospensione del processo civile in attesa dell'esito del processo penale avviato contro i presunti colpevoli. L'Erede Testamentario ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la sospensione del processo civile per pregiudizialità penale richiede l'identità dei soggetti nei due giudizi. Poiché l'Erede Legittima non si era costituita parte civile nel processo penale, tale identità mancava. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sospensione, ordinando l'immediata prosecuzione della causa civile.
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Circonvenzione di incapace: prescrizione ma risarcimento dovuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato al risarcimento dei danni per il reato di circonvenzione di incapace ai danni della zia vulnerabile. Nonostante la prescrizione del reato penale, i giudici hanno confermato la responsabilità civile dell'imputato, che aveva sottratto ingenti somme dai conti correnti della vittima approfittando del suo deficit psichico. La Suprema Corte ha chiarito che le nuove regole della Riforma Cartabia sul trasferimento al giudice civile non si applicano retroattivamente se la costituzione di parte civile è avvenuta prima del 30 dicembre 2022. Inoltre, per stabilire il risarcimento in sede civile, si applica la regola della probabilità prevalente, meno rigorosa rispetto a quella penale del ragionevole dubbio. Il ricorrente perde il ricorso e deve pagare le spese e una sanzione.
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Reato di riciclaggio: condannati i figli per i fondi del padre
Due figli ricevevano ingenti somme di denaro sui propri conti correnti, provenienti dalla circonvenzione di incapace commessa dal padre ai danni di una coppia di anziani. I figli utilizzavano poi questi soldi per spese personali e prelievi. La Corte di Cassazione ha confermato la loro condanna a due anni di reclusione per il reato di riciclaggio. I giudici hanno chiarito che mettere a disposizione il proprio conto corrente per ricevere denaro sporco integra il reato di riciclaggio, in quanto ostacola l'individuazione della provenienza illecita dei fondi. Non rileva che i conti fossero preesistenti o che i figli non avessero partecipato alla truffa iniziale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la colpevolezza dei giovani.
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Circonvenzione di incapace: Abuso di fragilità, condanna certa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di circonvenzione di incapace a carico di un'imputata. La donna aveva approfittato della vulnerabilità psicologica di una persona per indurla a compiere atti dannosi per il suo patrimonio. L'imputata aveva presentato ricorso sostenendo che la vittima non fosse realmente incapace e che le prove fossero state valutate male. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che i giudici dei gradi precedenti avessero motivato in modo logico e corretto la sussistenza del reato. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo per l'imputata di pagare le spese processuali e risarcire la vittima.
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Tutore legale non basta: confermato il pericolo di reiterazione
Una coppia, indagata per circonvenzione ai danni di una persona anziana, si oppone alla misura del divieto di avvicinamento. Sostengono che la nomina di un amministratore di sostegno per la vittima elimina ogni possibilità di danno patrimoniale e, di conseguenza, il pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici stabiliscono che la sola protezione del patrimonio non basta. Il comportamento manipolatorio e la pressione psicologica, proseguiti anche dopo la nomina del tutore, mantengono concreto e attuale il pericolo di reiterazione del reato, giustificando pienamente la misura cautelare. La coppia perde e la misura restrittiva viene confermata.
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Circonvenzione di Incapace: Testamento Nullo, Eredità Ribaltata
La Corte di Cassazione affronta un caso di nullità del testamento per circonvenzione di incapace. I parenti di un defunto avevano impugnato quattro testamenti identici che nominavano un unico erede. L'erede era già stato condannato in via definitiva in sede penale per aver raggirato il testatore, inducendolo a redigere proprio quei testamenti. La Corte stabilisce un principio fondamentale: la condanna penale definitiva per circonvenzione di incapace ha efficacia vincolante nel processo civile. Di conseguenza, il testamento frutto del reato è nullo e l'eredità spetta agli eredi legittimi. L'erede designato perde tutto e deve restituire i beni.
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Circonvenzione di incapace: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di circonvenzione di incapace e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva censure già esaminate nel merito e prive di specificità. La responsabilità dell'imputata è stata solidamente provata attraverso le dichiarazioni della persona offesa, riscontri bancari su libretti postali e conversazioni telefoniche registrate. La Corte ha inoltre negato le attenuanti generiche a causa della spregiudicatezza della condotta e della totale assenza di pentimento o offerte riparatorie.
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Custodia cautelare: limiti alla proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il mantenimento della custodia cautelare in carcere per un'indagata accusata di associazione a delinquere finalizzata alla circonvenzione di incapaci. La difesa lamentava la violazione del principio di proporzionalità, sostenendo che la pena finale, in virtù della continuazione con altri reati già giudicati, sarebbe stata inferiore al tempo già trascorso in cella. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione sulla custodia cautelare non può ridursi a un mero calcolo aritmetico sulla pena futura, ma deve prioritariamente considerare la persistenza delle esigenze cautelari e la pericolosità sociale del soggetto.
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Vizio parziale di mente e dolo: la nuova sentenza
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un medico condannato per omicidio volontario e circonvenzione di incapace per aver curato pazienti oncologici con metodi non scientifici, distogliendoli dalle terapie tradizionali. Nonostante il riconoscimento del vizio parziale di mente in appello, la Suprema Corte ha annullato la sentenza con rinvio. La motivazione risiede nella mancata analisi dell'interferenza tra il disturbo paranoideo della personalità dell'imputata e la sua capacità di rappresentarsi e volere l'evento morte. Il giudice del rinvio dovrà valutare se la patologia abbia inibito la corretta percezione del rischio, influenzando la sussistenza del dolo.
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Circonvenzione di incapace: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato dal Procuratore Generale in un caso di circonvenzione di incapace. La decisione sottolinea come la mancanza di specificità dei motivi e il mancato confronto con le motivazioni della sentenza d'appello impediscano un nuovo esame del merito, rendendo definitiva l'assoluzione degli imputati per tale reato.
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Circonvenzione di incapace: quando si consuma il reato
La Corte di Cassazione affronta il tema della circonvenzione di incapace finalizzata alla redazione di un testamento. La sentenza stabilisce che il reato si consuma nel momento in cui viene redatto l'atto testamentario, in quanto è in quel frangente che si concretizza l'effetto giuridico dannoso a carico della vittima. Questa precisazione è cruciale per calcolare la prescrizione. Di conseguenza, nel caso di specie, il reato è stato dichiarato estinto, annullando la precedente condanna.
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Circonvenzione di incapace: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza di Appello che aveva confermato le statuizioni civili per un caso di circonvenzione di incapace. Il reato, prescritto, riguardava l'abuso della vulnerabilità di due sorelle anziane, indotte a firmare una procura per svuotare i loro conti correnti per oltre 440.000 euro. La Corte ribadisce che non può rivalutare le prove nel merito e che la quantificazione della provvisionale è di competenza del giudice di merito.
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