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Chiamata In Manleva

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto con cui una parte in causa ne chiama in giudizio una terza (ad esempio un'assicurazione) affinché la tenga indenne, cioè la protegga, dalle conseguenze economiche negative di un'eventuale sconfitta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione di quote societarie ed esonero da sopravvenienze
Una società socia cede a terzi la propria partecipazione in una S.r.l. In seguito, la società partecipata ottiene un consistente incasso da un accordo transattivo precedentemente non contabilizzato. L'ex socia cedente agisce in giudizio contro la società partecipata per ottenere una quota di tale sopravvenienza attiva, sostenendo un danno sul prezzo di vendita e assimilando la cessione di quote societarie a un recesso dal capitale sociale. La Corte di Cassazione respinge integralmente le pretese dell'ex socia. I giudici ribadiscono la netta distinzione tra compravendita di partecipazioni tra privati e recesso societario. La società partecipata rimane del tutto estranea all'accordo di compravendita tra i soci e non deve rifondere alcun maggior valore all'ex quotista.
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Garanzia per vizi della cosa venduta: i rischi del ritardo
L'Acquirente ha acquistato delle piastrelle dal Venditore, riscontrando difetti solo dopo la posa in opera, ben oltre la consegna. Ha quindi richiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per tardività della denuncia dei difetti. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che, in tema di garanzia per vizi della cosa venduta, l'acquirente deve denunciare i difetti entro otto giorni dalla scoperta. Inoltre, l'eventuale riconoscimento dei difetti da parte del produttore (soggetto terzo) non esonera l'acquirente dall'onere di denunciare tempestivamente i vizi direttamente al venditore, in quanto il produttore è estraneo al rapporto contrattuale di compravendita.
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Chiamata in causa in arbitrato: assicuratore non paga senza consenso
Un ex amministratore delegato, citato in un giudizio arbitrale dalla sua ex azienda per un risarcimento danni milionario, tentava di coinvolgere le proprie compagnie assicurative. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la chiamata in causa del terzo in arbitrato è valida solo se il terzo accetta esplicitamente di partecipare. A differenza del processo ordinario, il potere dell'arbitro deriva solo dal consenso delle parti espresso nella convenzione di arbitrato. Poiché le compagnie assicurative non avevano firmato tale accordo e non hanno dato il loro consenso, non potevano essere costrette a partecipare. L'ex amministratore ha quindi perso il ricorso.
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Vince la causa ma paga le spese? La Cassazione sulla liquidazione
Un albergo chiede il risarcimento a un'impresa per i danni a una tettoia. L'impresa chiama in causa la propria assicurazione. L'albergo vince la causa per i danni, ma viene erroneamente condannato a pagare le spese legali dell'assicurazione. La Corte di Cassazione interviene e corregge la decisione: la corretta liquidazione spese legali deve seguire l'esito della domanda principale. Poiché l'albergo ha vinto la sua richiesta di risarcimento, è l'assicurazione (chiamata a garantire l'impresa responsabile) a dover pagare le spese legali all'albergo, e non il contrario. La Cassazione ha quindi ristabilito il corretto principio di soccombenza.
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Onere della prova: no rimborso senza prove di pagamento
Una società conduttrice ha richiesto la restituzione di canoni di locazione presumibilmente pagati in eccesso, sostenendo la nullità delle clausole che ne prevedevano l'aumento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti, a causa della mancata assoluzione dell'onere della prova. La società non ha infatti fornito alcuna prova documentale dei pagamenti contestati, rendendo la sua domanda infondata. La sentenza ribadisce che spetta a chi chiede la restituzione di somme dimostrare l'avvenuto pagamento.
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