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Cessione Gratuita

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il trasferimento della proprietà di un bene a un'altra persona senza ricevere alcun pagamento in cambio. Ai fini IVA, è considerata un'operazione imponibile come se fosse una vendita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affitto ramo azienda: quando il canone è dovuto e valido
Un'azienda affittuaria ha chiesto la nullità della clausola sul canone nel contratto di affitto ramo azienda relativo a un deposito di carburante marino. L'affittuaria pretendeva la gratuità d'uso prevista dalla legge speciale per i distributori stradali. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ordinando il pagamento dei canoni arretrati e della rivalutazione monetaria. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi riguardanti la natura dell'impianto, poiché la qualificazione dei fatti spetta solo ai giudici di merito. La Suprema Corte ha tuttavia accolto il motivo sulla rivalutazione monetaria, avendo la Corte d'Appello omesso di decidere sulla specifica contestazione sollevata riguardo all'applicazione della rivalutazione a un debito di valuta.
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Detenzione di cocaina a fine di spaccio: anche il regalo è reato
I giudici hanno condannato un imputato per detenzione di cocaina a fine di spaccio di lieve entità. Le forze dell'ordine hanno arrestato l'uomo in flagranza subito dopo aver ceduto gratuitamente una dose di sostanza stupefacente a un'altra persona. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando violazione di legge e difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile perché le censure difensive erano generiche. I giudici hanno chiarito che anche la consegna a titolo gratuito dimostra la destinazione della droga a terzi e integra pienamente il reato contestato. Il ricorrente deve pagare le spese di giudizio e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Cessione gratuita alloggio prefabbricato: no all’automatismo
Un'assegnataria di alloggi di emergenza post-sisma ha richiesto la cessione gratuita alloggio prefabbricato e la dichiarazione di nullità dei contratti di locazione stipulati con il Comune, pretendendo la restituzione dei canoni versati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cittadina, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno chiarito che la semplice presentazione della domanda non trasferisce automaticamente la proprietà del bene. Risulta infatti indispensabile un provvedimento formale di assegnazione, anche provvisorio, emesso dall'amministrazione all'esito di una verifica dei requisiti soggettivi. In assenza di tale atto ufficiale, il diritto al trasferimento non sorge e i contratti di locazione restano pienamente validi, legittimando il Comune a riscuotere i canoni.
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Spaccio di stupefacenti: anche regalare la droga è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per spaccio di stupefacenti. L'uomo era stato sorpreso a cedere marijuana a un acquirente e trovato in possesso di ulteriori dosi in auto, oltre a banconote di piccolo taglio. La difesa contestava la finalità di spaccio, sostenendo l'uso personale e la mancata consegna di denaro, e lamentava la mancata ammissione al giudizio abbreviato condizionato. I giudici hanno chiarito che anche la cessione gratuita costituisce reato e che la prova richiesta per il rito speciale deve essere integrativa e decisiva, non sostitutiva. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Detenzione di stupefacenti a fini di spaccio: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. L'uomo era stato sorpreso a cedere una dose a un terzo e a disfarsi di un altro quantitativo di droga, mentre ulteriori sostanze erano state rinvenute nella sua abitazione. La difesa ha tentato di contestare la ricostruzione dei fatti e la provenienza del denaro ritrovato addosso all'imputato. I giudici di legittimità hanno stabilito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in Cassazione se la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Campionari gratis all’estero: prestito o cessione gratuita IVA?
Un'azienda italiana invia campionari a una consociata francese, qualificando l'operazione come prestito. L'Agenzia delle Entrate contesta questa visione, sostenendo si tratti di una cessione gratuita campionari IVA. Il Fisco ritiene che la clausola contrattuale di 'franchigia' sulla mancata restituzione dimostri che il trasferimento di proprietà era un evento previsto fin dall'inizio, seppur con effetti differiti. La Cassazione accoglie la tesi dell'Agenzia. Stabilisce che la mancata restituzione, se contrattualmente prevista come esito probabile, qualifica l'operazione come cessione gratuita imponibile in Italia dal momento della spedizione dei beni, e non come un evento successivo avvenuto in Francia.
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Territorialità IVA cessione gratuita: campioni in Francia, tasse in Italia
Un'azienda italiana invia campionari a una consociata francese, prevedendo contrattualmente una 'franchigia' per la mancata restituzione. L'Agenzia delle Entrate contesta l'omesso versamento dell'IVA, qualificando l'operazione come cessione gratuita tassabile in Italia. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sulla territorialità IVA cessione gratuita: la clausola di franchigia rende la mancata restituzione un evento 'fisiologico' e previsto fin dall'origine. Di conseguenza, l'operazione è imponibile in Italia, anche se il passaggio di proprietà formale avviene quando i beni sono già in Francia. La sentenza del giudice precedente viene annullata e il caso rinviato per un nuovo esame.
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Promozione 3×2: Sconto o Operazione a premio? Cassazione nega l’IVA
Un'azienda di elettronica lancia una promozione 'acquista tre prodotti, il meno caro è in omaggio'. L'Agenzia delle Entrate contesta la detrazione dell'IVA sul prodotto gratuito, qualificando la campagna come una operazione a premio. L'azienda sostiene invece che si tratti di uno sconto in natura. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave su Operazione a premio e IVA: la cessione di un bene in omaggio a seguito dell'acquisto di altri prodotti non è uno sconto, ma una cessione gratuita. Di conseguenza, l'IVA pagata per l'acquisto di quel bene non è detraibile per l'azienda. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Azienda, confermando l'avviso di accertamento.
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Cessione gratuita prefabbricati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sulla questione della cessione gratuita prefabbricati assegnati dopo il sisma del 1980. L'ordinanza annulla la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la richiesta di alcuni cittadini per tardività. La Cassazione chiarisce che una modifica legislativa del 2005, estendendo il beneficio a nuove tipologie di immobili, ha di fatto creato un nuovo termine per la presentazione delle domande. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame che verifichi le caratteristiche costruttive degli immobili e la tempestività della domanda alla luce della nuova normativa.
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Cessione gratuita prefabbricati: la decisione chiave
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5401/2024, ha accolto il ricorso degli assegnatari di alloggi prefabbricati costruiti dopo il terremoto del 1980. Inizialmente, la Corte d'Appello aveva negato la cessione gratuita dei prefabbricati perché acquistati dal Comune e non direttamente costruiti dallo Stato. Tuttavia, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima tale distinzione, la Cassazione ha annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame. La sentenza stabilisce che non vi può essere disparità di trattamento tra assegnatari a seconda dell'ente che ha materialmente gestito l'acquisizione degli alloggi.
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Plusvalenza cessione gratuita: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che nel calcolo della plusvalenza da cessione di aree edificabili, il valore dei terreni oggetto di cessione gratuita al Comune per opere di urbanizzazione non può essere dedotto. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la minusvalenza dichiarata da un contribuente. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando che le particelle cedute gratuitamente non hanno valore di mercato e non concorrono a formare il valore di vendita. Inoltre, il giudice tributario non deve annullare l'atto impositivo in toto se parzialmente infondato, ma ricalcolare l'imposta dovuta.
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