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Cessione Del Credito — Anno 2024

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95 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cessione Del Credito

Provvedimenti

Rimborso IRAP: interessi dalla data di pagamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15967/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso IRAP. In un caso riguardante la cessione di un credito fiscale da una grande società a un istituto finanziario, la Corte ha chiarito che gli interessi sul rimborso maturano a partire dalla data dell'originario versamento dell'imposta e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto il beneficio. La sentenza affronta anche le questioni della litispendenza e dell'onere della prova, cassando la decisione precedente per una valutazione incompleta delle prove fornite dal contribuente.
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Cessione del credito: prova e oneri in Cassazione
Una società che interviene in un processo affermando di essere subentrata in un credito deve fornire la prova del suo titolo. Secondo la Suprema Corte, in caso di contestazione da parte del debitore, la sola pubblicazione dell'avviso di cessione del credito in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente. È necessario depositare il contratto di cessione per dimostrare l'effettiva titolarità del diritto. La Corte ha dichiarato inammissibile l'intervento della società cessionaria per carenza di prova, rigettando poi nel merito il ricorso dei debitori su altre questioni procedurali, tra cui l'abuso del processo.
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Cessione del credito: obblighi di notifica in appello
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha stabilito che in caso di cessione del credito durante un processo, l'impugnazione deve essere notificata sia alla banca cedente che a quella cessionaria. La mancata notifica a una delle parti costituisce un vizio procedurale che richiede l'integrazione del contraddittorio. Il caso riguarda una complessa disputa su un mutuo ipotecario, ma la Corte si è concentrata sulla questione procedurale del litisconsorzio processuale, riunendo i ricorsi e ordinando di includere nel giudizio la parte originariamente esclusa.
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Cessione del credito: notifica al debitore è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di una notifica formale della cessione del credito, il debitore è liberato dal suo obbligo se paga al creditore originario o ai suoi eredi. Il caso riguardava un acquirente immobiliare incerto su a chi versare il saldo del prezzo dopo la morte della venditrice, data una presunta cessione del credito al procuratore di quest'ultima. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, affermando che la semplice conoscenza del rapporto tra venditrice e procuratore non implica la conoscenza della cessione, rendendo inefficace la pretesa del cessionario nei confronti del debitore.
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Cessione del credito: diritti del cessionario e clausole
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9479/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla cessione del credito. Nel caso esaminato, una società debitrice si opponeva al precetto di un nuovo creditore (cessionario), sostenendo che il debito originario fosse stato estinto da una transazione e che, in ogni caso, il nuovo creditore non potesse avvalersi della clausola risolutiva espressa contenuta in tale accordo. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la transazione in questione era conservativa e non novativa, quindi non aveva estinto il rapporto originario. Di conseguenza, con l'inadempimento del debitore, il debito originario è tornato esigibile. Fondamentalmente, la Corte ha affermato che la cessione del credito trasferisce al cessionario non solo il diritto alla prestazione, ma anche tutti i diritti accessori, inclusa la facoltà di avvalersi della clausola risolutiva espressa, in quanto strumento di tutela del credito stesso.
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Onere della prova cessione crediti: chi prova?
In un caso di conflitto tra due cessionari dello stesso credito, la Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8829/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'onere della prova nella cessione dei crediti. Contrariamente a quanto stabilito nei gradi di merito, la Corte ha affermato che spetta al debitore ceduto, e non al secondo cessionario, dimostrare la persistente efficacia della prima cessione. Questa è considerata un fatto impeditivo della pretesa del secondo creditore, invertendo così la prospettiva sull'onere probatorio.
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Cessione del credito: limiti e poteri del cessionario
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del cessionario di un credito. In un caso relativo a un contratto preliminare di compravendita di quote societarie, la Corte ha stabilito che la cessione del credito alla restituzione della caparra non conferisce al cessionario la legittimazione a chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento. Tale azione rimane di competenza esclusiva del cedente, titolare della posizione contrattuale. La sentenza ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso del cessionario su questo punto, distinguendo nettamente tra cessione del credito e cessione del contratto.
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Cessione del credito: pignoramento e fallimento
La Corte di Cassazione chiarisce che la cessione del credito, se avvenuta prima dell'apertura di una procedura concorsuale, può rendere il credito stesso non pignorabile da altri creditori. Un pagamento ricevuto da un creditore pignorante su un credito precedentemente ceduto dal debitore potrebbe non essere soggetto a restituzione in caso di fallimento. La Corte ha stabilito che una precedente declaratoria di inammissibilità per motivi procedurali di un'opposizione non equivale a una decisione nel merito sulla titolarità del credito, annullando la decisione di merito che aveva ordinato la restituzione delle somme.
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Cessione credito garanzia: la Cassazione decide
Un caso riguardante una cessione credito garanzia. Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo che il debito principale era estinto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la nullità della cessione non può essere eccepita per la prima volta in sede di legittimità se i fatti non sono stati allegati univocamente nei gradi di merito e che la valutazione delle prove è compito esclusivo del giudice di merito.
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Notifica cessione del credito: la Cassazione decide
Una società di factoring si è vista negare il pagamento di un credito ceduto da una fondazione sanitaria, poiché l'ente pubblico debitore aveva pagato il creditore originario. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva ritenuto il pagamento liberatorio, sottolineando come i giudici avessero ignorato la prova documentale della avvenuta notifica cessione del credito prima del pagamento. La Suprema Corte ha ribadito che la notifica è sufficiente a rendere efficace la cessione, senza necessità di accettazione da parte del debitore.
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Onere della prova appalto: chi deve provare il credito?
Una società, cessionaria di un credito derivante da un contratto di appalto, ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare della società debitrice. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova in un contratto di appalto spetta al creditore. Quest'ultimo deve dimostrare non solo l'esistenza del contratto, ma anche l'effettiva e corretta esecuzione delle prestazioni da parte dell'appaltatore originario. La sola presentazione delle fatture è stata ritenuta insufficiente come prova nei confronti del curatore fallimentare.
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Cessione del credito del passeggero: è valida?
Una compagnia aerea ha contestato la validità di un contratto di cessione del credito stipulato da due passeggeri con una società specializzata per ottenere la compensazione per un volo cancellato. La compagnia sosteneva che l'accordo fosse un mandato nullo o un'attività finanziaria non autorizzata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando il contratto come una legittima compravendita di credito. La Corte ha stabilito che non si tratta di un'attività finanziaria, poiché il pagamento al passeggero è condizionato al successo del recupero del credito, escludendo così la causa di finanziamento. Questa ordinanza rafforza la legittimità della prassi della cessione del credito del passeggero.
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Cessione del credito volo: valida senza finanziamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia aerea contro una società specializzata nel recupero crediti per compensazioni da ritardo aereo. L'ordinanza conferma che la cessione del credito da parte dei passeggeri a tale società è una valida compravendita e non un'attività di finanziamento soggetta ad autorizzazioni speciali. La Corte ha stabilito che la qualificazione del contratto come 'acquisto a fini di recupero' lo esclude dall'ambito di applicazione della normativa bancaria, anche se il prezzo pagato al passeggero è corrisposto solo dopo l'effettiva riscossione dalla compagnia aerea.
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Cessione del credito e azione revocatoria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7395/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, il nuovo creditore può subentrare e proseguire l'azione revocatoria iniziata dal creditore originario. La Corte ha rigettato i ricorsi dei debitori che contestavano tale successione nel processo e la sussistenza dei presupposti per la revoca di atti di disposizione patrimoniale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Legittimazione TFR fallimento: spetta al lavoratore?
Il TFR di una lavoratrice non è stato versato dal datore di lavoro, poi fallito, al fondo pensione designato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, di regola, la lavoratrice mantiene il diritto di reclamare tali somme nella procedura fallimentare (legittimazione TFR fallimento), a meno che non sia provata una specifica cessione del credito al fondo. La causa è stata rinviata al tribunale per accertare la natura dell'accordo.
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Legittimazione attiva lavoratore: TFR e fondi pensione
In caso di fallimento del datore di lavoro, la Corte di Cassazione stabilisce che la regola generale riconosce la legittimazione attiva lavoratore per richiedere l'insinuazione al passivo delle quote di TFR non versate al fondo di previdenza complementare. Il trasferimento del TFR si configura di norma come una delegazione di pagamento, che si scioglie con il fallimento, restituendo la titolarità del credito al lavoratore. Sarà onere del curatore fallimentare dimostrare che le parti abbiano invece pattuito una vera e propria cessione del credito a favore del fondo pensione.
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Cessione del credito PA: quando è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6934/2024, ha stabilito un importante principio in materia di cessione del credito PA. Il caso riguardava l'opposizione di un Ministero al pagamento di un credito, ceduto da un fornitore di energia a un istituto bancario, per forniture già effettuate. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero, chiarendo che le norme speciali che consentono alla Pubblica Amministrazione di negare l'assenso alla cessione si applicano solo ai contratti in corso di esecuzione. Per i crediti relativi a prestazioni già completate, vige la regola generale del codice civile, che non richiede il consenso del debitore.
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Iscrizione ipotecaria con riserva: ricorso inammissibile
Una società cessionaria di un credito ha richiesto un'iscrizione ipotecaria basata su un titolo ottenuto dal creditore originario. A seguito dell'iscrizione con riserva da parte del Conservatore e del rigetto del reclamo in Corte d'Appello, la società ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il procedimento di iscrizione ipotecaria con riserva rientra nella volontaria giurisdizione. Tali provvedimenti non hanno carattere decisorio e definitivo, pertanto non sono impugnabili con ricorso straordinario, restando salva la possibilità per il creditore di agire in un ordinario giudizio di cognizione per tutelare i propri diritti.
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Revocatoria del credito: inesistenza e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare in un'azione di revocatoria del credito. La decisione si fonda sulla 'sopravvenuta inesistenza' del credito stesso, estinto a seguito della revoca di una concessione pubblica e sostituito da un diritto all'indennizzo. Questo ha reso l'azione revocatoria priva di oggetto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Cessione del credito: l’azione revocatoria si trasferisce?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6582/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, l'azione revocatoria non si trasferisce automaticamente al nuovo creditore, ma è necessario che vi sia un'espressa volontà negoziale delle parti. Nel caso di specie, una società acquirente di un credito in blocco è stata ritenuta legittimata a proseguire l'azione revocatoria iniziata dalla banca cedente, poiché il contratto di cessione includeva il trasferimento di 'ogni e qualsiasi diritto, ragione e pretesa, azione ed eccezione' connessa al credito. La Corte ha valorizzato un'interpretazione conservativa del contratto, ritenendo tale clausola sufficiente a manifestare la volontà di trasferire anche l'azione in corso, respingendo così il ricorso dei debitori.
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