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Cessionario

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195 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità solidale cessionario: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità solidale cessionario in caso di conferimento d'azienda. Una società aveva impugnato una cartella esattoriale per debiti tributari del conferente, ma i giudici di merito avevano dichiarato inammissibile il ricorso ritenendolo un'indebita contestazione del merito del debito già definitivo. La Suprema Corte ha invece stabilito che le doglianze relative all'applicazione dell'art. 14 d.lgs. 472/1997 sono pienamente ammissibili, in quanto riguardano i presupposti specifici della responsabilità del cessionario e non il merito dell'imposizione fiscale originaria.
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Rimborso IVA cessionario: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a pubblica udienza di un caso riguardante la richiesta di rimborso IVA cessionario. Una banca, cessionaria di un credito IVA, si è vista sospendere il rimborso dall'Amministrazione Finanziaria a causa di presunti debiti erariali della società cedente. La Corte ha ritenuto le questioni sollevate, in particolare sulla prova del controcredito fiscale e sui limiti del giudizio di rinvio, di tale rilevanza da richiedere una trattazione approfondita anziché una decisione in camera di consiglio.
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Sequestro preventivo crediti fiscali: Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo crediti fiscali derivanti da bonus edilizi, ritenuti fittizi. Il ricorso degli indagati, basato sulla presunta buona fede nell'acquisto dei crediti, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la valutazione approfondita dell'elemento soggettivo del reato è materia del giudizio di merito e non della fase cautelare del riesame, a meno che l'assenza di dolo non sia evidente *ictu oculi*. Il Tribunale del riesame aveva correttamente motivato sulla base del *fumus commissi delicti*.
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Cessione del credito: prova e legittimazione processuale
Una società fornitrice di servizi per un noto gruppo di moda ha perso una causa in appello riguardante il pagamento di compensi. I diritti litigiosi sono stati poi ceduti a un soggetto terzo tramite una cessione del credito. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione, ma senza allegare l'atto di cessione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che chi si afferma successore in un diritto controverso deve obbligatoriamente provare la propria titolarità, specialmente se contestata dalla controparte.
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IVA agevolata fotovoltaico: i requisiti oggettivi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'applicazione dell'IVA agevolata sulla vendita di componenti per impianti fotovoltaici a una società rivenditrice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'IVA agevolata fotovoltaico non è sufficiente l'idoneità teorica dei beni, ma è necessaria la prova del loro concreto utilizzo nella costruzione di un impianto. La qualità dell'acquirente è irrilevante, ma la destinazione finale oggettiva è cruciale.
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Cessione del quinto: a chi spetta il credito?
Un lavoratore ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, l'appaltatore e il committente poiché il datore di lavoro, dopo aver trattenuto le rate per un prestito con cessione del quinto, non le aveva versate all'istituto finanziario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, chiarendo che con la cessione, il credito si trasferisce all'istituto finanziario, che diventa l'unico creditore. Di conseguenza, il lavoratore non può rivendicare tali somme per sé, e la responsabilità solidale del committente e dell'appaltatore non si applica a questo specifico debito.
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Intervento inammissibile: chi paga le spese legali?
Una società interviene in un processo ma la sua partecipazione viene dichiarata inammissibile. La Corte di Cassazione, analizzando il caso di un Comune debitore, chiarisce un principio fondamentale: chi effettua un intervento inammissibile è considerato parte soccombente e deve essere condannato a pagare le spese legali. La Corte ha quindi parzialmente riformato la decisione precedente, stabilendo la condanna alle spese per la società intervenuta senza titolo.
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Rimborso IVA dopo condono: la Cassazione dice no
Una società, dopo aver definito una lite fiscale tramite condono, ha richiesto il rimborso IVA sostenendo un doppio pagamento da parte dell'Erario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo due principi fondamentali: in primo luogo, l'adesione alla definizione agevolata preclude qualsiasi successiva richiesta di rimborso; in secondo luogo, il soggetto che paga l'IVA in rivalsa (l'acquirente) non può chiederne il rimborso direttamente all'amministrazione finanziaria, ma deve rivolgersi al venditore.
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Rimborso Iva cessionario: chi può chiederlo allo Stato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 197/2026, ha stabilito che il cliente finale (cessionario) non ha la legittimazione a richiedere direttamente all'Erario il rimborso dell'Iva pagata in eccesso al proprio fornitore. Il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra il fornitore (cedente) e l'Amministrazione Finanziaria. L'unica via per il cessionario è un'azione civilistica di ripetizione dell'indebito verso il fornitore. La Corte ha chiarito le limitate eccezioni a questo principio, consolidando un orientamento fondamentale sul tema del rimborso Iva cessionario.
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Rimborso Iva: quando il consumatore può chiederlo?
Una società chiede il rimborso Iva per oneri energetici versati al proprio fornitore. La Corte di Cassazione nega il diritto al rimborso diretto dall'Erario, stabilendo che l'azione va intentata contro il fornitore, salvo casi eccezionali. La legittimazione ad agire spetta solo a chi ha versato l'imposta all'amministrazione finanziaria.
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Cessione del credito: come si prova e notifica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34545/2025, si è pronunciata sulla prova e notifica della cessione del credito. Nel caso esaminato, un debitore si opponeva al pagamento sostenendo la mancata prova della cessione e l'estinzione del debito tramite polizza assicurativa. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la prova della cessione può essere fornita con vari documenti e che la notifica è valida con qualsiasi mezzo idoneo a informare il debitore. Inoltre, spetta al debitore provare l'effettivo pagamento da parte dell'assicurazione, non bastando la sola denuncia del sinistro.
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Reverse charge oro: purezza e non attività del cessionario
La Cassazione ha stabilito che per l'applicazione del reverse charge oro, non è necessario che l'acquirente svolga direttamente l'attività di fusione. Sono sufficienti la purezza del metallo (superiore a 325 millesimi) e la sua non immediata destinazione al consumo, essendo deputato a una nuova trasformazione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva la necessità di verificare l'attività del cessionario.
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Responsabilità solidale IVA: la prova del prezzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26813/2024, interviene sul tema della responsabilità solidale IVA del cessionario in caso di acquisto a prezzo inferiore al valore normale. Il caso riguarda una società chiamata a rispondere dell'IVA non versata dal venditore di un immobile. La Corte ha stabilito che, sebbene spetti al Fisco fornire elementi presuntivi sulla non congruità del prezzo, il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare criticamente tali presunzioni e, soprattutto, di valutare le prove contrarie fornite dall'acquirente. La mancata risposta a un invito pre-contenzioso non può precludere il diritto di difesa in giudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Responsabilità cessionario azienda: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29071/2024, chiarisce un punto cruciale sulla responsabilità del cessionario d'azienda. Nel caso di specie, la figlia che aveva ricevuto in donazione la farmacia del padre è stata ritenuta responsabile per un debito del genitore sorto prima della cessione, anche se non iscritto nei libri contabili. La Suprema Corte ha superato il requisito formale dell'iscrizione, valorizzando la mancanza di 'effettiva alterità soggettiva' tra cedente e cessionaria. Essendo la figlia già inserita nella gestione aziendale e a conoscenza della situazione debitoria, la sua responsabilità come cessionario d'azienda è stata confermata.
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Responsabilità cessionario azienda: la Cassazione decide
Una società che aveva acquistato un ramo d'azienda ha impugnato una cartella di pagamento per debiti tributari della società venditrice, risalenti a un periodo antecedente la cessione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28344/2024, ha stabilito che la responsabilità del cessionario d'azienda si estende anche a violazioni commesse più di due anni prima della cessione, a condizione che siano state contestate formalmente nell'anno della cessione stessa. La Corte ha chiarito che la disciplina tributaria speciale (D.Lgs. 472/1997) prevale su quella civilistica generale, ampliando la garanzia per il Fisco.
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Rimborso credito IRES: onere della prova del cessionario
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di richiesta di rimborso di un credito IRES derivante da ritenute a titolo d'acconto, il soggetto cessionario del credito adempie al proprio onere probatorio dimostrando l'esistenza delle ritenute e il fatto che la società cedente, in liquidazione, non avesse prodotto reddito imponibile. A questo punto, spetta all'Amministrazione Finanziaria, in base al principio di vicinanza della prova, dimostrare l'esistenza di un reddito da tassare che giustifichi il diniego del rimborso.
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Prova del danno: la Cassazione rigetta il ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti contro un istituto di credito, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il caso verteva sulla richiesta di rimborso per addebiti bancari e sul risarcimento per un'asserita illegittima segnalazione in Centrale Rischi. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi relativi alla legittimazione attiva di uno dei ricorrenti, che agiva sia come cessionario dei crediti di società estinte sia come loro successore. Fondamentale, inoltre, la statuizione sulla prova del danno: la Corte ha ribadito che il pregiudizio da segnalazione non è automatico ('in re ipsa') ma deve essere concretamente dimostrato con elementi economici specifici, onere che i ricorrenti non hanno soddisfatto.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Un'impresa del settore "compro oro" ha applicato il reverse charge oro alla vendita di gioielli usati a un'azienda di recupero metalli. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendo applicabile il regime del margine. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del contribuente, chiarendo che per l'applicazione del reverse charge è fondamentale provare la destinazione del bene alla trasformazione industriale e non al consumo diretto, indipendentemente da chi esegua materialmente la fusione. In assenza di tale prova, il regime corretto è quello del margine.
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Credito d’imposta sismabonus: quando è fittizio?
La Cassazione conferma il sequestro preventivo su un ingente credito d'imposta sismabonus ritenuto fittizio. Decisivo il fatto che la demolizione fosse avvenuta anni prima dell'entrata in vigore della norma e che i lavori di ricostruzione non fossero mai iniziati. Secondo la Corte, il beneficio fiscale richiede un intervento unitario e l'effettiva esecuzione dei lavori, non solo la loro progettazione.
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Regolarizzazione fattura: i limiti del cliente
Un istituto bancario, conduttore di un immobile, è stato sanzionato per non aver regolarizzato l'omessa fatturazione da parte del locatore, un fondo pensioni. Quest'ultimo riteneva l'operazione esente IVA. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che l'obbligo di regolarizzazione fattura in capo al cliente (cessionario/committente) non si estende a una complessa verifica di merito sulla corretta qualificazione fiscale dell'operazione. Tale compito spetta all'Amministrazione Finanziaria, mentre il cliente è tenuto solo a un controllo formale.
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