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Cessionario

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195 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità del cessionario: illimitata in frode
Una società che acquisisce un'azienda viene chiamata a rispondere dei debiti fiscali della società venditrice. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la presenza di chiari indizi di frode rende la responsabilità del cessionario illimitata, superando il valore del bene acquistato. Questo principio sottolinea l'importanza della due diligence nelle operazioni di acquisizione aziendale.
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Denuncia detenzione armi: obblighi per chi acquista
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per illegale detenzione di armi, chiarendo punti cruciali sulla denuncia di detenzione armi. Anche se il venditore (cedente) comunica la cessione, l'acquirente (cessionario) ha un obbligo autonomo di denunciare il possesso per legittimarlo. La sentenza affronta anche la validità degli accertamenti tecnici sulle armi e le regole specifiche per la detenzione di armi antiche o di interesse storico, ribadendo che l'interesse storico-artistico non esonera dall'obbligo di denuncia.
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Pagamento al cedente: non libera se c’è notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento al cedente, effettuato dal debitore dopo aver ricevuto la notifica della cessione del credito, non ha effetto liberatorio. Il debitore è tenuto a pagare nuovamente, questa volta al cessionario. Il caso riguardava un'assicurazione che, nonostante la notifica, aveva risarcito il danneggiato originale invece della società di noleggio a cui era stato ceduto il credito.
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Rimborso IVA cessionario: quando è possibile?
Una società ha richiesto il rimborso dell'IVA, ritenuta indebitamente versata sugli oneri generali del sistema elettrico. La richiesta era rivolta direttamente all'Agenzia delle Entrate anziché al fornitore di energia. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Ha ribadito il principio secondo cui l'azione per il rimborso IVA cessionario va esperita nei confronti del cedente (il fornitore), che è il soggetto passivo d'imposta. Solo in casi eccezionali, come l'impossibilità o l'eccessiva difficoltà di recuperare l'importo dal fornitore, il cessionario può agire direttamente contro l'Amministrazione Finanziaria. Tali eccezioni non sono state ravvisate nel caso di specie.
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Sanzione cessionario: legittima la contestazione autonoma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7655/2025, ha stabilito la legittimità di un atto di contestazione autonomo emesso dall'Amministrazione finanziaria nei confronti del cessionario (acquirente) per la ricezione di una fattura irregolare. La Corte ha chiarito che la responsabilità e la relativa sanzione del cessionario sono distinte e indipendenti da quelle del cedente (venditore) relative al mancato versamento dell'imposta. Il caso riguardava l'acquisto di un immobile da un ente comunale, per il quale l'acquirente non aveva regolarizzato la fattura. La sentenza ha cassato la decisione del giudice di merito, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Rimborso IVA: quando il cliente può chiederlo allo Stato?
Una società bancaria ha richiesto all'Amministrazione Finanziaria il rimborso dell'IVA su oneri energetici ritenuti non dovuti. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando il principio generale secondo cui solo il fornitore (cedente), in qualità di soggetto passivo d'imposta, è legittimato a chiedere il rimborso IVA all'Erario. Il cliente finale (cessionario) deve invece agire in via civilistica contro il proprio fornitore per recuperare l'importo. L'azione diretta del cliente verso lo Stato è ammessa solo in casi eccezionali di impossibilità o eccessiva difficoltà nel rivalersi sul fornitore, condizioni non riscontrate nel caso di specie.
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Rimborso Iva cessionario: no all’azione diretta
Una società operante nel settore dei giochi ha richiesto il rimborso dell'Iva pagata sugli oneri di sistema dell'energia elettrica, ritenendola non dovuta. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di secondo grado, ha stabilito che il soggetto legittimato a richiedere il rimborso Iva cessionario direttamente all'Amministrazione finanziaria è unicamente il fornitore che ha versato l'imposta. Il consumatore finale, invece, deve agire in via civilistica contro il proprio fornitore per recuperare la somma indebitamente pagata, salvo casi eccezionali di impossibilità o eccessiva difficoltà non riscontrati nel caso di specie.
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Rimborso IVA: chi può chiederlo? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6810/2025, ha stabilito che l'acquirente finale (cessionario) che ha versato un'IVA non dovuta non può chiederne il rimborso IVA direttamente all'amministrazione finanziaria. Il diritto al rimborso spetta unicamente al fornitore (cedente) che ha materialmente versato l'imposta all'erario. L'acquirente deve invece agire in via civilistica contro il fornitore per ottenere la restituzione delle somme indebitamente pagate. Una richiesta diretta al Fisco è ammissibile solo in casi eccezionali, come il fallimento del fornitore.
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Rimborso IVA cessionario: quando è possibile agire?
Un istituto di credito ha richiesto un rimborso diretto dall'amministrazione finanziaria per l'IVA ritenuta pagata in eccesso sulle forniture di energia elettrica, a causa dell'inclusione degli oneri di sistema nella base imponibile. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, ribadendo il principio secondo cui solo il fornitore, e non il consumatore finale, ha la legittimazione a richiedere il rimborso IVA allo Stato. La via corretta per il consumatore è l'azione civile contro il fornitore, salvo i rari casi in cui tale azione si riveli impossibile.
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Cessione di credito: chi ha diritto al risarcimento?
Un soggetto cede a un terzo il proprio diritto a ricevere un immobile. Quando la controparte non adempie, chi può chiedere il risarcimento? La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1790/2025, chiarisce la distinzione tra cessione di credito e cessione del contratto. Con la cessione di credito, il diritto a pretendere la prestazione e a chiedere i danni per il suo mancato ottenimento passa al nuovo creditore (cessionario). Il creditore originario (cedente) perde la legittimazione a chiedere tali danni, pur rimanendo parte del contratto originario.
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Responsabilità cessionario credito d’imposta: il caso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità del cessionario di un credito d'imposta. Quando il cessionario è coinvolto in un disegno fraudolento volto alla creazione di crediti fittizi, non si applica la limitazione della responsabilità al solo importo ceduto. Invece, scatta la responsabilità solidale illimitata 'ex delicto' con il cedente, che si estende a sanzioni e interessi. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva omesso di valutare gli indizi di una frode di gruppo, rinviando la causa per un nuovo esame dei fatti.
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Responsabilità cessionario: limiti e tutele
Una società che acquista un ramo d'azienda riceve un'intimazione di pagamento per debiti fiscali del venditore di importo notevolmente superiore al valore del ramo acquisito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce un punto fondamentale sulla responsabilità del cessionario: sebbene non sia necessaria la notifica degli atti impositivi originari, il cessionario ha il diritto di contestare l'entità della pretesa fiscale dinanzi al giudice tributario, eccependo il superamento del limite di responsabilità costituito dal valore dell'azienda ceduta. La Corte stabilisce che tale questione attiene alla sostanza del debito e non alla fase esecutiva.
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Cessione del credito: il diritto all’azione revocatoria
Un istituto di credito avvia un'azione revocatoria contro dei debitori. Durante il processo, cede il suo credito a una società di cartolarizzazione. La Corte d'Appello nega a quest'ultima il diritto di proseguire l'azione. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la cessione del credito trasferisce anche le azioni a sua tutela, come la revocatoria, in quanto facoltà intrinseca al diritto di credito stesso.
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Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Trasferimento personale ATA: no anzianità piena
Un'ex dipendente di un ente locale, trasferita allo Stato come personale ATA, ha richiesto il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa europea sul trasferimento d'azienda protegge il lavoratore da una diminuzione dello stipendio al momento del passaggio, ma non conferisce il diritto al riconoscimento integrale della vecchia anzianità per la futura progressione di carriera e di stipendio. L'obiettivo della tutela nel trasferimento personale ATA è conservare il trattamento economico goduto, non migliorarlo o equipararlo a quello dei dipendenti già in servizio presso il nuovo datore.
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