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Cessazione Materia Contendere

27 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione in cui viene meno l'interesse delle parti a proseguire il giudizio per il sopravvenire di fatti che risolvono la lite.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria: difesa e termini del terzo acquirente
Un ente di riscossione ha esercitato l'azione revocatoria ordinaria per contestare la vendita di un complesso aziendale tra due società. Il Tribunale ha accolto la domanda dichiarando l'atto inefficace. In appello, la società debitrice è risultata estinta per cancellazione dal registro imprese, rendendo inammissibile il suo gravame. La società acquirente ha proposto un appello incidentale tardivo, ma la Corte d'Appello lo ha rigettato considerandolo meramente adesivo e fuori termine. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il litisconsorte necessario, come il terzo acquirente in una azione revocatoria ordinaria, ha sempre il diritto di proporre impugnazione incidentale tardiva, anche se adesiva, poiché il suo interesse può sorgere proprio dall'iniziativa altrui. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Cessazione materia contendere: annullamento autotutela
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF relativo a una plusvalenza sulla vendita di un terreno. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'atto in autotutela durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato la cessazione materia contendere, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Cessazione materia contendere: debiti annullati
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un processo tributario. Durante il giudizio, è intervenuta una legge che ha annullato automaticamente i debiti fiscali di importo inferiore a 1.000 euro, come quello oggetto della causa. La controversia, relativa a un'intimazione di pagamento basata su cartelle esattoriali non notificate, è stata quindi terminata perché il debito originario è stato estinto per legge.
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Cessazione Materia Contendere: Debiti Fino a 1000€
Una società impugnava una cartella esattoriale per un importo inferiore a 1.000 euro. Durante il giudizio in Cassazione, è intervenuta una legge che ha annullato tali debiti. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, stabilendo che il ricorrente non è tenuto al pagamento del doppio del contributo unificato, poiché il ricorso non è stato respinto ma il giudizio si è estinto per una causa esterna.
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Cessazione materia contendere: debiti annullati
Una società impugnava una cartella di pagamento per vizi di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, il debito, inferiore a 1.000 euro e risalente al periodo 2000-2010, è stato annullato automaticamente per effetto del D.L. n. 119/2018. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo la causa e compensando le spese legali.
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Cessazione materia contendere: effetti in Cassazione
In una controversia sulla decadenza di marchi, le parti raggiungono un accordo transattivo durante il giudizio in Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo l'istanza congiunta, dichiara la cessazione materia contendere, annullando di fatto gli effetti della sentenza d'appello impugnata e compensando le spese.
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Cessazione materia contendere: accordo tra le parti
Una controversia tra un ente previdenziale e alcuni suoi dipendenti riguardo la loro remunerazione è giunta in Cassazione. Le parti hanno però raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione materia contendere. La decisione chiarisce che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato e le spese legali vengono compensate come da accordo.
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Cessazione materia contendere per debiti annullati
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento per un debito di modesto importo. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia contendere. Una legge sopravvenuta, infatti, ha disposto l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro affidati alla riscossione entro il 2010, rendendo la controversia priva di oggetto.
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Cessazione materia contendere: effetti sul processo
Una contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale, aderisce a una definizione agevolata. La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere, poiché l'adesione e il relativo pagamento manifestano in modo inequivocabile la rinuncia al ricorso, estinguendo così il processo in corso.
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Cessazione materia contendere: le spese legali
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere a seguito della rinuncia del contribuente alla pretesa sulle spese di lite. Sebbene l'appello dell'Agenzia delle Entrate fosse fondato sul principio che la definizione agevolata prevale sulla condanna alle spese, la Corte ha compensato i costi del giudizio in quanto l'orientamento giurisprudenziale favorevole all'Amministrazione si è consolidato solo dopo la proposizione del ricorso.
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Cessazione materia contendere: caso e spese legali
Una società di ristorazione impugnava un avviso di accertamento TARI, sostenendo di non essere il soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione materia contendere, poiché il Comune aveva annullato in autotutela l'atto impositivo. Il Comune è stato condannato a pagare le spese legali in base al principio di soccombenza virtuale, avendo annullato l'atto prima di proporre il ricorso.
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Cessazione materia contendere per rottamazione cartelle
Un contribuente, dopo aver impugnato un'intimazione di pagamento fino alla Corte di Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata (rottamazione cartelle) pagando le somme dovute. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali tra le parti. La decisione si basa sul fatto che il pagamento ha eliminato l'oggetto stesso della controversia.
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Cessazione materia contendere: guida completa
Una società, dopo aver perso in appello una causa di lavoro, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando reciprocamente agli atti. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, specificando che in questi casi non è dovuto il pagamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Cessazione materia contendere: effetti sulla sentenza
Una azienda sanitaria locale ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che riconosceva agli eredi di un lavoratore il diritto a differenze retributive per mansioni superiori. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, specificando che tale pronuncia non annulla la sentenza impugnata, ma ne determina la perdita automatica di efficacia, poiché la volontà delle parti espressa nell'accordo prevale sulla decisione giudiziale.
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Cessazione materia contendere: la guida definitiva
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per IRPEF fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo pagato la prima rata e in assenza di diniego dell'amministrazione, la Corte ha dichiarato la cessazione materia contendere, estinguendo il giudizio. Le spese restano a carico di chi le ha sostenute.
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Cessazione materia contendere: l’accordo è vincolante
Un'associazione culturale e l'Amministrazione finanziaria, dopo aver raggiunto un accordo transattivo, hanno richiesto la cessazione della materia del contendere in Cassazione. L'Agenzia ha però preteso il pagamento delle spese legali, sostenendo la tardività della conciliazione. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, dichiarando il giudizio estinto e compensando le spese, poiché l'accordo quadro firmato dalle parti prevedeva esplicitamente la compensazione, rendendo tale patto vincolante e prevalente su altre considerazioni.
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Cessazione materia contendere: l’appello finisce qui
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere e l'inammissibilità di un ricorso. Sebbene la rinuncia agli atti da parte dei ricorrenti fosse proceduralmente viziata (sottoscritta dal solo difensore senza mandato speciale), la Corte l'ha interpretata come una manifestazione di sopravvenuto difetto di interesse a proseguire il giudizio, chiudendo così la controversia.
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Cessazione materia contendere: no raddoppio contributo
Un contenzioso tra un Comune e una società per tributi locali (TOSAP e TARI) si è concluso in Cassazione con la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Le parti avevano raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale il Comune ha annullato gli avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per rigetto integrale o inammissibilità del ricorso.
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Cessazione materia contendere: le spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31395/2024, ha stabilito i principi per la ripartizione delle spese legali in un caso di cessazione della materia del contendere a seguito di una definizione agevolata della lite fiscale. Mentre tra le parti originarie le spese vengono compensate come previsto dalla legge sull'amnistia, la parte che ha erroneamente citato in giudizio un soggetto terzo (lite extraneus) è tenuta a rimborsargli le spese legali secondo il principio di soccombenza.
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Cessazione materia contendere: accordo estingue causa
Un contenzioso fiscale riguardante una cartella di pagamento IVA, giunto fino alla Corte di Cassazione, si è concluso con l'estinzione del processo. La decisione è stata presa in seguito a un'istanza dell'Ente Fiscale che ha comunicato il raggiungimento di un accordo di conciliazione con il contribuente, nell'ambito di una procedura di sovraindebitamento. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché l'accordo tra le parti ha risolto la controversia, rendendo superflua una pronuncia giudiziale.
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