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Cessazione Della Materia Del Contendere

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2463 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate e una società contribuente si scontravano in Cassazione per una disputa sull'IRES del 2004. Durante il processo, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando l'intero importo dovuto e chiedendo l'estinzione del giudizio. Anche l'ufficio tributario ha confermato la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop al fisco anche con pagamento a rate
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate per presunti incrementi patrimoniali non giustificati dai redditi dichiarati. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata, provvedendo al pagamento delle prime cinque rate del piano di dilazione. Di conseguenza, sia la contribuente sia l'amministrazione finanziaria hanno richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere, estinguendo il giudizio senza addebito di sanzioni o del doppio contributo unificato, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Cessazione della materia del contendere: la delibera che non muta
Un condomino impugna la delibera dell'assemblea che ha rifiutato la sua proposta di accordo per chiudere una lite. Successivamente, l'assemblea adotta una nuova delibera che conferma il rifiuto. Il condomino sostiene che la seconda decisione abbia sostituito la prima, chiedendo al giudice di dichiarare la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la cessazione della materia del contendere si verifica solo se la nuova delibera modifica la precedente accogliendo le richieste del condomino, e non quando si limita a confermare la decisione precedente nello stesso senso.
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Annullamento in autotutela: il fisco cede e il processo si estingue
Una società in liquidazione ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione Finanziaria aveva riqualificato il conferimento di un ramo d'azienda e la successiva cessione delle quote come un'unica cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente impositore ha disposto l'annullamento in autotutela dell'atto originario. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state interamente compensate tra le parti alla luce delle novità normative e giurisprudenziali intervenute.
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Definizione agevolata: il fisco perde se non nega il condono
Una società immobiliare riceveva una cartella di pagamento per omessi versamenti d'imposta derivanti da errori nelle compensazioni. Dopo aver impugnato l'atto, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando l'importo dovuto. L'Agenzia delle Entrate non notificava alcun diniego nei termini di legge. La Corte di Cassazione, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che anche l'impugnazione della cartella derivante da controllo automatizzato è definibile se rappresenta il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e il processo si estingue
Due soci di una società a ristretta base sociale impugnano gli avvisi di accertamento emessi dal Fisco per presunti utili occulti distribuiti. Durante il giudizio in Cassazione, uno dei contribuenti presenta domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti presenta l'istanza di trattazione entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della sanatoria fiscale per chiudere definitivamente la pendenza con l'Amministrazione finanziaria.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite col Fisco
Un contribuente riceveva cinque avvisi di accertamento per omessa dichiarazione dei redditi e IVA non dichiarata. Il contribuente impugnava gli atti contestando la mancanza di firma sulla delega del Direttore dell'Ufficio. Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale accoglievano il ricorso del contribuente. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, pagando le somme dovute. Poiché nessuna delle parti presentava istanza di trattazione entro il termine di legge e non vi era stato alcun diniego da parte dell'amministrazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Pilota contro il Fisco: la definizione agevolata chiude la lite
Un ex pilota professionista riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate su contratti di sponsorizzazione. Dopo aver impugnato l'atto nei primi gradi di giudizio con esito sfavorevole, il contribuente ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente presentava istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge 119/2018, pagando l'intero debito calcolato. Poiché nessuna delle parti richiedeva la trattazione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
Il Contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole riguardante accertamenti IRPEF. Successivamente, il difensore del Contribuente ha presentato rinuncia al ricorso avendo aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 50/2017. Avendo il Contribuente pagato integralmente gli importi dovuti, depurati da sanzioni e interessi di mora, l'Agenzia delle Entrate ha acconsentito alla richiesta di estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Revocazione per errore di fatto: Ente perde contro pensionata
Un Ente Previdenziale ha richiesto la revocazione di una sentenza di Cassazione che aveva confermato il diritto di una Pensionata alla riliquidazione della pensione. L'Ente sosteneva che la Corte fosse incorsa in un errore di fatto, avendo ritenuto cessata la materia del contendere sul calcolo delle annualità previdenziali nonostante la persistenza di contestazioni sui conteggi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la valutazione espressa nella precedente sentenza costituisce un giudizio interpretativo e non una svista percettiva. Di conseguenza, non si configura un'ipotesi di revocazione per errore di fatto, poiché l'errore revocatorio richiede un mancato esame del motivo dovuto a una falsa percezione dell'esistenza dell'atto, e non una valutazione giuridica ritenuta errata dalla parte. L'Ente Previdenziale perde il ricorso.
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Sì agli scatti di anzianità per docenti precari: l’ente perde
Un gruppo di docenti precari ha fatto causa alla Provincia Autonoma di Trento per ottenere gli scatti di anzianità per docenti precari, ossia gli aumenti di stipendio legati agli anni di servizio, finora riservati solo ai colleghi di ruolo. La Corte d'Appello ha dato ragione ai lavoratori, rifiutando anche di scalare dalle somme dovute gli stipendi estivi. La Provincia ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato il diritto dei docenti precari agli aumenti, ribadendo che non ci possono essere discriminazioni basate sulla durata del contratto. Ha accolto il ricorso solo per un docente che non aveva partecipato al primo grado di giudizio. Molti altri docenti hanno invece raggiunto un accordo transattivo prima della decisione.
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Deducibilità costi operazioni inesistenti: inerenza non basta
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci il recupero di imposte per l'indebita deduzione di costi legati a operazioni soggettivamente inesistenti. Mentre la società ha chiuso la lite aderendo alla definizione agevolata, la causa è proseguita per i soci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la deducibilità costi operazioni inesistenti non dipende solo dall'inerenza del costo. Il giudice di merito deve infatti verificare rigorosamente anche il rispetto dei principi di certezza e determinabilità previsti dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame su questi specifici requisiti.
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Fisco fa marcia indietro: estinzione del giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento contro una società di compravendita metalli, contestando la deducibilità ai fini Irap di costi per contratti di copertura finanziaria. Dopo le decisioni favorevoli alla società nei gradi di merito, il fisco ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'ufficio ha annullato parzialmente l'atto in autotutela e la contribuente ha pagato le somme rideterminate. Di conseguenza, l'Agenzia ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario sul ricorso principale e la cessazione della materia del contendere su quello incidentale della società, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Equivalenza terapeutica nei farmaci: stop alle gare senza AIFA
Una centrale di committenza regionale ha indetto una gara d'appalto per l'acquisto di farmaci biologici contro l'emofilia, raggruppandoli in un unico lotto. L'ente ha ritenuto che la comune classificazione scientifica bastasse a dimostrare l'equivalenza terapeutica nei farmaci, senza chiedere il parere preventivo dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Le aziende farmaceutiche escluse hanno impugnato la gara. Il Consiglio di Stato ha annullato l'appalto, ritenendo obbligatorio il parere dell'AIFA. La centrale regionale ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando un'invasione di campo del giudice nelle scelte amministrative. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso: interpretare le norme sull'equivalenza terapeutica spetta al giudice e non costituisce un eccesso di potere. Vince l'associazione dei pazienti e le aziende farmaceutiche ricorrenti originarie; la gara d'appalto resta annullata.
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Definizione agevolata: stop all’accertamento sui beni di lusso
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico basato sul possesso di beni di lusso, tra cui un natante, due auto e aeromobili. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193/2016, provvedendo al relativo pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Cessazione della materia del contendere: debito annullato
Una società ha impugnato le ingiunzioni di pagamento per tasse automobilistiche emesse dall'ente pubblico regionale. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente ha annullato gli atti impositivi in autotutela. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Poiché l'atto impugnato non esiste più, il processo non può proseguire, non potendo il contribuente ottenere alcuna utilità da una pronuncia di mero accertamento dell'illegittimità della pretesa fiscale. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e ha compensato interamente le spese di lite.
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Cessazione della materia del contendere: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società l'indebito utilizzo di perdite fiscali tramite operazioni ritenute elusive. Successivamente, l'Amministrazione finanziaria ha annullato gli avvisi di accertamento in autotutela. Questo annullamento è avvenuto in seguito a una sentenza definitiva (giudicato esterno) su altre annualità che escludeva la natura elusiva delle operazioni. Di conseguenza, le parti hanno chiesto la conclusione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese di lite, senza applicare sanzioni sul contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società l'indebita applicazione dell'esenzione fiscale sulle plusvalenze per la vendita di quote societarie, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Durante il processo in Cassazione, le società hanno presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119/2018, pagando gli importi dovuti. L'ente impositore ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Fisco contro azienda: la definizione agevolata spegne la lite
L'Azienda impugna un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA legato a una scissione societaria considerata elusiva dall'Amministrazione Finanziaria. Successivamente, l'Azienda contesta anche la cartella di pagamento emessa in via provvisoria. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, l'Azienda richiede e ottiene l'accesso alla definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119/2018, pagando la prima rata. L'Ufficio attesta la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio principale per cessazione della materia del contendere, estendendo la decisione anche alla controversia sulla cartella di pagamento, ormai priva di oggetto. Le spese del primo giudizio restano a carico di chi le ha anticipate, mentre quelle del secondo sono compensate.
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Definizione agevolata: la fine della lite tra Fisco e contribuente
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte non pagate. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il Contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia tributaria. Dopo aver pagato le somme previste dalla sanatoria, il Contribuente ha depositato la relativa documentazione. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità del condono e ha richiesto la chiusura del processo. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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