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Certificato Di Agibilità

40 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico di un immobile, rendendolo idoneo all'uso abitativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Certificato di agibilità: DURC regolare non evita la maxi sanzione
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'emittente televisiva e il suo rappresentante legale con oltre 400.000 euro per aver impiegato undici collaboratori autonomi dello spettacolo senza il prescritto certificato di agibilità. L'Azienda si è opposta sostenendo di possedere regolari DURC, di aver inoltrato le comunicazioni obbligatorie UNILAV e che l'onere ricadesse sui lavoratori stessi, eccependo inoltre la tardività degli accertamenti e la prescrizione. I giudici di merito hanno confermato la sanzione e la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di richiedere o verificare il certificato di agibilità grava esclusivamente sull'impresa che ospita le prestazioni, che DURC e UNILAV non sono equipollenti e che l'infrazione costituisce un illecito permanente.
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Certificato di agibilità mancante: contratto sciolto per vizi
Un acquirente ha acquistato un immobile scoprendo successivamente la presenza di rilevanti irregolarità urbanistiche e l'assenza del titolo di abitabilità. La venditrice sosteneva che il compratore fosse a conoscenza dei vizi e che gli abusi fossero regolarizzabili. La Corte d'Appello ha invece disposto lo scioglimento della compravendita, ravvisando un grave inadempimento. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente questa statuizione. Il certificato di agibilità mancante, unitamente a difformità strutturali non secondarie accertate dal perito d'ufficio, impedisce il pieno godimento del bene. Di conseguenza, l'acquirente ottiene la risoluzione definitiva del contratto e il rimborso delle spese legali, mentre il ricorso della venditrice viene respinto.
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Abitabilità dell’immobile: carta valida contro difetti reali
Un acquirente ha stipulato un contratto preliminare per comprare un appartamento destinato a uso abitativo. In seguito, l'acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento del venditore, contestando difetti strutturali. Il perito tecnico ha rilevato che la casa violava le norme igienico-sanitarie su altezze e metrature minime. I giudici territoriali hanno respinto la richiesta poiché l'immobile possedeva un formale certificato amministrativo e un impianto d'aspirazione funzionante. La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda legata all'abitabilità dell'immobile e ha deciso di rimettere la causa alla pubblica udienza per chiarire se la presenza del certificato di agibilità prevalga sulle reali difformità dimensionali dell'alloggio.
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Provvigione mediatore immobiliare: dovuta anche senza agibilità
Un acquirente ha rifiutato il pagamento della provvigione mediatore immobiliare per l'acquisto di un appartamento. L'acquirente ha sostenuto che il mediatore avesse nascosto l'assenza del certificato di agibilità dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente, confermando l'obbligo di pagamento. I giudici hanno accertato che l'acquirente conosceva la mancanza del certificato fin dalla firma del contratto preliminare. Le parti avevano infatti stabilito la consegna della sola richiesta di agibilità al rogito. Il mediatore matura il diritto al compenso al momento della conclusione dell'affare, qualora non abbia taciuto dolosamente informazioni note. L'acquirente soccombente deve pagare la provvigione e le spese legali.
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Certificato di agibilità nella locazione: locale usato, affitto dovuto
Un inquilino ha smesso di pagare i canoni d'affitto di un immobile commerciale, contestando la mancanza del certificato di agibilità nella locazione. Il proprietario ha ottenuto un decreto ingiuntivo per il recupero delle somme. L'inquilino ha proposto opposizione chiedendo la risoluzione del contratto e sollevando l'eccezione di inadempimento. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione, rilevando che l'inquilino aveva comunque utilizzato l'immobile per i propri scopi e che l'inadempimento del proprietario non era così grave da giustificare il blocco dei pagamenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'inquilino, confermando che la valutazione sulla gravità dell'inadempimento spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. L'inquilino perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Certificato di agibilità: quando l’abuso noto non blocca il rogito
La proprietaria di un immobile abusivo e il promissario acquirente firmano un contratto preliminare, concordando che la venditrice avrebbe richiesto la sanatoria edilizia. Al momento del rogito, l'acquirente rifiuta di firmare lamentando la mancanza del certificato di agibilità. La Corte d'appello dà ragione all'acquirente. La Cassazione ribalta la decisione: se le parti sanno che l'immobile è abusivo e concordano di avviare la sanatoria senza attendere la sua conclusione per il rogito, l'acquirente accetta implicitamente che il certificato di agibilità venga rilasciato solo successivamente. Non serve una rinuncia espressa. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Certificato di agibilità mancante: quando la casa è salva
Alcuni acquirenti di appartamenti e il loro condominio hanno citato in giudizio la società costruttrice lamentando la mancata consegna del certificato di agibilità e l'occupazione dell'area destinata a parcheggio. La Corte d'Appello ha accertato l'inadempimento per la mancata consegna del certificato di agibilità e ha ordinato la delimitazione del parcheggio con l'installazione di un cancello. La Cassazione ha chiarito che la mancata consegna del certificato di agibilità non annulla il contratto se l'immobile è comunque salubre, ma dà diritto a chiedere l'adempimento. Ha inoltre accolto il ricorso della costruttrice stabilendo che la richiesta di installare un cancello era una domanda nuova e quindi inammissibile in appello.
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Certificato di agibilità: la mancanza non annulla l’acquisto
Il Promissario Acquirente di un immobile recedeva dal contratto preliminare pretendendo il doppio della caparra a causa della mancanza del certificato di agibilità. La Promittente Venditrice otteneva in corso di causa la sanatoria delle difformità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente, stabilendo che la mancata consegna del certificato di agibilità non giustifica la risoluzione o il recesso se l'immobile possiede comunque i requisiti sostanziali di sicurezza e igiene. In questo caso, l'inadempimento ha natura meramente formale e documentale, configurando un difetto di scarsa importanza che esclude lo scioglimento del contratto, ferma restando la possibilità di chiedere l'adempimento o il risarcimento del danno.
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Canone di locazione: pagare anche senza agibilità dell’immobile
Un conduttore si è opposto alle richieste di pagamento del Comune locatore per il canone di locazione non versato negli anni dal 2007 al 2013. Il conduttore sosteneva di non dover pagare a causa della mancata consegna dell'immobile e dell'assenza del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conduttore. I giudici hanno chiarito che la consegna era provata dai contratti firmati e che l'ottenimento dell'agibilità dipendeva da lavori a carico dello stesso conduttore, mai dimostrati. Di conseguenza, il conduttore non poteva sospendere il pagamento del canone di locazione ed è stato condannato a pagare le somme richieste, oltre al raddoppio del contributo unificato per il giudizio.
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Senza certificato di agibilità il venditore perde la caparra
L'Acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile residenziale, versando una caparra confirmatoria. Il Venditore non regolarizza la situazione urbanistica e non ottiene il certificato di agibilità entro il termine stabilito per il rogito. L'Acquirente esercita quindi il recesso, pretendendo la restituzione del doppio della caparra. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la vendita di un immobile privo del certificato di agibilità configura un'ipotesi di consegna di "aliud pro alio" (qualcosa di completamente diverso). Di conseguenza, il recesso dell'Acquirente è pienamente legittimo e il Venditore è condannato a restituire il doppio della caparra ricevuta.
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Certificato di agibilità mancante: legittimo il no al rogito
Un promissario acquirente ha firmato un contratto preliminare per un appartamento in costruzione. Successivamente, si è rifiutato di stipulare il contratto definitivo perché mancava il certificato di agibilità e l'immobile presentava vizi. La società costruttrice ha chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento dell'acquirente. La Corte di Cassazione ha dato ragione al compratore, stabilendo che la mancanza del certificato di agibilità al momento del rogito giustifica il rifiuto di firmare l'atto definitivo. Inoltre, l'acquirente può chiedere l'esecuzione in forma specifica del contratto con una contestuale riduzione del prezzo per i difetti riscontrati, senza che rilevi la gravità dell'inadempimento prevista dalle regole generali. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Rettifica valore immobile: il fisco perde senza prove reali
Due contribuenti hanno impugnato un avviso di rettifica e liquidazione dell'imposta di registro relativo all'acquisto di un immobile. I contribuenti lamentavano che l'immobile fosse degradato, privo di certificato di agibilità e con una metratura inferiore rispetto a quella stimata dal fisco. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione del fisco basandosi solo sulle risultanze catastali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che in sede di contenzioso non esiste una presunzione di legittimità dell'atto tributario. Spetta quindi all'Amministrazione finanziaria provare il reale valore di mercato dell'immobile, mentre il giudice deve valutare tutte le prove contrarie offerte dal contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Certificato di agibilità: paga l’azienda, non l’artista
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'Azienda radiotelevisiva e il suo Legale Rappresentante per aver impiegato lavoratori dello spettacolo senza il prescritto certificato di agibilità. I ricorrenti si sono opposti, sostenendo che l'obbligo gravasse sui lavoratori e invocando l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione di oltre 42.000 euro. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di verificare il certificato di agibilità grava esclusivamente sull'impresa che fa agire i lavoratori. Inoltre, in materia di sanzioni amministrative, si applica rigorosamente la legge vigente al momento della violazione, escludendo l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli entrate in vigore successivamente.
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Risoluzione del contratto preliminare: chi sabota l’affare perde
Un promissario acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto preliminare per il mancato rilascio del certificato di agibilità e la presenza di difformità urbanistiche. Il promittente venditore ha eccepito che i difetti erano lievi, in parte già sanati e che l'acquirente, che già utilizzava l'immobile per la propria attività commerciale, non gli aveva concesso il tempo per sanare le restanti irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente. I giudici hanno chiarito che non esiste un automatismo tra la mancanza dell'agibilità e la risoluzione del contratto preliminare. Bisogna valutare la gravità concreta dell'inadempimento e il comportamento delle parti. Rifiutare di concedere un termine per sanare lievi difformità, continuando a usare l'immobile, è contrario a buona fede. Di conseguenza, la risoluzione è stata addebitata all'acquirente, condannato a pagare la penale.
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Mancanza del certificato di agibilità: pagano i venditori
Gli Acquirenti di una villetta hanno citato in giudizio i Venditori per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancanza del certificato di agibilità dell'immobile. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato i Venditori al rimborso delle spese sostenute dagli Acquirenti per ottenere autonomamente il documento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Venditori, confermando che la mancanza del certificato di agibilità costituisce un inadempimento contrattuale che diminuisce il valore commerciale del bene. Di conseguenza, i costi sopportati per sanare la situazione rappresentano un danno risarcibile. I Venditori sono stati condannati in via definitiva a rimborsare le spese e a pagare le spese legali.
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Agente informa, venditore sa: esclusa la responsabilità del mediatore
La Cassazione affronta il tema della responsabilità del mediatore immobiliare. Dei venditori avevano citato in giudizio la loro agenzia perché costretti a ridurre il prezzo di vendita a causa di un'autorimessa abusiva e priva del certificato di agibilità. La Corte ha stabilito che la responsabilità del mediatore è esclusa quando questi adempie al suo obbligo di informazione, indicando ai venditori i documenti necessari per la vendita. Se i venditori, pur essendo pienamente consapevoli dell'irregolarità, decidono di procedere, le conseguenze negative ricadono su di loro in base al principio di autoresponsabilità. L'agente non è tenuto a svolgere indagini tecniche per verificare la conformità urbanistica dell'immobile.
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Responsabilità notaio: non risponde della falsa dichiarazione del venditore
La Cassazione affronta il tema della responsabilità professionale del notaio in una compravendita immobiliare. Un'acquirente aveva citato in giudizio il notaio per non aver verificato la regolarità urbanistica dell'immobile e l'assenza del certificato di agibilità, a fronte di una dichiarazione falsa del venditore. La Corte ha stabilito che il notaio non ha un obbligo generale di verificare la veridicità delle dichiarazioni del venditore, a meno che la loro falsità non sia palese ed immediatamente percepibile dalla documentazione a sua disposizione. In assenza di tale evidenza, la responsabilità professionale del notaio è esclusa. L'acquirente ha perso la causa.
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Certificato di agibilità: obblighi del venditore
La Corte d'Appello ha stabilito che la mancanza iniziale del certificato di agibilità non costituisce inadempimento se il titolo viene ottenuto durante il giudizio e se l'acquirente era consapevole della sua assenza. La garanzia di 'ottenibilità' fornita dai venditori è stata rispettata con il successivo deposito della SCIA, rendendo l'immobile conforme sia di fatto che di diritto.
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Vende casa senza agibilità: la risoluzione del contratto è a suo carico
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di compravendita immobiliare. Un venditore accusava l'acquirente di non aver rispettato i termini per l'acquisto. L'acquirente, a sua volta, lamentava la mancata consegna del certificato di agibilità, documento necessario per ottenere il mutuo. La Corte ha dato ragione all'acquirente, stabilendo la risoluzione del contratto per inadempimento a carico del venditore. Quest'ultimo, infatti, non aveva fornito un documento essenziale per la conclusione dell'affare. Di conseguenza, il venditore è stato condannato a restituire la caparra ricevuta, ma non il doppio, poiché l'acquirente aveva scelto la via della risoluzione e non del recesso.
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Mancanza certificato di agibilità: Inquilino perde e paga tutto
Un inquilino, gestore di una farmacia, interrompe il pagamento dell'affitto lamentando la mancanza del certificato di agibilità e altri difetti dell'immobile. La società proprietaria agisce per il recupero dei canoni non pagati. L'inquilino perde la causa sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione conferma la sua sconfitta, dichiarando il ricorso inammissibile per vizi procedurali. La sentenza stabilisce implicitamente che i difetti lamentati, inclusa la presunta mancanza del certificato di agibilità aggiornato, non erano così gravi da rendere l'immobile inutilizzabile e da giustificare la sospensione del pagamento. L'inquilino viene condannato a saldare il debito e a pagare tutte le spese legali.
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