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Responsabilità notaio: non risponde della falsa dichiarazione del venditore

La Cassazione affronta il tema della responsabilità professionale del notaio in una compravendita immobiliare. Un’acquirente aveva citato in giudizio il notaio per non aver verificato la regolarità urbanistica dell’immobile e l’assenza del certificato di agibilità, a fronte di una dichiarazione falsa del venditore. La Corte ha stabilito che il notaio non ha un obbligo generale di verificare la veridicità delle dichiarazioni del venditore, a meno che la loro falsità non sia palese ed immediatamente percepibile dalla documentazione a sua disposizione. In assenza di tale evidenza, la responsabilità professionale del notaio è esclusa. L’acquirente ha perso la causa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 14567 Anno 2023
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Pubblicato il 14 maggio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Compravendita e bugie: quali sono i doveri del notaio?

Acquistare casa è un passo importante, ma cosa succede se l’immobile presenta delle irregolarità edilizie nascoste da una falsa dichiarazione del venditore? La questione centrale diventa: fino a che punto si estende la responsabilità professionale del notaio? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha tracciato una linea netta, chiarendo i confini dei doveri del pubblico ufficiale e offrendo una prospettiva chiara per acquirenti e professionisti. Il caso analizzato riguarda proprio una situazione di questo tipo, dove un’acquirente si è trovata a fare i conti con un immobile non conforme e ha chiamato in causa il notaio che aveva redatto l’atto.

La vicenda: un acquisto con sorpresa

I fatti sono semplici. Un’acquirente compra alcuni immobili. Nell’atto di vendita, il venditore dichiara che gli edifici sono stati costruiti prima del 1967 e non hanno subito modifiche successive che richiedessero permessi edilizi. Dichiara inoltre la conformità urbanistica. Sulla base di queste affermazioni, il notaio procede con la stesura e la firma del contratto (il rogito).

Successivamente, l’acquirente scopre che la realtà è diversa. Gli immobili presentano delle irregolarità urbanistiche e, inoltre, manca il certificato di agibilità. Sentendosi danneggiata, decide di fare causa al notaio. La sua tesi è che il professionista avrebbe dovuto effettuare delle verifiche più approfondite per scoprire la falsità delle dichiarazioni del venditore, proteggendola da un acquisto problematico.

I limiti della responsabilità professionale del notaio

La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici precedenti, ha respinto la richiesta dell’acquirente. I giudici hanno chiarito un principio fondamentale: il notaio non è un investigatore privato né un tecnico edile. Il suo ruolo, per legge, non include un obbligo generale di verificare nel merito la corrispondenza al vero di quanto dichiarato dalla parte venditrice riguardo la conformità urbanistica dell’immobile.

Il professionista deve basarsi sulla documentazione che gli viene fornita e sulle dichiarazioni rese dalle parti. La sua responsabilità sorge solo se la falsità di tali dichiarazioni è palese, manifesta e immediatamente percepibile dall’esame dei documenti in suo possesso. Se, ad esempio, una planimetria catastale allegata mostrasse chiaramente una difformità rispetto a quanto dichiarato, allora il notaio avrebbe il dovere di segnalarla e di non procedere all’atto. Nel caso specifico, invece, nulla nella documentazione presentata al notaio lasciava presagire l’esistenza di irregolarità.

Il dovere di informazione e la diligenza richiesta

Un altro punto contestato dall’acquirente era la mancata informazione sull’assenza del certificato di agibilità. Anche su questo aspetto, la Corte ha dato ragione al notaio. È stato provato che il professionista aveva correttamente informato le parti di questa mancanza. La legge, infatti, non richiede necessariamente una clausola scritta specifica per dimostrare che il notaio ha adempiuto al suo dovere informativo. L’importante è che l’informazione sia stata data in modo adeguato.

La diligenza richiesta al notaio è quella media di un professionista preparato e attento, ma non si spinge fino a dover compiere indagini tecniche che esulano dalle sue competenze giuridiche. Per tali verifiche, l’acquirente dovrebbe avvalersi di un proprio tecnico di fiducia (come un geometra o un architetto) prima di procedere al rogito.

Le motivazioni: la diligenza del notaio e i suoi limiti

La Corte ha motivato la sua decisione ribadendo che la responsabilità professionale del notaio non può essere estesa a compiti di natura prettamente tecnica. Imporre al notaio di verificare la veridicità di ogni dichiarazione urbanistica del venditore significherebbe trasformarlo in un perito, snaturando la sua funzione. Il sistema legale si basa su un principio di auto-responsabilità delle parti. Il venditore è legalmente responsabile di ciò che dichiara. Il notaio ha il compito di consigliare le parti, di assicurare la legalità dell’atto e di informarle, ma non di sostituirsi a loro o ai loro consulenti tecnici nelle valutazioni di fatto. La falsità della dichiarazione era, nel caso di specie, non percepibile con la normale diligenza professionale.

Le conclusioni: il notaio vince, l’acquirente paga

L’esito finale è stato il rigetto del ricorso dell’acquirente. La Cassazione ha confermato che il notaio ha agito correttamente, nei limiti dei suoi doveri professionali. Di conseguenza, nessuna responsabilità professionale del notaio è stata riconosciuta. L’acquirente è stata condannata a pagare le spese legali del giudizio. Questa sentenza rafforza un orientamento consolidato: l’acquirente deve essere parte attiva e diligente nel processo di acquisto, eventualmente facendosi assistere da tecnici per le verifiche fattuali, mentre il notaio garantisce la correttezza giuridica dell’operazione, senza essere il controllore universale della veridicità delle dichiarazioni delle parti.

Il notaio deve sempre verificare che le dichiarazioni del venditore siano vere?
No, il notaio non ha un obbligo generale di indagine. Deve basarsi sulle dichiarazioni del venditore, a meno che la loro falsità non sia evidente e immediatamente riscontrabile dai documenti in suo possesso.

Cosa posso fare se compro un immobile con abusi edilizi non dichiarati?
L’acquirente può agire legalmente contro il venditore, che è il responsabile delle false dichiarazioni. La responsabilità del notaio sorge solo in casi specifici, quando l’irregolarità era facilmente desumibile dalla documentazione.

Come posso tutelarmi al meglio quando acquisto un immobile?
È fortemente consigliabile incaricare un tecnico di fiducia (geometra, architetto o ingegnere) per effettuare una perizia urbanistica e catastale completa prima di firmare il rogito, in modo da verificare la piena conformità dell’immobile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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