Un detenuto, condannato per possesso di cellulare in carcere, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo le attenuanti generiche e il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, sostenendo di aver usato il telefono solo per informarsi sulla salute dei familiari durante la pandemia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la condivisione del cellulare con altri compagni di cella dimostra una maggiore offensività del reato, escludendo così l'applicabilità di entrambi i benefici richiesti.
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