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Cassazione — Anno 2022

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144 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Indennità di terapia intensiva: negata al pronto soccorso
Un infermiere ha chiesto il pagamento dell'indennità di terapia intensiva per i turni svolti presso il pronto soccorso. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, ritenendo sufficiente lo svolgimento di attività di cura intensiva. L'Azienda Sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che l'indennità di terapia intensiva spetta solo al personale assegnato in modo stabile a un reparto formalmente qualificato come unità di terapia intensiva. Di conseguenza, la Cassazione ha respinto definitivamente la domanda del lavoratore.
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Ricorso personale in Cassazione: il rischio del fai da te penale
Il Ricorrente ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte di Appello. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché, in base alle riforme introdotte nel 2017, l'atto di ricorso non può essere presentato personalmente dall'imputato ma deve essere redatto e sottoscritto da un difensore abilitato al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Non rileva il fatto che la firma del Ricorrente sia stata autenticata dal difensore di fiducia, in quanto l'autenticazione ha una funzione diversa dalla redazione dell'atto. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Concessione demaniale marittima: decide il giudice ordinario
Una società titolare di una concessione demaniale marittima per un porto turistico ha impugnato la rideterminazione dei canoni operata dall'Autorità Portuale. Sia il Tribunale ordinario che il Consiglio di Stato hanno rifiutato la propria giurisdizione, creando un conflitto negativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto stabilendo che la controversia spetta al giudice ordinario. Infatti, il ricalcolo dei canoni basato su parametri di legge automatici non comporta alcuna discrezionalità da parte della Pubblica Amministrazione, ma riguarda un mero diritto soggettivo di natura patrimoniale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Brindisi e ha rinviato la causa dinanzi allo stesso per la decisione nel merito.
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Onere della prova: l’assegno non basta a estinguere il debito
Un avvocato ha richiesto il pagamento delle proprie competenze professionali a una cliente. La cliente ha eccepito l'avvenuto pagamento tramite un assegno di 1.900 euro. Il Tribunale ha ridotto il compenso del professionista, ritenendo che spettasse a quest'ultimo dimostrare che l'assegno si riferisse ad altri incarichi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova: quando il debitore eccepisce l'estinzione del debito tramite assegno, spetta al debitore stesso dimostrare il collegamento tra il debito contestato e il titolo di credito emesso. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Roma.
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