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Cassazione In Parte Qua

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Annullamento parziale di una sentenza da parte della Corte di Cassazione. La sentenza viene annullata solo per la parte viziata, mentre il resto della decisione rimane valido.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sanzioni civili Gestione separata: l’avvocato evita la multa
Un'avvocatessa ha impugnato la decisione che la obbligava a pagare contributi e sanzioni all'INPS per gli anni 2009 e 2010 a causa della mancata iscrizione alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo relativo all'obbligo contributivo per difetto di autosufficienza del ricorso. Tuttavia, ha accolto il secondo motivo riguardante le sanzioni. Richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n. 104/2022, la Suprema Corte ha stabilito che per i periodi precedenti al 2011 non sono dovute le sanzioni civili Gestione separata da parte dei professionisti non iscritti alla Cassa forense. Di conseguenza, la ricorrente vince parzialmente: l'obbligo di pagare i contributi resta valido, ma viene annullato l'obbligo di pagare le sanzioni civili per le annualità contestate.
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Gestione Separata INPS: s%% ai contributi ma sanzioni cancellate
Un ingegnere, dipendente pubblico iscritto all'ex INPDAP, ha contestato la richiesta dell'INPS di pagamento dei contributi del 2008 alla Gestione Separata INPS. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e ha escluso la prescrizione del debito, poiché il termine è iniziato a decorrere dalla scadenza prorogata del pagamento. Tuttavia, applicando una recente pronuncia della Corte Costituzionale, la Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alle sanzioni civili. Il professionista è stato quindi esonerato dal pagamento delle sanzioni per l'omessa iscrizione antecedente al 2011, confermando solo il debito per i contributi base.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Una cittadina ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore del suo avvocato, che si era dichiarato antistatario. La Cassazione ha accolto il ricorso, riconoscendo l'omissione come una mera disattenzione emendabile. Di conseguenza, ha corretto la precedente ordinanza, specificando che le spese legali liquidate a carico dell'ente previdenziale devono essere versate direttamente al difensore.
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Giurisdizione domanda di manleva: decide il giudice?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire alcuni utenti, ha chiamato in causa un ente regionale. La Cassazione stabilisce che la giurisdizione sulla domanda di manleva spetta al giudice ordinario, in quanto connessa alla richiesta principale dei consumatori, riformando la decisione del Tribunale.
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Autorizzazione dipendenti pubblici: Cassazione chiarisce
Un'associazione Onlus è stata sanzionata per aver conferito incarichi a dipendenti di ASL senza autorizzazione. La Cassazione ha stabilito che se l'incarico rientra in una convenzione formale tra l'ente e la P.A. per scopi di interesse pubblico, non si applica il regime dell'art. 53 D.Lgs. 165/2001 sull'autorizzazione dipendenti pubblici. Diversamente, per dipendenti di altre amministrazioni non convenzionate, l'autorizzazione è necessaria e la buona fede non è facilmente invocabile.
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Spese legali previdenza: il limite del valore prestazione
Un ente previdenziale contesta una liquidazione di spese legali di oltre 6.600 euro per una causa relativa a un'indennità di malattia del valore di circa 1.574 euro. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che nelle controversie di questo tipo, le spese legali previdenza non possono mai superare il valore della prestazione economica riconosciuta, annullando così la precedente quantificazione.
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