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Cassazione Con Rinvio — Anno 2025

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399 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cassazione Con Rinvio

Provvedimenti

IRAP onorari avvocati: non grava sul dipendente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non può trattenere l'importo dell'IRAP dai compensi professionali dei propri avvocati dipendenti. Con questa ordinanza, si afferma che l'IRAP onorari avvocati è un'imposta a carico esclusivo del datore di lavoro e non può essere traslata sui lavoratori, né direttamente né indirettamente, salvo il superamento di specifici tetti di spesa che l'ente ha l'onere di dimostrare. La sentenza della Corte d'Appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre è esclusa
Una società operante nel settore dell'energia eolica ha contestato la decisione dell'Agenzia delle Entrate di includere il valore della torre dell'aerogeneratore nel calcolo della rendita catastale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale per la determinazione della rendita catastale impianti eolici. La Corte ha chiarito che la torre, in quanto componente essenziale e funzionale al processo produttivo di energia, deve essere considerata parte dell'impianto e, pertanto, esclusa dalla stima catastale ai sensi della normativa sui cosiddetti "imbullonati" (L. 208/2015). La sentenza della commissione tributaria regionale è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre è esclusa
Una società energetica ha contestato l'inclusione delle torri eoliche nel calcolo della rendita catastale da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la torre è una componente essenziale dell'impianto produttivo e, in base alla 'norma imbullonati', deve essere esclusa dalla stima diretta. La sua funzione non è solo di sostegno, ma è attiva e inscindibile dal processo di generazione di energia. Pertanto, la rendita catastale degli impianti eolici va ricalcolata escludendo il valore della torre.
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Onere della prova accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale basato su indagini bancarie. L'ordinanza stabilisce che per superare l'onere della prova, il contribuente non può limitarsi a fornire le registrazioni contabili, ma deve produrre documentazione specifica che dimostri l'origine e la destinazione di ogni movimentazione. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto sufficienti le annotazioni sul libro giornale, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo rigido principio probatorio.
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Accertamenti bancari: presunzione legale per tutti
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che gli accertamenti bancari sono legittimi nei confronti di qualsiasi contribuente, non solo di imprenditori o lavoratori autonomi. La presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito si estende a tutti, e spetta al singolo cittadino l'onere di provare il contrario. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie, ritenendole erroneamente illegittime in assenza di una provata attività d'impresa.
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Compenso geometra: CTP e tariffe professionali
Un geometra impugna la riduzione del suo compenso professionale da parte della Corte di Appello. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il compenso per un Consulente Tecnico di Parte (CTP) va determinato secondo l'art. 2233 c.c., relativo ai professionisti iscritti ad albi, e non l'art. 2225 c.c. La Suprema Corte ha criticato l'errata applicazione della tariffa professionale, cassando la sentenza e rinviando per una nuova e corretta quantificazione.
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Notifica società cancellata: l’appello è valido
Una società creditrice si è vista dichiarare inammissibile l'appello perché notificato a una società cancellata dal registro imprese. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la notifica società cancellata è valida se eseguita presso il difensore costituito, qualora l'evento estintivo non sia stato dichiarato in giudizio. La sentenza si fonda sul principio di ultrattività del mandato, rendendo irrilevante la conoscenza aliunde dell'estinzione da parte del notificante.
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Motivazione apparente: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. Il caso riguardava il recupero di ritenute su royalties infragruppo, considerate anomale dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che la motivazione del giudice d'appello era illogica, contraddittoria e priva di un autonomo vaglio critico, limitandosi a un rinvio acritico alla decisione di primo grado. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Frazionamento del credito: la Cassazione decide
Un avvocato ha intentato diverse cause contro i suoi ex clienti per recuperare compensi professionali. La Corte d'Appello ha dichiarato la domanda improponibile per abusivo frazionamento del credito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice deve effettuare una valutazione concreta e motivata sull'esistenza di un interesse apprezzabile del creditore ad agire separatamente. La semplice esistenza di un rapporto di durata non basta per configurare un abuso, specialmente se le cause sono di competenza di tribunali diversi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Frazionamento del credito: quando è legittimo?
Un avvocato ha intentato numerose cause contro un ex cliente per recuperare i suoi compensi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello che riteneva abusivo il frazionamento del credito, chiarendo che la valutazione sull'interesse del creditore deve essere concreta e non astratta, specialmente se le cause sono state rimesse a giudici diversi.
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Obbligo di astensione: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato una sentenza d'appello che aveva annullato la decisione di primo grado per violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la violazione di tale obbligo non è causa di nullità della sentenza se non viene eccepita tramite l'istituto della ricusazione. La causa è stata quindi rinviata alla corte d'appello per la decisione nel merito.
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Mansioni superiori: quando la sostituzione diventa abuso
Una lavoratrice ha sostituito per anni un superiore in aspettativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che una sostituzione così prolungata può configurare un abuso da parte del datore di lavoro, annullando la decisione precedente e ordinando un nuovo esame del caso per verificare se le mansioni superiori svolte di fatto debbano portare a un inquadramento definitivo.
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Difesa in giudizio ADER: la Cassazione fa chiarezza
L'Agente della Riscossione ha la facoltà di scegliere se essere rappresentato dall'Avvocatura dello Stato o da avvocati esterni. Una recente ordinanza della Cassazione ha ribaltato la decisione di una Corte di Giustizia Tributaria che aveva dichiarato inammissibile un appello per difetto di rappresentanza, chiarendo che la scelta dell'avvocato esterno è legittima. La questione verte sulla corretta interpretazione delle norme sulla difesa in giudizio ADER.
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Rivalutazione contributi: l’anno di riferimento corretto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che per il calcolo delle pensioni dei professionisti forensi, la rivalutazione contributi sui redditi deve iniziare dal 1980. Tuttavia, la Corte ha precisato che il diritto alla prestazione pensionistica è strettamente legato ai contributi 'effettivamente versati'. Pertanto, se un professionista ha versato meno del dovuto a causa di un calcolo errato basato su un indice di rivalutazione inferiore, la sua pensione dovrà essere calcolata sulla base di quanto versato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per valutare se l'errore del professionista nel versamento fosse 'scusabile'.
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Definizione agevolata socio: effetti sul reddito
Una società di persone definisce la propria pendenza con il fisco attraverso una definizione agevolata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che tale accordo non si estende automaticamente al socio. L'avviso di accertamento per il reddito di partecipazione del socio resta valido e autonomo. Il condono della società non annulla l'imponibile accertato, che continua a essere la base per la pretesa fiscale nei confronti del singolo socio che non ha aderito a sua volta a una forma di definizione agevolata.
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Produzione documenti in appello: sì per il contumace
Un Comune, rimasto contumace in primo grado in una causa tributaria, aveva visto respingere il suo appello perché aveva tentato di produrre solo in quella sede i documenti attestanti la notifica dell'atto presupposto. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, affermando che la produzione documenti in appello è sempre consentita nel processo tributario ai sensi dell'art. 58, comma 2, D.Lgs. 546/1992, anche per la parte contumace, in quanto si tratta di una mera difesa e non di un'eccezione nuova.
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Schede carburante: obbligo e deducibilità dei costi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30511/2025, ha ribadito che per la deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA relativa all'acquisto di carburante, la compilazione delle schede carburante è un requisito formale inderogabile. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto sufficienti i buoni di consegna e le fatture differite, sottolineando come tali documenti non possano surrogare l'obbligo normativo previsto all'epoca dei fatti (anno 2004).
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Notifica decreto di espulsione: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un'espulsione. Il motivo è la mancata verifica sulla validità della notifica del decreto di espulsione. Se consegnato in semplice fotocopia, senza attestazione di conformità all'originale, l'atto è nullo. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per un nuovo esame.
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Termine a comparire: Cassazione annulla la sentenza
Un uomo, dichiarato padre di una minore in primo grado e in appello, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando vizi di notifica. La Suprema Corte ha respinto il motivo relativo alla presunta firma falsa sull'avviso di ricevimento, ma ha accolto quello sulla violazione del termine a comparire minimo di 90 giorni. Di conseguenza, ha annullato la sentenza impugnata, statuendo che il mancato rispetto di tale termine rende nullo il procedimento, e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Accertamento bancario professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29739/2025, ha chiarito un punto fondamentale sull'accertamento bancario professionisti. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014, la presunzione che i prelievi ingiustificati costituiscano compensi non si applica più ai lavoratori autonomi. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che la presunzione legale per cui i versamenti bancari non giustificati sono considerati ricavi imponibili rimane pienamente valida. Di conseguenza, ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato integralmente l'accertamento, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto di questa distinzione.
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