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Cassa Delle Ammende — Anno 2025

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9309 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cassa Delle Ammende

Provvedimenti

Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente dall'imputato. La decisione si basa sulla normativa introdotta nel 2017, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: avvocato non iscritto all’albo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché sottoscritto da un legale non abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali, come l'iscrizione all'albo speciale, e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sul fatto che il legale del ricorrente era un avvocato non cassazionista, ovvero non iscritto all'albo speciale per il patrocinio presso le giurisdizioni superiori, come richiesto a pena di inammissibilità dal codice di procedura penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dal condannato. La decisione ribadisce la regola, introdotta nel 2017, che impone la firma di un avvocato specializzato per i ricorsi in Cassazione, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Violazione sorveglianza speciale: quando è reato
Un individuo, già sottoposto a misura di prevenzione, è stato condannato per la violazione degli obblighi di sorveglianza speciale, in particolare per non essersi presentato al commissariato di polizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando che anche le prescrizioni accessorie, come l'obbligo di firma, integrano il precetto penale. La Corte ha ritenuto infondata la giustificazione dell'imputato, non avendo egli fornito prova di un legittimo impedimento, come un ricovero ospedaliero.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società ha proposto un ricorso per regolamento di competenza a causa di due procedimenti d'appello pendenti davanti a Corti diverse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale strumento può essere utilizzato solo contro una pronuncia esplicita sulla competenza, non per risolvere preventivamente la pendenza di più cause. Di conseguenza, la società ricorrente è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria per aver insistito nella trattazione del ricorso nonostante la proposta di definizione accelerata.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'inammissibilità del ricorso per cassazione personale in ambito penale. La Corte ha respinto il ricorso presentato direttamente da un imputato, ribadendo che, a seguito delle modifiche legislative, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità e condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando un giorno fa la differenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché depositato un giorno dopo la scadenza. Il caso analizza il calcolo dei termini per l'impugnazione, tenendo conto della sospensione feriale, e sottolinea le gravi conseguenze di un ricorso tardivo, che includono la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione ribadisce il rigore formale delle scadenze nel processo penale.
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Appello patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'analisi si concentra sui limiti dell'appello patteggiamento, come stabilito dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che non consente di contestare il giudizio di responsabilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti, ha tentato di impugnarla. La Corte ha stabilito che non è possibile contestare una pena se questa corrisponde esattamente a quella pattuita tra accusa e difesa. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di droga. L'appello è stato ritenuto infondato perché i motivi erano generici, ripetitivi di censure già valutate e non si confrontavano specificamente con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. L'impugnazione contestava l'entità della pena, ma la Corte ha stabilito che il motivo non era consentito dalla legge, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: quando un motivo è precluso
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per evasione. Il motivo, relativo alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto, è stato ritenuto precluso perché non sollevato nel precedente grado di giudizio. La decisione sottolinea l'importanza di presentare tutte le difese sin dall'appello, pena l'inammissibilità ricorso cassazione e la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso contestava la dosimetria della pena e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso meramente riproduttivi di censure già esaminate e generici, in quanto non si confrontavano specificamente con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti. L'impugnazione è stata rigettata poiché i motivi presentati erano generici e riproponevano censure già esaminate nei precedenti gradi di giudizio, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati di droga. La decisione si fonda sul fatto che il motivo di ricorso era generico, meramente ripetitivo di censure già esaminate e non si confrontava specificamente con la motivazione della sentenza della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e oltraggio. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano generici e si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la genericità in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati in materia di stupefacenti. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile perché si limitava a riproporre censure già esaminate nei gradi di merito e perché era formulato in modo generico, senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza di condanna per reati legati agli stupefacenti. Il motivo, incentrato sulla congruità della pena, non rientra tra quelli ammessi dalla legge per questo tipo di procedimento speciale, come stabilito dall'art. 448 bis c.p.p.
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Ricorso inammissibile: limiti appello patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento per reati contro la P.A. e il patrimonio. La Corte ha stabilito che i motivi relativi alla responsabilità penale non sono ammessi dalla legge, in base all'art. 448 bis c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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