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Cassa Delle Ammende — Anno 2025

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9309 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cassa Delle Ammende

Provvedimenti

Violazione sorveglianza speciale: quando è inammissibile
Un individuo, soggetto a sorveglianza speciale, ha violato il divieto di soggiorno in un comune e l'obbligo di permanenza notturna. Invocando lo stato di necessità per assistere la madre, ha presentato ricorso. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la scriminante dello stato di necessità non era stata provata e confermando che la violazione delle prescrizioni accessorie integra il reato di violazione sorveglianza speciale.
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Termine impugnazione penale: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza del giudice dell'esecuzione perché presentato oltre il termine di 15 giorni. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto perentorio del termine impugnazione penale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il caso conferma la rigidità della regola sul ricorso per cassazione personale.
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Affidamento in prova: no se c’è pericolo di recidiva
Un soggetto condannato per reati fallimentari si è visto negare la misura alternativa dell'affidamento in prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, la valutazione sulla pericolosità sociale non può basarsi solo sugli ultimi comportamenti, ma deve considerare la storia criminale complessiva e il rischio di recidiva, specialmente se l'attività professionale attuale è simile a quella che ha originato i reati precedenti.
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Regime 41-bis: legittimi gli orari per cucinare
Un detenuto sottoposto al regime 41-bis ha impugnato il provvedimento che limitava l'uso di pentole e fornelli alle sole ore diurne. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le restrizioni legittime poiché fondate su valide ragioni di salubrità, ordine, sicurezza e rispetto del lavoro del personale, e non meramente finalizzate ad aumentare l'afflittività della pena.
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Ricorso Cassazione avvocato: firma obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla necessità che il ricorso Cassazione avvocato sia sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, come previsto dalla riforma del 2017. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal condannato senza la necessaria sottoscrizione di un avvocato iscritto all'albo speciale. La decisione si basa sulle modifiche introdotte dalla legge n. 103 del 2017, che impone tale requisito a pena di inammissibilità. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Istanza riproposta: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati, poiché considerata un'istanza riproposta. La Corte ha chiarito che una diversa interpretazione di elementi già noti non costituisce un 'fatto nuovo' capace di superare la preclusione processuale.
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Revoca detenzione domiciliare per mancanza di domicilio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca della detenzione domiciliare. La decisione del Tribunale di Sorveglianza si basava sulla perdita del domicilio idoneo, poiché la convivente aveva ritirato la propria disponibilità ad ospitarlo. La Cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità, confermando la legittimità della revoca detenzione domiciliare.
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Reato continuato: quando è esclusa la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per una serie di delitti. La Corte ha confermato la decisione del tribunale, sottolineando che l'assenza di un unico disegno criminoso iniziale, la distanza temporale tra i fatti, la diversa natura dei reati e i luoghi di esecuzione impediscono l'applicazione di tale istituto di favore.
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Sospensione condizionale: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la negazione della sospensione condizionale della pena. La decisione è stata motivata dalla presenza di numerosi precedenti penali, anche specifici, e dal fatto che l'imputato avesse già beneficiato in passato della stessa misura, elementi che hanno impedito una prognosi favorevole sulla sua futura condotta.
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Continuazione tra reati: quando è esclusa dalla Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La decisione si fonda sulla mancanza di prove di un unico disegno criminoso, evidenziata dalla notevole distanza temporale e dalle diverse modalità di esecuzione dei reati, considerati espressione di autonome risoluzioni criminose.
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Ricorso per cassazione: obbligo di firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si basa sulla riforma del 2017 (legge n. 103/2017), che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, eliminando la facoltà di impugnazione personale.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente. La decisione si fonda sull'articolo 591 del codice di procedura penale e comporta la condanna dell'appellante al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo e non per motivi di merito, considerati rinunciati dalle parti.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi di appello, i quali non si confrontavano con l'effettivo ragionamento della Corte d'Appello che, contrariamente a quanto lamentato, aveva già riconosciuto le attenuanti e la continuazione.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera riproduzione delle censure già dedotte in appello. Il caso riguardava una condanna per violazione delle misure di prevenzione. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione deve contenere una critica puntuale e specifica al provvedimento impugnato, non limitarsi a ripetere argomenti già respinti, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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DASPO urbano: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato un divieto di accesso a determinate aree (noto come DASPO urbano). Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre argomentazioni già esaminate e disattese nei precedenti gradi di giudizio, tentando una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la condanna e ha inoltre sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione: obbligo firma dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato avverso un decreto del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., che, a seguito della riforma del 2017, impone che il ricorso in Cassazione sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione difensore: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione dell'obbligo, introdotto dalla legge n. 103/2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. Questo caso sottolinea l'importanza del patrocinio qualificato e del corretto **ricorso Cassazione difensore** per accedere al giudizio di legittimità.
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