Tre passeggeri di un'auto, già noti alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, sono stati fermati a bordo di un veicolo intestato a un prestanome. Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto un coltello di venticinque centimetri nascosto sotto il sedile e diversi arnesi da scasso. I tre non hanno saputo giustificare la loro presenza sul veicolo né il possesso degli oggetti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di arresto per concorso in porto abusivo di armi e possesso ingiustificato di grimaldelli. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei passeggeri, ritenendo inverosimile che ignorassero la presenza del coltello nell'abitacolo, condannandoli anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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