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Cassa Con Rinvio — Anno 2023

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109 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Cassa Con Rinvio

Provvedimenti

Articolo 345 c.p.c. e prove nel vecchio rito
Una complessa controversia ereditaria iniziata nel 1971 è giunta in Cassazione per chiarire l'applicabilità dell'Articolo 345 c.p.c. in merito alla produzione di nuovi documenti in appello. La Suprema Corte ha stabilito che per i processi di vecchio rito, iniziati prima del 30 aprile 1995, non si applicano le restrizioni introdotte dalle riforme successive. Di conseguenza, i documenti prodotti tardivamente ma prima della rimessione della causa al collegio sono ammissibili, annullando la decisione della Corte d'Appello che li aveva esclusi per mancanza di prova sulla non imputabilità del ritardo.
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Esdebitazione: obbligo di notifica ai creditori
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della validità del procedimento di esdebitazione in assenza di una corretta instaurazione del contraddittorio. Nel caso di specie, un debitore aveva richiesto la liberazione dai debiti residui dopo la chiusura del fallimento, ma il Tribunale aveva rigettato l'istanza per motivi temporali e la Corte d'Appello per carenza di prove documentali. La Suprema Corte ha invece rilevato che la domanda di esdebitazione deve essere obbligatoriamente notificata ai creditori non integralmente soddisfatti. La mancanza di tale notifica rende nullo il provvedimento di primo grado, imponendo il rinvio della causa al Tribunale per integrare correttamente il giudizio con tutte le parti interessate.
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Responsabilità del custode: la Cassazione decide
Un'automobilista subisce danni urtando una ruota di camion in autostrada. La Corte di Cassazione, riformando la sentenza d'appello, riafferma il principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.). Spetta all'ente gestore dimostrare il caso fortuito per escludere la propria colpa, non al danneggiato provare l'assenza di condotte alternative. La Corte ha ritenuto illegittima la decisione di secondo grado basata su mere congetture sulla velocità del veicolo.
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Violazione del contraddittorio: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per violazione del contraddittorio. L'Agenzia delle Entrate non aveva ricevuto la corretta notifica per un'udienza relativa a un appello riunito, ledendo il suo diritto di difesa. La Corte ha inoltre censurato la decisione del giudice di merito per aver respinto una richiesta di rimborso IRAP come tardiva senza fornire una motivazione adeguata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Divisa da lavoro: è retribuzione? La Cassazione decide
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello che includeva il valore della divisa da lavoro obbligatoria nel calcolo del TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. Ha stabilito che i giudici di merito non avevano adeguatamente esaminato gli accordi aziendali per determinare se la divisa costituisse un reale vantaggio economico per il lavoratore o fosse un semplice strumento di lavoro, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Onere della prova rimborso: la Cassazione decide
Un contribuente, lavoratore dipendente, ha richiesto il rimborso di imposte a seguito di un sisma, basandosi su una legge agevolativa. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29503/2023, ha stabilito che, sebbene il lavoratore sia il soggetto legittimato a chiedere il rimborso (e non il datore di lavoro), grava su di lui l'onere della prova del rimborso. Il contribuente deve quindi dimostrare l'effettivo versamento delle imposte e le altre condizioni previste dalla legge.
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Termine rimborso fiscale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che accoglieva la richiesta di rimborso IRPEF di un contribuente, ritenendola tardiva. Il caso verteva sull'identificazione del corretto termine rimborso fiscale. La Corte ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta decorre dall'entrata in vigore della legge che introduce l'agevolazione e non da successive proroghe dello stato di emergenza, che non incidono sul dies a quo.
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Protezione sussidiaria: dovere di cooperazione del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27439/2023, ha annullato il diniego di protezione sussidiaria a un cittadino straniero. La decisione è stata motivata dal fatto che il tribunale di merito non aveva adempiuto al suo dovere di cooperazione istruttoria, omettendo di indicare le fonti su cui si era basato per valutare la sicurezza del Paese d'origine del richiedente. La Corte ha ritenuto la motivazione del decreto impugnato 'apparente', e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Contratti a termine PA: Abuso e Limiti secondo la Cassazione
Un lavoratore di un ente comunale è stato impiegato per dieci anni tramite successivi contratti a termine. Egli ha contestato l'abuso di tale strumento, utilizzato per coprire un'esigenza permanente. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che anche le norme speciali per l'assunzione di dirigenti (art. 110 TUEL) non possono giustificare il rinnovo prolungato di contratti a termine PA in assenza di comprovate e genuine esigenze temporanee, in linea con la direttiva europea. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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