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Carenza Assoluta Di Potere

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Condizione in cui la Pubblica Amministrazione agisce senza alcuna base legale che le attribuisca l'autorità di compiere un determinato atto, comportandosi di fatto come un privato cittadino.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scarichi Abusivi: la Competenza sanzionatoria ambientale della Città Metropolitana
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda e di un suo Responsabile, sanzionati per scarichi di acque reflue urbane non autorizzati. I ricorrenti contestavano la Competenza sanzionatoria ambientale della Città Metropolitana di Genova e la loro responsabilità, sostenendo di essere meri gestori operativi. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando che la Città Metropolitana aveva il potere di irrogare la sanzione e che l'Azienda e il Responsabile erano responsabili della condotta illecita. L'Azienda e il Responsabile dovranno pagare la sanzione e le spese legali.
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Condanna alle spese del querelante: illegittima in archiviazione
Il Giudice per le indagini preliminari disponeva l'archiviazione di un procedimento penale per infondatezza della notizia di reato. Contestualmente, il giudice imponeva ai soggetti denuncianti il rimborso delle spese di difesa sostenute dalle persone indagate. I querelanti impugnavano il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, contestando la totale illegittimità della decisione economica. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha annullato la decisione senza rinvio nella parte relativa ai costi di lite. I giudici di legittimità hanno chiarito che la condanna alle spese del querelante non può essere disposta durante la fase delle indagini preliminari. Tale statuizione risulta affetta da abnormità funzionale per carenza assoluta di potere, poiché l'azione penale non è mai iniziata.
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Occupazione usurpativa: se la PA sconfina decide il giudice civile
Due proprietari terrieri hanno fatto causa alla Pubblica Amministrazione per l'occupazione illegittima di alcuni terreni destinati alla costruzione di una strada. L'ente pubblico ha poi emanato un provvedimento di acquisizione sanante, ma i proprietari hanno chiesto il risarcimento e il ripristino per le aree rimaste fuori dal provvedimento o danneggiate dai lavori. La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto di giurisdizione, ha stabilito che la competenza spetta al Giudice Ordinario. Quando la Pubblica Amministrazione sconfina oltre i limiti autorizzati o esegue male i lavori, compie un comportamento di mero fatto in carenza assoluta di potere. Questa condotta configura un'occupazione usurpativa, un illecito permanente che lede i diritti soggettivi dei privati, la cui tutela spetta esclusivamente alla magistratura ordinaria.
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Arricchimento senza causa: nessun indennizzo per l’organo scaduto
I componenti di un comitato regionale di controllo, soppresso per legge, hanno continuato a svolgere la propria attività oltre il termine di proroga. Successivamente, hanno richiesto alla Regione un indennizzo proponendo un'azione di arricchimento senza causa per le prestazioni svolte. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. I giudici hanno chiarito che l'attività di controllo svolta da un organo ormai inesistente è colpita da nullità radicale per carenza assoluta di potere. Di conseguenza, tali atti non producono alcun effetto giuridico e non possono generare alcuna utilità o vantaggio per la Pubblica Amministrazione. Mancando il presupposto dell'utilità, non è dovuto alcun indennizzo. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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Sconfinamento opere pubbliche: giudice ordinario
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 16/03/2025, risolve un conflitto di giurisdizione in un caso di sconfinamento opere pubbliche. Dei proprietari terrieri avevano citato in giudizio un ente pubblico per aver occupato un'area più vasta di quella autorizzata dai decreti di esproprio. La Corte ha stabilito che tale condotta costituisce un illecito di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, e non l'esercizio di una potestà amministrativa. Di conseguenza, la competenza a decidere sulla richiesta di risarcimento danni spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo.
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