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Capacità A Delinquere

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271 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Capacità a delinquere e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I giudici hanno confermato che la valutazione della sua capacità a delinquere, basata sui precedenti penali e su una persistente inclinazione al crimine, era stata correttamente motivata dalla Corte d'Appello, giustificando la pena inflitta.
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Attenuanti generiche: no al diniego per lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio di lieve entità. La Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche, motivandolo con le modalità della condotta, una precedente condanna e una confessione tardiva, ritenendo tali elementi prevalenti sulla qualificazione del fatto come lieve.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per porto d'armi e possesso di strumenti atti allo scasso. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non contestavano specificamente le argomentazioni della Corte d'Appello, e sul corretto rigetto della richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti dell'imputato.
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Recidiva specifica: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva specifica. Il motivo risiede nella genericità del ricorso, che non si è confrontato con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva adeguatamente giustificato la recidiva sulla base dei numerosi precedenti penali e della marcata capacità a delinquere del soggetto.
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Ricorso inammissibile: genericità e ripetitività
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21763/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha sottolineato che le doglianze generiche e non specifiche contro una sentenza ben motivata non possono trovare accoglimento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché si limitava a riproporre le medesime doglianze già esaminate in appello. La decisione sottolinea come i precedenti penali dell'imputato abbiano correttamente inciso sul diniego delle attenuanti generiche, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità: quando è esclusa per spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo di stupefacente (oltre 50 grammi, per 563 dosi) e del fatto che il reato è stato commesso mentre l'imputato si trovava agli arresti domiciliari. Questi elementi, secondo la Corte, indicano un'attività di spaccio stabile e non occasionale, incompatibile con la fattispecie di lieve entità.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla natura ripetitiva dei motivi del ricorso, già valutati dalla Corte d'Appello, e sulla presenza di numerosi precedenti penali a carico dell'imputato, considerati indicativi di una significativa capacità a delinquere, tale da escludere il beneficio richiesto.
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Attenuanti generiche: quando i precedenti le escludono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio. La Corte ha confermato che la finalità di cessione può essere desunta da indizi come il luogo e le modalità di occultamento della sostanza. Inoltre, ha ribadito che le attenuanti generiche possono essere negate in presenza di precedenti penali recenti che dimostrano una capacità a delinquere, rendendo irrilevanti altri elementi non decisivi.
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Precedenti penali: quando negano le attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato, confermando che i numerosi e gravi precedenti penali giustificano ampiamente il diniego delle attenuanti generiche e l'irrogazione di una pena superiore al minimo, anche qualora il giudice non abbia applicato la recidiva.
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Inammissibilità del ricorso: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del motivo relativo alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), valorizzando la valutazione del giudice di merito sulle modalità violente del reato e sui precedenti dell'imputato.
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Pene sostitutive e capacità a delinquere: il no
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti che chiedevano l'applicazione di pene sostitutive al posto della detenzione. La decisione si fonda sulla valutazione della loro 'capacità a delinquere', basata su numerosi precedenti penali, che rende le sanzioni alternative inadeguate a prevenire futuri reati, nonostante le novità introdotte dalla Riforma Cartabia.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina. La Corte ha stabilito che i motivi di appello erano generici e non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado, in particolare riguardo al diniego delle attenuanti generiche, giustificato dalla gravità dei fatti e dalla capacità a delinquere del soggetto.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è danno grave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in un caso di ricettazione, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte sottolinea che la valutazione del danno non si limita al solo valore economico del bene, ma include anche il pregiudizio derivante dall'appropriazione di dati sensibili. La richiesta di sanzioni sostitutive è stata parimenti respinta a causa di una valutazione negativa sulla capacità a delinquere dell'imputato.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo irrilevante la collaborazione dell'imputato (indicare il nascondiglio della droga durante una perquisizione già in atto) e valorizzando la gravità del fatto, la quantità dello stupefacente e i numerosi precedenti penali specifici.
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Sospensione condizionale: no se c’è rischio recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza che negava la sospensione condizionale della pena. La decisione si fonda sulla valutazione negativa della personalità dell'imputato, che, avendo già beneficiato in passato della misura, ha commesso nuovi reati in breve tempo. La Corte ha ritenuto logica e ben motivata la prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Bilanciamento circostanze: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso che contestava il bilanciamento delle circostanze attenuanti e aggravanti. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito è insindacabile se sorretta da motivazione sufficiente e non illogica, come nel caso di specie, dove la decisione si fondava sulla negativa capacità a delinquere dell'imputato, desunta dai suoi precedenti penali. Il ricorso è stato giudicato generico e non specifico, confermando che il bilanciamento circostanze è un tipico giudizio discrezionale del merito.
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Pena sostitutiva: quando il precedente penale la esclude
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego di una pena sostitutiva. L'imputato, già condannato per lo stesso reato, è stato ritenuto immeritevole di misure alternative poiché ha commesso il nuovo illecito poco dopo la condanna definitiva precedente, dimostrando indifferenza al monito della giustizia e un'elevata capacità a delinquere. La motivazione del giudice di merito è stata considerata logica e giuridicamente corretta.
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Pene sostitutive e precedenti: la decisione del giudice
Due individui condannati per l'uso illecito di una carta di pagamento ricorrono in Cassazione chiedendo l'applicazione di pene sostitutive. La Corte Suprema rigetta i ricorsi, stabilendo un principio fondamentale: il giudice può negare le pene sostitutive basandosi sui precedenti penali dell'imputato per valutarne la capacità a delinquere, anche qualora la recidiva sia stata formalmente esclusa. La decisione sottolinea l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel valutare l'idoneità della pena al fine rieducativo.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere applicata a causa della personalità negativa dell'imputato, evidenziata da due precedenti specifici per lo stesso reato, ritenuti sintomatici di una spiccata capacità a delinquere e indifferenza verso le regole.
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