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Canone Di Concessione

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la somma di denaro che un'azienda privata paga a un ente pubblico per ottenere il diritto di gestire un servizio pubblico o di utilizzare un bene pubblico per un certo periodo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone di concessione: il Comune batte il gestore uscente
Una società di distribuzione del gas ha impugnato la decisione che la obbligava a pagare il canone di concessione al Comune durante il periodo di proroga tecnica del servizio, successivo alla scadenza del contratto. La società sosteneva che, limitandosi all'ordinaria amministrazione, il pagamento del canone di concessione originario alterasse l'equilibrio economico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di pagamento persiste anche durante la prosecuzione obbligatoria del servizio ex lege. L'ordinamento offre comunque strumenti per richiedere la revisione del piano economico-finanziario in caso di squilibrio, ma non consente di sospendere unilateralmente il versamento del canone dovuto. Il Comune ha quindi visto confermato il proprio diritto a riscuotere le somme.
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Canone di concessione: va pagato anche dopo la scadenza
Il Comune ha richiesto al Concessionario il pagamento del canone di concessione per la distribuzione del gas anche per il periodo di proroga tecnica successivo alla scadenza del contratto. Il Concessionario si è opposto, ritenendo ingiusto il pagamento a fronte di un'attività ridotta all'ordinaria amministrazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Concessionario, stabilendo che l'obbligo di corrispondere il canone di concessione persiste durante la proroga del servizio. Tuttavia, il Concessionario può richiedere la revisione del piano economico-finanziario per squilibri contrattuali o agire per il risarcimento dei danni causati dall'inerzia del Comune nell'indire la nuova gara d'appalto.
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Canone di concessione: il gestore paga anche dopo la scadenza
Il Concessionario di un servizio di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di pagare il canone di concessione al Comune dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di proroga obbligatoria per legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Concessionario. I giudici hanno confermato la legittimità della norma di interpretazione autentica che impone il pagamento del canone di concessione originario anche durante la gestione temporanea. La Corte ha chiarito che tale obbligo non è confiscatorio né contrario al diritto europeo, poiché il Concessionario può comunque richiedere la rinegoziazione delle condizioni per mantenere l'equilibrio economico o agire contro l'inerzia del Comune nel bandire la nuova gara.
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Canone di concessione: il gestore paga anche dopo la scadenza
Un'azienda di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di pagare il canone di concessione al Comune dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di gestione provvisoria in attesa del nuovo gestore. L'azienda riteneva che la limitazione all'ordinaria amministrazione giustificasse la riduzione o l'azzeramento del canone di concessione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che il gestore uscente è obbligato a versare il canone di concessione originariamente pattuito per l'intera durata della proroga tecnica. La Corte ha chiarito che tale obbligo non viola la Costituzione o il diritto dell'Unione Europea, poiché l'ordinamento offre strumenti idonei per riequilibrare il contratto o chiedere il risarcimento dei danni in caso di ingiustificati ritardi della pubblica amministrazione nell'indizione delle nuove gare.
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Canone di concessione in proroga: si paga anche dopo la scadenza
Una società di distribuzione del gas, dopo la scadenza del contratto con un Comune, era obbligata per legge a continuare il servizio in attesa di una nuova gara. La società si rifiutava di pagare il canone di concessione, ritenendolo ingiusto per un'attività ridotta alla sola gestione ordinaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento del **canone di concessione in proroga** è sempre dovuto, anche dopo la scadenza del contratto. La legge, infatti, lo impone. Tuttavia, l'azienda non è senza tutele: può chiedere una revisione delle condizioni economiche del contratto o un risarcimento danni al Comune per i ritardi nell'indire la nuova gara, ma non può semplicemente smettere di pagare il canone.
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IMU su beni demaniali: canone non esclude la tassa, vince il Comune
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di IMU su beni demaniali. Un'azienda, titolare di una concessione su un'area marittima, si era opposta a un avviso di accertamento IMU, sostenendo che il pagamento del canone di concessione escludesse già l'imposta, per evitare una doppia tassazione. La Suprema Corte ha dato ragione al Comune, chiarendo che canone e IMU hanno nature diverse. Il canone è il corrispettivo per l'uso del bene, mentre l'IMU è un tributo basato sulla sua disponibilità, che rappresenta capacità economica. Pertanto, non vi è alcuna doppia imposizione e l'imposta è dovuta. La sentenza del giudice precedente è stata annullata.
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Canone Concessione in Proroga: Paghi il Vecchio Prezzo o Recedi
Una società di distribuzione del gas, la cui concessione era scaduta, ha continuato a operare in regime di proroga legale. Il Comune ha preteso il pagamento del vecchio canone, ma la società si è opposta, sostenendo che fosse diventato economicamente insostenibile. La Cassazione ha dato ragione al Comune. Ha stabilito che il gestore deve pagare il canone concessione in proroga previsto dal contratto originario. Se le condizioni economiche cambiano, l'azienda non può chiedere direttamente al giudice di ridurre il canone, ma deve prima tentare una rinegoziazione con l'ente pubblico. In caso di fallimento, l'unica opzione è il recesso dal contratto, non la riduzione giudiziale del canone.
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Indennità di occupazione abusiva: no al canone per l’anno intero
Una società pubblicitaria si oppone alla richiesta di pagamento di un'indennità di occupazione abusiva calcolata dal Comune per un intero anno, a fronte di un'installazione di durata inferiore. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'azienda, stabilendo un principio fondamentale: l'indennità di occupazione abusiva non può essere determinata in via forfettaria su base annuale. Deve, invece, essere calcolata in base alla durata effettiva dell'occupazione illecita. Spetta al Comune l'onere di provare tale durata. La sentenza precedente viene annullata e la causa rinviata per un nuovo calcolo.
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Giurisdizione canone concessione: il giudicato esterno
La Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di giurisdizione canone concessione relativo alla distribuzione del gas naturale. Un ente locale aveva impugnato una sentenza del Consiglio di Stato che confermava la giurisdizione del giudice amministrativo su un aumento unilaterale del canone. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che sulla questione si era già formato un giudicato esterno tra le stesse parti in procedimenti precedenti riguardanti lo stesso rapporto concessorio.
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Canone pubblicitario: la Cassazione fa chiarezza
Una società pubblicitaria contesta il canone pubblicitario richiesto da un Ente Locale per l'uso di impianti comunali. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione tra canone di locazione di impianti pubblici e canone di concessione di suolo pubblico, confermando l'assoggettabilità ad IVA e i criteri di calcolo differenziati.
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Canone impianti pubblicitari: IVA e suolo pubblico
Una società ha contestato avvisi di pagamento per il canone impianti pubblicitari emessi da un comune, mettendo in discussione l'applicazione dell'IVA e i criteri di calcolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la locazione di impianti comunali è un'attività commerciale soggetta a IVA. Ha inoltre chiarito che, a differenza della concessione di suolo pubblico, il canone di locazione non deve essere necessariamente commisurato alla superficie di suolo occupata.
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