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Calunnia (Art. 368 C.P.)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi accusa falsamente un'altra persona di un reato, sapendola innocente, attraverso una denuncia formale alle autorità giudiziarie o di pubblica sicurezza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Astensione del Difensore: La Cassazione e il Rito Cartolare Pandemico
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava la sua condanna per calunnia (Art. 368 c.p.) e una pena sospesa. Il Lavoratore sosteneva che l'astensione del suo difensore dall'udienza avrebbe dovuto comportare un rinvio per garantire il diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, nel contesto del rito cartolare emergenziale pandemico, l'**astensione del difensore** non obbliga il giudice a rinviare l'udienza se non è stata richiesta una discussione orale. Il principio sancito è che l'astensione del difensore non invalida il procedimento in queste specifiche circostanze.
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Ricorso in Cassazione Inammissibile: Fatti vs. Diritto nella Calunnia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato da un Lavoratore, condannato per calunnia (Art. 368 c.p.). Il Lavoratore aveva impugnato una sentenza di condanna, ma i suoi motivi di ricorso si basavano su contestazioni di fatto e sulla mera riproposizione di argomenti già esaminati dai giudici precedenti. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti o delle prove, ma solo per questioni di diritto. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
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Falsa denuncia di smarrimento assegno: confermata la condanna
Un acquirente consegna un titolo di pagamento al venditore per concludere un acquisto. Subito dopo, l'acquirente presenta una falsa denuncia di smarrimento assegno alle autorità, bloccando l'incasso della somma concordata. Il venditore denuncia l'accaduto e il giudice di merito condanna l'autore per calunnia, ordinando il risarcimento del danno per l'intero valore del titolo. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando sia la responsabilità penale per calunnia sia l'obbligo risarcitorio verso la vittima.
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Calunnia contro pubblico ufficiale: accusa ritorsiva, pena severa
Un uomo viene condannato per il reato di calunnia contro pubblico ufficiale dopo aver mosso accuse false e ritorsive nei confronti di un agente di polizia giudiziaria. L'imputato presenta ricorso in Cassazione, lamentando una pena troppo severa e la mancata concessione di sconti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano la decisione precedente, sottolineando che la gravità del comportamento ritorsivo e l'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato giustificano pienamente il diniego delle attenuanti generiche. La condanna e le relative sanzioni economiche diventano definitive.
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Reato di calunnia: condanna confermata, ricorso inammissibile
Una donna, già condannata per il reato di calunnia per aver accusato ingiustamente un'altra persona, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa sul fatto che l'imputata ha semplicemente riproposto le stesse argomentazioni già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. Questo non è consentito in Cassazione, che non può riesaminare i fatti. Di conseguenza, la condanna per il reato di calunnia è diventata definitiva e la donna è stata condannata a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.
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