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Calcolo Del Tfr

9 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Calcolo del TFR e false trasferte: l’azienda perde il ricorso
Un ex dipendente ha ottenuto un decreto per il pagamento di spettanze e liquidazione. L'Azienda ha sostenuto che le somme indicate come trasferte fossero meri rimborsi e ha preteso la restituzione di un prestito e di ferie godute in eccesso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni di merito: le somme contrassegnate come trasferta celavano in realtà retribuzione per ore lavorative ordinarie e aggiuntive, rientrando a pieno titolo nel calcolo del TFR. Inoltre, il datore di lavoro non può richiedere la restituzione di ferie concesse in misura superiore al minimo di legge. L'Azienda non ha dimostrato la reale sussistenza del prestito, rivelatosi un mero acconto stipendiale. Il ricorso dell'Azienda è stato respinto con condanna alle spese.
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Calcolo del TFR: la Cassazione tutela l’intero rapporto
Una lavoratrice ha richiesto il pagamento di differenze retributive e del trattamento di fine rapporto maturato tra il 2007 e il 2014. La Corte d'Appello ha riconosciuto il lavoro straordinario solo a partire dal 2012, limitando erroneamente a tale data anche la spettanza della liquidazione finale ed escludendo gli anni precedenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della dipendente, chiarendo le regole sul calcolo del TFR. Il mancato svolgimento di straordinari prima del 2012 non azzera la liquidazione per il quadriennio iniziale. L'indennità deve essere calcolata sull'orario contrattuale ordinario per il primo periodo e sulla base maggiorata per il secondo.
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Calcolo del TFR: la Cassazione dà ragione ai dipendenti pubblici
Alcuni dipendenti non dirigenti di un ente pubblico per l'internazionalizzazione chiedevano l'inclusione di varie indennità e premi di produzione nel calcolo del TFR per il periodo dal 1990 al 2004. I giudici di merito avevano respinto la richiesta, ritenendo applicabile il regime dell'indennità di buonuscita anziché quello del trattamento di fine rapporto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei lavoratori, stabilendo che per il personale non dirigente assunto prima del 31 dicembre 1995 continua ad applicarsi il regime del trattamento di fine rapporto già precedentemente in vigore. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per procedere al corretto calcolo del TFR, valutando quali voci retributive debbano essere effettivamente incluse.
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Calcolo del TFR: dipendenti pubblici battono l’amministrazione
Alcuni dipendenti non dirigenti dell'Istituto Commercio Estero, assunti prima del 31 dicembre 1995, hanno richiesto l'inclusione di specifiche voci retributive nel calcolo del TFR per il periodo dal 1990 al 2004. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo applicabile il regime dell'indennità di buonuscita anziché quello del trattamento di fine rapporto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei lavoratori, stabilendo che per il personale non dirigente assunto prima di tale data continua ad applicarsi il regime del TFR. La Suprema Corte ha chiarito che il diritto al trattamento sorge solo alla cessazione del rapporto, respingendo l'eccezione di prescrizione sollevata dall'amministrazione poiché i rapporti di lavoro erano ancora in corso. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione delle voci da computare.
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Calcolo del TFR: dipendenti pubblici battono l’ente di Stato
Alcuni dipendenti non dirigenti di un ente pubblico hanno chiesto l'inclusione di varie indennità accessorie nel calcolo del TFR per il periodo 1990-2004. I giudici di merito avevano respinto la domanda, ritenendo applicabile il regime della buonuscita pubblica invece del TFR. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei lavoratori, stabilendo che per il personale non dirigente assunto prima del 31 dicembre 1995 si applica la disciplina del trattamento di fine rapporto e non quella della buonuscita. Di conseguenza, la Corte ha cassato la decisione precedente e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per ricalcolare le somme spettanti, rigettando anche l'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente pubblico, poiché il diritto sorge solo al termine del rapporto lavorativo.
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Calcolo del TFR: la Cassazione tutela l’assegno aziendale fisso
Alcuni ex dipendenti di una fondazione lirica hanno richiesto l'inclusione di un assegno integrativo aziendale nel calcolo del TFR. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda basandosi su una clausola dell'accordo aziendale che negava effetti retributivi a tale voce. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che il calcolo del TFR deve seguire il principio di onnicomprensività previsto dall'art. 2120 c.c. Gli accordi aziendali possono derogare alla legge solo se la volontà di esclusione è chiara, univoca e coordinata con il contratto collettivo nazionale. Poiché l'assegno era fisso e continuativo, la sua esclusione richiedeva un'analisi interpretativa più rigorosa, non limitata al solo dato letterale della clausola aziendale.
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Calcolo del TFR: lo straordinario fisso entra nella liquidazione
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa controversia riguardante il calcolo del TFR per alcuni ex dipendenti di una prestigiosa fondazione teatrale. Il punto centrale della disputa riguardava l'inclusione dello straordinario domenicale e di un assegno integrativo aziendale nella base pensionabile. Mentre la Corte d'Appello aveva riconosciuto la natura continuativa dello straordinario domenicale, basandosi sulle buste paga prodotte, aveva escluso l'assegno integrativo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della fondazione, poiché mirava a una rivalutazione dei fatti già accertati, e ha respinto il ricorso incidentale dei lavoratori perché presentato oltre i termini di legge. La decisione conferma che lo straordinario non occasionale deve essere computato nel calcolo del TFR.
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Calcolo del TFR: la Cassazione tutela l’assegno aziendale
Una dipendente di una fondazione culturale ha agito in giudizio per ottenere l'inclusione di un assegno integrativo aziendale nel calcolo del TFR. La Corte d'Appello aveva rigettato la richiesta, valorizzando una clausola dell'accordo aziendale che definiva l'emolumento non valido a nessun effetto retributivo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato tale decisione, sottolineando che il calcolo del TFR si basa su un principio di onnicomprensività derogabile solo con volontà chiara e univoca. I giudici di legittimità hanno rilevato che l'interpretazione del contratto collettivo non può fermarsi al dato letterale, ma deve coordinare le diverse clausole nazionali e aziendali. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione che rispetti i criteri di interpretazione complessiva del contratto.
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Calcolo del TFR: tra onnicomprensività e deroghe aziendali
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa controversia riguardante il Calcolo del TFR per alcuni ex dipendenti di una fondazione culturale. Il nodo del contendere riguardava l'inclusione di un assegno integrativo aziendale e dei compensi per lo straordinario domenicale nella base di calcolo. Mentre la Corte d'Appello aveva escluso l'assegno sulla base di una clausola contrattuale generica e incluso lo straordinario presumendone la continuità, la Cassazione ha ribaltato tali conclusioni. Gli Ermellini hanno stabilito che la deroga al principio di onnicomprensività del TFR deve essere chiara e univoca, non bastando la dicitura 'non valido a fini retributivi'. Inoltre, hanno chiarito che il lavoro domenicale non è automaticamente straordinario se non si prova il superamento dell'orario contrattuale, rinviando la causa per un nuovo esame.
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