Un gruppo di chirurghi ortopedici ha citato in giudizio il proprio ospedale per ottenere il riconoscimento dell'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Suprema Corte ha ribadito che, per il personale non specificamente addetto alla radiologia, il diritto all'indennità non è automatico ma richiede una prova rigorosa di un'esposizione continua e significativa a un rischio radiologico paragonabile a quello del personale di radiologia. Nel caso specifico, i chirurghi non sono riusciti a fornire tale prova, poiché il tempo di esposizione settimanale è stato giudicato minimo (circa un minuto) e le misurazioni dei dosimetri personali erano inferiori alle soglie di sicurezza.
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