Un datore di lavoro accusava un ex dipendente di un complesso schema fraudolento basato sulla manipolazione della cassa e dei terminali di gioco. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento del datore, confermando la decisione di primo grado. La sentenza sottolinea come il datore di lavoro non abbia soddisfatto l'onere della prova, presentando prove insufficienti, generiche e contraddittorie che non permettevano di attribuire con certezza la condotta illecita al lavoratore.
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