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C.E.D.U.

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali. È un trattato internazionale per proteggere i diritti umani.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per Cassazione personale: appello fai-da-te inammissibile
Un condannato presenta un reclamo per le condizioni di detenzione, che viene respinto. Decide quindi di presentare un **Ricorso per Cassazione personale**, cioè firmato direttamente da lui senza l'assistenza di un legale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa su una legge del 2017 (la cosiddetta 'Riforma Orlando') che ha eliminato la possibilità per l'imputato o il condannato di presentare personalmente ricorso. Ora è obbligatorio che l'atto sia sottoscritto da un avvocato cassazionista. A causa di questo errore procedurale, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa di tremila euro.
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Espulsione dello straniero detenuto: legami familiari non bastano
Uno straniero condannato per reati gravi stava scontando la pena in carcere. Il giudice ordina l'espulsione dello straniero detenuto come misura alternativa alla detenzione, poiché l'uomo risulta privo di permesso di soggiorno. Il Condannato fa ricorso, sostenendo di avere forti legami in Italia, tra cui un'azienda, una madre italiana e un'ex moglie. Chiede di restare, affermando che lo Stato non ha valutato la sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che i legami familiari non bastano per bloccare il provvedimento se manca la convivenza effettiva con un cittadino italiano. Inoltre, il rimpatrio è automatico per chi non ha i documenti in regola, senza bisogno di valutare la pericolosità sociale. Il Condannato perde la causa e sarà rimpatriato.
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Violazione CEDU: l’istanza personale è obbligatoria, ricorso nullo
Un detenuto, tramite il suo avvocato, ha chiesto di eliminare gli effetti di una condanna per violazione dei diritti sanciti dalla C.E.D.U. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio chiave affermato è che l'istanza personale ex art. 628-bis c.p.p. è un requisito fondamentale. La richiesta deve essere presentata e sottoscritta direttamente dal condannato, non potendo essere interamente delegata al legale, anche se munito di procura speciale. La genericità e la forma caotica dell'atto hanno contribuito alla decisione negativa, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per l’unica casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone contro un ordine di demolizione relativo a una sopraelevazione abusiva adibita a unica abitazione. I ricorrenti lamentavano la violazione del diritto alla casa e rischi per la stabilità dell'edificio. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può sanare un abuso edilizio, e che le doglianze sulla stabilità erano generiche e non provate, confermando la piena legittimità dell'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo e perché
Due soggetti hanno contestato un ordine di demolizione per un appartamento abusivo, sostenendo che fosse la loro unica abitazione e sede lavorativa, e che fosse pendente un ricorso amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la pendenza di un appello amministrativo non sospende automaticamente la demolizione e che il diritto all'abitazione non può giustificare il mantenimento di un immobile costruito illegalmente.
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Comodato precario e rilascio: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'area comunale concessa in uso a una comunità. La Suprema Corte ha confermato la natura di comodato precario del contratto, legittimando la richiesta di rilascio immediato da parte del Comune. L'ordinanza chiarisce che l'assenza di un termine specifico e la natura emergenziale dell'accordo prevalgono sulle esigenze abitative degli occupanti, rendendo il ricorso di questi ultimi inammissibile.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un'espulsione, a causa di una motivazione apparente. Il giudice di merito aveva utilizzato una formula generica senza analizzare la specifica situazione personale e familiare dello straniero, violando il diritto a un provvedimento motivato. La Cassazione ha stabilito che il mancato esame del diritto alla vita privata e familiare rende la decisione nulla, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
Un proprietario ha impugnato un ordine di demolizione per due unità abitative abusive, sostenendo fossero la sua unica casa e che vi fossero domande di condono in sospeso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che le domande di condono erano inammissibili poiché le opere erano state completate dopo la scadenza di legge. Inoltre, la demolizione è stata ritenuta una misura proporzionata, bilanciando il diritto all'abitazione con l'interesse pubblico al rispetto delle normative urbanistiche.
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