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Braccialetto Elettronico

173 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Dispositivo di controllo a distanza utilizzato per monitorare il rispetto degli arresti domiciliari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Misure cautelari: Braccialetto elettronico insufficiente? La Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due persone indagate per tratta di persone e sfruttamento del lavoro. Inizialmente sottoposte a custodia cautelare in carcere, la misura è stata poi sostituita con gli arresti domiciliari e l'uso del braccialetto elettronico. Il Tribunale, su appello del Pubblico Ministero, ha ripristinato la custodia in carcere. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha ritenuto che il Tribunale non avesse motivato adeguatamente l'insufficienza del braccialetto elettronico per le misure cautelari, né avesse fornito prove concrete sulla presunta capacità degli indagati di eludere i controlli. Il caso tornerà al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Spaccio in casa: legittima la custodia cautelare in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto nella sua abitazione oltre un chilo e mezzo di droga tra hashish e marijuana, bilancini e una serra per la coltivazione. La difesa chiedeva la concessione degli arresti domiciliari, valorizzando la confessione, l'assenza di precedenti specifici e l'attività di bracciante agricolo. I giudici hanno stabilito che la misura domiciliare, anche con braccialetto elettronico, risulta del tutto inidonea a frenare il pericolo di recidiva quando la base operativa dello spaccio coincide con la dimora dell'indagato.
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Cocaina in auto: confermata la custodia cautelare in carcere
L'Indagata, sorpresa alla guida della propria auto con un ingente carico di cocaina e cinque telefoni cellulari, chiedeva la sostituzione della misura restrittiva con gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico. La difesa evidenziava lo stato di incensuratezza della donna e un asserito atteggiamento collaborativo. I giudici hanno invece confermato la custodia cautelare in carcere. La decisione si fonda sull'elevata spregiudicatezza della donna, la quale aveva coinvolto nel trasporto la giovane figlia e un'amica. Inoltre, i contatti illeciti erano avvenuti all'interno della stessa abitazione di residenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo la custodia cautelare in carcere l'unico presidio idoneo a impedire la reiterazione dei reati.
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Custodia in Carcere vs Arresti Domiciliari: L’Adeguatezza Misura Cautelare
Un indagato, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, ha chiesto di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo che la sua pericolosità sociale, la tendenza a eludere i controlli (usando alias e con un tentativo di fuga), e l'assenza di reddito lecito rendessero gli arresti domiciliari inadeguati a prevenire la reiterazione del reato e il pericolo di fuga. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la corretta valutazione sull'adeguatezza misura cautelare e la necessità della detenzione in carcere.
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Cocaina e carcere: negata la sostituzione misura cautelare
Un imputato condannato per trasporto di oltre due chilogrammi di cocaina ha richiesto la sostituzione misura cautelare dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari. La difesa sosteneva che il tempo trascorso (un anno e mezzo) e la collaborazione con gli inquirenti avessero affievolito il pericolo di reiterazione del reato. I giudici di merito hanno respinto la richiesta ritenendo inidonei anche i domiciliari con braccialetto elettronico, dato il radicato inserimento del soggetto in circuiti internazionali del narcotraffico. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'istanza. Gli Ermellini hanno ribadito che la mera ammissione dei fatti non elimina il pericolo concreto e attuale di nuovi reati né tronca i legami criminali.
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Sostituzione misura cautelare: ricorso riqualificato per nuova chance
Un Imputato, detenuto in custodia cautelare, ha chiesto la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico. La Corte d'Appello aveva rigettato questa richiesta. L'Imputato ha presentato personalmente un'impugnazione. La Corte di Cassazione ha qualificato l'atto come un appello cautelare e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame di Bari per una nuova valutazione. La decisione riguarda l'errata qualificazione dell'atto presentato dall'Imputato per la sostituzione misura cautelare.
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Custodia cautelare in carcere confermata per il vertice del traffico
Un imputato, condannato in primo grado a oltre undici anni di reclusione per associazione finalizzata al narcotraffico, ha richiesto la sostituzione della misura restrittiva con gli arresti domiciliari e l'uso del braccialetto elettronico presso l'abitazione della sorella. Il Tribunale ha respinto l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la custodia cautelare in carcere resta l'unica misura idonea. Per i reati associativi gravi opera una presunzione legale di adeguatezza del carcere. Il ruolo di vertice dell'indagato, la gestione di una vasta rete di corrieri e la possibilità di impartire ordini a distanza rendono inefficace il controllo domiciliare, richiedendo la massima tutela delle esigenze di sicurezza.
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Carcere o Arresti Domiciliari con Braccialetto Elettronico: la Cassazione decide
Un imputato, accusato di rapina, ha chiesto di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale ha rigettato la sua richiesta. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la motivazione del rifiuto fosse insufficiente, specialmente riguardo all'uso del braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha stabilito che se il giudice ritiene la custodia in carcere l'unica misura adeguata per contenere il pericolo di reiterazione criminosa, questa valutazione include implicitamente l'inadeguatezza degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Pertanto, il ricorso è stato rigettato, confermando la decisione del Tribunale.
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Omicidio e Misure Cautelari: Braccialetto Elettronico Inadeguato
Un Imputato, accusato di omicidio aggravato e violenza privata, era stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L'Accusa ha impugnato questa decisione, ritenendo la misura inadeguata. Il Tribunale del Riesame ha accolto l'appello, evidenziando la pericolosità dell'Imputato e l'insufficienza del braccialetto elettronico per contenere il rischio di fuga e di reiterazione del reato, soprattutto in un contesto di precarie condizioni di vita. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'ordinanza iniziale che aveva disposto gli arresti domiciliari era priva di motivazione adeguata riguardo all'attenuazione delle esigenze cautelari. La decisione sottolinea l'importanza di valutare correttamente le Misure cautelari e omicidio.
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Misure Cautelari: Carcere o Obbligo di Dimora? La Cassazione Decide
L'Indagato, accusato di tentato omicidio e altri reati per aver sparato contro due Carabinieri, era stato inizialmente sottoposto a custodia cautelare in carcere. Il Giudice per le Indagini Preliminari aveva poi disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame, su ricorso del Pubblico Ministero, aveva ripristinato la custodia in carcere, criticando la decisione del GIP per mancanza di motivazione e di nuovi elementi. La Cassazione ha annullato l'ordinanza del Riesame senza rinvio. Questo perché, nel frattempo, il Tribunale competente aveva già sostituito gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora, rendendo superata la decisione impugnata sulle misure cautelari.
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Sostituzione della custodia cautelare: rigetto e limiti di legge
L'Imputato, condannato in primo grado a oltre nove anni di reclusione per associazione finalizzata al narcotraffico internazionale, ha richiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari muniti di braccialetto elettronico. La difesa ha invocato il tempo trascorso dai fatti, l'ammissione di colpa e la concessione dei domiciliari ad altri coimputati per dimostrare l'attenuazione del pericolo di reiterazione. I giudici territoriali hanno rigettato l'istanza evidenziando la persistente gravità della condotta e la possibilità di mantenere contatti criminali a distanza anche dall'abitazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il mero decorso del tempo e le decisioni favorevoli verso terzi non integrano elementi nuovi idonei ad attenuare il quadro cautelare.
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Misure cautelari: Arresti domiciliari negati per tentato omicidio
Un Lavoratore, condannato per tentato omicidio, ha chiesto di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. I giudici hanno ritenuto che sussistesse ancora un concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, nonostante la buona condotta in carcere e il risarcimento del danno alla vittima. Le modalità violente del fatto originario e i legami con un contesto criminale hanno prevalso sugli elementi positivi presentati, confermando l'inadeguatezza di misure cautelari meno afflittive.
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Revoca misura cautelare negata: legami criminali persistenti
Un individuo, già condannato in primo grado per traffico di droga e associazione criminale con aggravante mafiosa, ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere o la sua sostituzione con gli arresti domiciliari. Ha sostenuto di aver interrotto i legami con il sodalizio criminale e di aver cambiato residenza. Il Tribunale e la Cassazione hanno respinto la richiesta di revoca misura cautelare. Hanno ritenuto che gli elementi presentati non fossero nuovi o sufficienti a superare le esigenze cautelari, data la sua lunga militanza nel clan e la presunzione cautelare legata ai reati commessi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Custodia in Carcere vs. Arresti Domiciliari: L’Adeguatezza Misure Cautelari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico. Il Tribunale del Riesame aveva già rigettato la richiesta, evidenziando la gravità del reato (omicidio) e la pericolosità sociale dell'individuo. La Cassazione ha ribadito che la valutazione sull'Adeguatezza misure cautelari spetta ai giudici di merito. Il ricorso non ha contestato i fatti ma solo la motivazione sull'adeguatezza. La Corte ha confermato la validità della decisione del tribunale, che ha correttamente motivato l'insufficienza di una misura meno afflittiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Custodia cautelare in carcere per 170 chili di marijuana
Le autorità hanno arrestato l'indagato dopo la scoperta di circa centosettanta chili di marijuana, nascosti in un camper appositamente modificato e in un capannone, insieme a ventimila euro in contanti. Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per fermare il pericolo di reiterazione del reato. L'indagato ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La difesa ha sostenuto la modesta entità dei precedenti penali e la mancanza di motivazione sulla scelta carceraria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'enorme carico di stupefacente, i nascondigli professionali e i contatti stabili con la criminalità organizzata rendono la misura carceraria l'unica soluzione adeguata.
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Misure Cautelari: Ricorso Inammissibile se si Ripropongono Vecchie Questioni
Un Lavoratore, accusato di rapina, era stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Questa decisione seguiva un precedente annullamento della Cassazione, che aveva confermato i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, ma aveva censurato l'applicazione automatica della custodia in carcere. Il Lavoratore ha presentato un nuovo ricorso, contestando nuovamente gli indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non si possono riproporre questioni già decise in sede di rinvio. L'esito finale ha visto il Lavoratore soccombente, condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Custodia cautelare in carcere per la maxi piantagione
Le forze dell'ordine hanno sorpreso l'indagato mentre curava una vasta coltivazione di marijuana composta da 305 piante, idonee a produrre oltre un milione e ottocento mila dosi. Il Tribunale del Riesame ha disposto la custodia cautelare in carcere, considerando i precedenti specifici dell'uomo e l'elevata quantita di sostanza. L'indagato ha proposto ricorso in Cassazione eccependo irregolarita nella campionatura e chiedendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'omesso avviso al difensore per la campionatura non annulla il sequestro. Inoltre, la gravita dei fatti e i precedenti giustificano pienamente la custodia cautelare in carcere, rendendo i domiciliari del tutto inadeguati.
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Violazione Arresti Domiciliari: Dalla Casa al Carcere, la Revoca è Legittima
Un Lavoratore, condannato per reati legati agli stupefacenti, si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Ha violato le prescrizioni allontanandosi da casa, il che ha portato alla revoca degli arresti domiciliari e al suo ritorno in carcere. Il Lavoratore ha impugnato questa decisione, sostenendo l'assenza di un valido motivo per la sua "inaffidabilità" e l'efficacia del braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la violazione delle misure cautelari giustifica il ripristino della detenzione in carcere, specialmente in presenza di un persistente pericolo di reiterazione del reato, rendendo la doglianza manifestamente infondata.
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Corriere della droga: adeguatezza della misura cautelare
Un indagato finisce in custodia cautelare in carcere con l'accusa di aver trasportato partite di cocaina nel ruolo di corriere per conto di un'organizzazione criminale. Il Tribunale del Riesame conferma la misura di massimo rigore, ritenendo la custodia in carcere indispensabile per frenare il pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione convalida la gravità degli indizi e la pericolosità del soggetto, ma accoglie il ricorso sulla scelta della misura detentiva. I giudici supremi evidenziano un difetto logico nella valutazione sulla adeguatezza della misura cautelare: l'attività di trasporto richiede mobilità sul territorio, un fattore che gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico possono neutralizzare efficacemente. La Suprema Corte annulla quindi l'ordinanza limitatamente alla misura applicata e rinvia gli atti per un nuovo esame.
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Custodia cautelare in carcere: annullata per il corriere
Un indagato subisce la custodia cautelare in carcere con l'accusa di aver trasportato partite di cocaina per conto di un'organizzazione criminale. La difesa contesta sia la gravità indiziaria sia l'eccessiva severità della misura, richiedendo i domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione conferma la validità degli indizi e la pericolosità sociale del soggetto, ma accoglie il motivo relativo all'adeguatezza della misura. L'attività di corriere richiede continui spostamenti sul territorio e il controllo domiciliare elettronico può neutralizzare efficacemente il rischio di recidiva. I giudici annullano l'ordinanza con rinvio limitatamente alla scelta della misura cautelare.
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