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Bookmaker

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183 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imposta unica scommesse: legittima per bookmaker esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5675/2024, ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la piena legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non è discriminatoria né contraria al diritto UE, e ha riaffermato la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) locale per il pagamento del tributo relativo all'anno 2013.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
Una società di scommesse estera era stata ritenuta non responsabile per l'imposta unica sulle scommesse per il 2009 da un tribunale regionale, che aveva erroneamente esteso una sentenza della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che, sebbene le ricevitorie italiane fossero esenti dalla tassa per gli anni precedenti al 2011, il bookmaker estero rimaneva l'unico soggetto passivo tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2010, sostenendo di non essere soggetto passivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4967/2024, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione e con sede all'estero. La Corte ha confermato che la normativa non viola i principi UE di non discriminazione e libera prestazione di servizi, richiamando precedenti sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE.
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Imposta Unica Scommesse: CTD non paga per il 2007
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3622/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse non può essere richiesta al titolare di un Centro Trasmissione Dati (CTD) per gli anni d'imposta precedenti al 2011. Basandosi su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno affermato che l'applicazione retroattiva della norma violerebbe il principio di capacità contributiva, poiché l'operatore non aveva la possibilità di trasferire il carico fiscale sul bookmaker estero. Di conseguenza, la pretesa fiscale per l'anno 2007 è stata annullata.
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Imposta unica scommesse: CTD e bookmaker responsabili
Un bookmaker estero e il suo centro di trasmissione dati italiano hanno impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la loro responsabilità solidale. Per i periodi d'imposta successivi al 2011, la Corte ha ritenuto la tassazione conforme ai principi UE e costituzionali, poiché la normativa nazionale mira a tutelare l'ordine pubblico e a prevenire l'evasione fiscale senza discriminare gli operatori stranieri.
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Imposta scommesse: sanzioni annullate per incertezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27233/2025, ha stabilito un importante principio in materia di imposta scommesse. Un operatore estero, che operava in Italia tramite centri di trasmissione dati senza concessione, si è visto confermare l'obbligo di pagare l'imposta per l'annualità 2008, ma annullare le relative sanzioni. La Corte ha riconosciuto una condizione di "incertezza normativa oggettiva" nel quadro legislativo precedente alla legge interpretativa del 2010, escludendo la punibilità della condotta del contribuente, pur mantenendo fermo l'obbligo tributario.
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Imposta Unica Scommesse: la responsabilità del bookmaker
Un operatore estero di scommesse è stato ritenuto responsabile per l'Imposta Unica Scommesse del 2010, nonostante una precedente decisione avesse esentato il suo centro di trasmissione dati italiano. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito, specificando che l'obbligazione fiscale del bookmaker è autonoma e indipendente da quella dell'intermediario locale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un'istanza di conciliazione basata su una nuova legge, confermandone la non retroattività.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2797/2024, ha stabilito che un bookmaker estero è soggetto passivo dell'Imposta Unica Scommesse anche per l'annualità 2010. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker è autonoma e non dipende da quella del centro trasmissione dati italiano. È stata inoltre respinta l'istanza di conciliazione basata su una nuova normativa, ritenuta non applicabile ai giudizi già pendenti, e sono state disattese le questioni di compatibilità con il diritto europeo.
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per bookmaker esteri
La Cassazione, con l'ordinanza 2775/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse si applica anche ai bookmaker esteri privi di concessione che raccolgono gioco in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso di una società estera, confermando la piena legittimità dell'imposizione fiscale e la natura paritetica della solidarietà con i gestori locali, escludendo qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2750/2024, ha rigettato il ricorso di un Centro Trasmissione Dati (CTD) e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva alle parti di rinegoziare i loro accordi commerciali per trasferire l'onere fiscale, superando i profili di incostituzionalità validi solo per gli anni precedenti. È stata inoltre respinta la tesi della violazione del diritto UE, poiché l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano senza discriminazioni.
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Imposta unica scommesse: CTD non responsabili
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse a carico di un Centro Trasmissione Dati (CTD). Facendo leva su una sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che per le annualità d'imposta antecedenti al 2011, il soggetto passivo del tributo è esclusivamente il bookmaker che organizza le scommesse, e non l'intermediario che si limita a raccogliere le giocate.
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Imposta Unica scommesse: CTD non tassabile prima del 2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2153/2024, ha stabilito che i Centri Trasmissione Dati (CTD) non sono soggetti passivi dell'Imposta Unica scommesse per le annualità d'imposta precedenti al 2011. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 27/2018) che ha dichiarato illegittima l'estensione retroattiva della responsabilità fiscale a tali intermediari. Per il periodo in esame (anno 2007), l'unico soggetto tenuto al pagamento del tributo è il bookmaker, con o senza concessione, e non il centro che si limita a raccogliere le giocate.
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Imposta Unica scommesse: Cassazione annulla pretesa
Un centro trasmissione dati (CTD) per un bookmaker estero è stato oggetto di un accertamento per l'Imposta Unica scommesse relativa all'anno d'imposta 2007. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, annullando la pretesa fiscale. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito l'illegittimità dell'imposizione a carico dei CTD per le annualità precedenti al 2011, in quanto questi non potevano trasferire l'onere del tributo al bookmaker. Di conseguenza, per quel periodo, l'unico soggetto passivo è il bookmaker stesso.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32986/2024, ha respinto il ricorso di un centro trasmissione dati e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse relativa agli anni 2011 e 2012. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva agli intermediari di rinegoziare i contratti per traslare l'onere fiscale sul bookmaker, rendendo legittima l'imposizione. Sono stati rigettati anche i motivi relativi a vizi procedurali e presunte violazioni del diritto UE.
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Imposta unica scommesse: no sanzioni per il passato
Una società di scommesse estera ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2010. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32028/2024, ha confermato che il tributo è dovuto anche dagli operatori privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia. Tuttavia, ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa esistente prima delle modifiche legislative del 2010, che giustifica la non punibilità della violazione.
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Incertezza Normativa Sanzioni: Cassazione Annulla
Una società di scommesse estera è stata multata per evasione dell'imposta unica del 2008. La Cassazione ha confermato la debenza del tributo ma ha annullato le sanzioni, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa sanzioni prima della legge chiarificatrice del 2010. La Corte ha ritenuto che l'ambiguità della legge giustificasse la non applicazione delle penalità.
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Sanzioni imposta unica: la Cassazione decide sul 2011
La Cassazione ha stabilito che le sanzioni imposta unica per l'anno 2011 sono dovute. Ha annullato la decisione di secondo grado che le aveva cancellate per incertezza normativa, specificando che la Legge 220/2010 aveva già chiarito la responsabilità solidale tra ricevitoria e bookmaker estero, eliminando ogni dubbio interpretativo per le annualità successive al 2010.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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Regolarizzazione Fiscale Scommesse: Nuova Sentenza
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della regolarizzazione fiscale scommesse. Un bookmaker aveva aderito alla procedura sanando la propria posizione, ma un suo centro scommesse affiliato (CTD) no. L'Agenzia delle Dogane ha quindi ritenuto il bookmaker solidalmente responsabile per le imposte non versate dal CTD. La Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, affermando che la regolarizzazione del solo bookmaker non è sufficiente se anche il CTD non completa tutti i passaggi previsti dalla legge, inclusa l'adesione. La responsabilità solidale del bookmaker, pertanto, rimane.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un operatore di scommesse estero che contestava l'applicazione dell'imposta unica scommesse per gli anni 2009, 2010 e 2011. L'ordinanza conferma la legittimità dell'imposta per gli operatori stranieri che raccolgono gioco in Italia, ritenendola non discriminatoria e compatibile con il diritto UE. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando le sanzioni relative agli anni 2009 e 2010 a causa della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente prima della legge interpretativa del 2010, che ha chiarito l'ambito di applicazione del tributo.
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