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Bilancino

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Strumento di precisione utilizzato per pesare piccole quantità di sostanza, spesso associato al confezionamento di dosi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Destinazione allo spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto trovato in possesso di 65 grammi di marijuana, ritenendo sussistente la destinazione allo spaccio. La decisione si basa su elementi oggettivi quali il numero di dosi ricavabili (117), il frazionamento della sostanza in più contenitori e il possesso di un bilancino di precisione. Fondamentale è stata anche la testimonianza di un acquirente che ha confermato acquisti settimanali per un lungo periodo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché volto a richiedere una nuova valutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Uso personale di stupefacenti: i limiti di legge
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a carico di un soggetto trovato in possesso di hashish equivalente a 399 dosi. Nonostante la difesa sostenesse la tesi dell'uso personale di stupefacenti, la presenza di un bilancino di precisione e il frazionamento della sostanza in più bustine hanno indotto i giudici a ritenere configurabile il reato di spaccio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.
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Detenzione stupefacenti: i criteri per lo spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione stupefacenti a carico di un soggetto che sosteneva l'uso personale della sostanza. I giudici hanno ritenuto che la quantità rinvenuta, le modalità di occultamento fuori dall'abitazione e il possesso di un bilancino di precisione fossero prove inequivocabili della destinazione a terzi. La sentenza ha inoltre confermato la recidiva specifica e negato le attenuanti generiche, evidenziando l'irrilevanza di una collaborazione meramente confermativa di fatti già accertati.
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Coltivazione di stupefacenti: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di coltivazione di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio a carico di un soggetto trovato in possesso di tre piante di marijuana e 290 grammi di sostanza essiccata. Nonostante la tesi difensiva sostenesse l'uso personale, i giudici hanno ritenuto determinanti la presenza di un bilancino di precisione, un sistema di aerazione e il considerevole dato ponderale della droga. La sentenza ribadisce che la coltivazione domestica non è punibile solo se minima e priva di indici di inserimento nel mercato illegale.
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Sostanze stupefacenti: il kit da spaccio è prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di sostanze stupefacenti. Nonostante la difesa sostenesse l'uso personale, il ritrovamento di un kit completo per il confezionamento, comprendente bilancino, mannitolo e 115 bustine, ha confermato la finalità di spaccio. La Corte ha valorizzato la professionalità della condotta e i precedenti penali dell'imputato per confermare la pena.
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Finalità di spaccio: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, stabilendo che la finalità di spaccio è oggettivamente provata dal rinvenimento di un bilancino di precisione e di materiale per il confezionamento. Il ricorrente aveva contestato la destinazione della droga, sostenendo l'uso personale, ma i giudici hanno ritenuto tale tesi incompatibile con il dato ponderale e gli strumenti ritrovati. La Corte ha inoltre convalidato il diniego delle attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva, evidenziando la pericolosità sociale del soggetto desunta dai precedenti penali per reati contro il patrimonio, accomunati dal medesimo fine di lucro.
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Pene sostitutive: guida alla richiesta in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità che lamentava l'omessa valutazione della richiesta di pene sostitutive. Mentre la responsabilità penale è stata confermata a causa del rinvenimento di un bilancino e delle modalità di occultamento della droga, la Suprema Corte ha annullato la sentenza d'appello nella parte relativa alla sanzione. I giudici di merito avevano erroneamente dichiarato inammissibile l'istanza di lavoro di pubblica utilità presentata con le note scritte. La Cassazione ha chiarito che, in virtù del regime transitorio della Riforma Cartabia, tale richiesta è tempestiva se presentata prima della conclusione del procedimento d'appello per i casi iniziati prima del 2022.
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Detenzione ai fini di spaccio: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione ai fini di spaccio. Nonostante la difesa sostenesse che i 49 grammi di marijuana rinvenuti fossero destinati all'uso personale, la Corte ha confermato la condanna basandosi sulla precedente cessione di 2 grammi e sul possesso di un bilancino di precisione e bustine per il confezionamento. La decisione ribadisce che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se supportata da una motivazione logica e coerente.
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Uso personale stupefacenti: i limiti della detenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di hashish e resistenza a pubblico ufficiale. La difesa invocava l'uso personale stupefacenti, ma il possesso di 30 grammi di sostanza e di un bilancino di precisione, unitamente alla violenza esercitata per impedire il sequestro, hanno confermato la finalità di spaccio. I giudici hanno inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta aggressiva verso le autorità.
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Spaccio di stupefacenti: i limiti della tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti di lieve entità. La decisione conferma che elementi come il possesso di un bilancino di precisione, il frazionamento della sostanza e l'occultamento in diversi luoghi provano la finalità di vendita. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa del quantitativo non esiguo e della condotta post-delittuosa del soggetto.
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