LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Base Imponibile — Anno 2025

Pagina 3 di 5

97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

Rimborso IVA negato se l’attività non inizia mai
Una contribuente ha acquistato un immobile per un'attività imprenditoriale che non è mai stata avviata a causa di impedimenti burocratici. Dopo aver chiuso la Partita IVA, ha richiesto il rimborso dell'imposta versata sull'acquisto. La Corte di Cassazione ha confermato il rimborso IVA negato, stabilendo che il diritto alla detrazione e al conseguente rimborso viene meno se il bene non viene più destinato, in via definitiva, a un'operazione soggetta a imposta. È quindi necessaria una rettifica della detrazione iniziale.
Continua »
Abbattimento indennità buonuscita: la Cassazione decide
La Cassazione ha confermato il diritto di un ex dipendente pubblico regionale a un maggiore abbattimento dell'indennità di buonuscita. La controversia verteva sull'applicazione di una legge regionale siciliana che prevedeva una riduzione del 50% della base imponibile per i dipendenti andati in pensione prima del 1° gennaio 2004. L'Agenzia delle Entrate sosteneva l'applicazione di una detrazione inferiore. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando che la "clausola di salvaguardia" della legge regionale tutela i diritti acquisiti, garantendo l'applicazione del calcolo più favorevole.
Continua »
Imposta ipotecaria permuta: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che in caso di permuta immobiliare, anche tra beni strumentali soggetti a IVA, l'imposta ipotecaria si calcola su un'unica base imponibile. Questa corrisponde al valore del bene che dà luogo all'applicazione della maggiore imposta, trattando la permuta come un negozio giuridico unitario. La Corte ha stabilito che i criteri IVA, che considerano la permuta come due operazioni distinte, sono irrilevanti ai fini del calcolo dell'imposta ipotecaria.
Continua »
Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
Continua »
Deducibilità ammortamento: le regole della Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che per la deducibilità ammortamento dei beni aziendali non è sufficiente provarne l'utilizzo nell'attività d'impresa. È necessario dimostrare anche il rispetto dei criteri di sistematicità civilistici e dei coefficienti fiscali. La Corte ha ribaltato una decisione di merito, sottolineando che l'onere della prova grava interamente sul contribuente, che deve indicare analiticamente i costi e giustificare il processo di ammortamento seguito.
Continua »
Concessioni demaniali: imposta di registro intera
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7996/2025, ha stabilito che per le concessioni demaniali stipulate prima della riforma del 2012, l'imposta di registro deve essere calcolata sull'ammontare totale dei canoni previsti per l'intera durata del contratto, e non pagata annualmente. Il caso riguardava una concessione portuale di 60 anni, per la quale l'Agenzia Fiscale richiedeva il pagamento anticipato dell'imposta sull'intero valore. La Corte ha chiarito che il regime agevolato previsto per le locazioni di immobili urbani non si applica alle concessioni di beni demaniali, che seguono la regola generale della tassazione sull'intero valore contrattuale.
Continua »
Conoscenza qualificata per riduzione IMU: la Cassazione
Una società immobiliare ha richiesto la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile, sostenendo che il Comune fosse a conoscenza del suo stato di degrado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione, stabilendo che una generica conoscenza dei fatti non è sufficiente. È necessaria una 'conoscenza qualificata', ovvero basata su atti e documenti ufficiali dell'ente. La prova di tale conoscenza è a carico del contribuente. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Contributi lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi per i lavoratori dello spettacolo sussiste anche per prestazioni occasionali e non esclusive. L'ordinanza chiarisce che l'appartenenza a una delle categorie professionali previste dalla legge è il fattore determinante. Inoltre, ha confermato che l'esenzione contributiva per i compensi legati ai diritti d'immagine è limitata a una quota forfettaria del 40% del totale percepito, respingendo la richiesta di un'esclusione totale dalla base imponibile. Il ricorso di una società di management artistico contro l'ente previdenziale è stato quindi rigettato.
Continua »
Rimborso IVA utente finale: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto un rimborso IVA direttamente all'Amministrazione Finanziaria per oneri di sistema erroneamente inclusi nella base imponibile della fornitura elettrica. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la regola generale per il rimborso IVA utente finale prevede un'azione civile contro il fornitore e non un'azione diretta contro il Fisco, salvo casi eccezionali come il fallimento del fornitore.
Continua »
Oneri di sistema e IVA: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8819/2025, ha stabilito due principi fondamentali in materia di IVA sulla bolletta elettrica. In primo luogo, ha dichiarato inammissibile la richiesta di rimborso IVA diretta da parte di un'azienda consumatrice all'Agenzia delle Entrate, chiarendo che tale azione va esperita contro il fornitore di energia. In secondo luogo, pur non potendo decidere nel merito, ha enunciato un principio di diritto di grande rilevanza: gli oneri di sistema (OGSE), pur essendo imposti per legge, hanno natura di corrispettivo contrattuale e non tributaria. Pertanto, rientrano correttamente nella base imponibile e sono soggetti a IVA.
Continua »
Esenzione IRAP: no se l’impresa non esiste da 3 anni
Una società aerea, costituita nel 2003, richiedeva un'esenzione IRAP basata su una legge regionale siciliana che premiava la crescita rispetto alla media del triennio 2001-2003. La Corte di Cassazione ha negato il beneficio, stabilendo che l'esenzione IRAP spetta solo alle imprese esistenti e operative per l'intero triennio di riferimento. Questo periodo non è un semplice parametro di calcolo, ma un requisito fondamentale per accedere all'agevolazione, escludendo le imprese di più recente costituzione.
Continua »
Contributi INPS socio: esclusi gli utili da Srl
La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi INPS di un socio lavoratore non devono essere calcolati sugli utili percepiti da una società di capitali (S.r.l.) nella quale egli detiene una partecipazione senza svolgere attività lavorativa. La sentenza chiarisce che la base imponibile per i contributi INPS del socio deve includere solo i redditi d'impresa, escludendo i redditi di capitale come i dividendi da partecipazioni passive, in linea con la distinzione operata dalla normativa fiscale.
Continua »
Contributi previdenziali socio: esclusi utili da Srl
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7267/2025, ha stabilito che i redditi derivanti dalla mera partecipazione a una società di capitali (S.r.l.), senza prestazione di attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali socio per la gestione commercianti. Il caso riguardava un agente di commercio a cui l'INPS richiedeva contributi sugli utili percepiti come socio di una S.r.l. La Corte ha chiarito che tali utili sono 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e quindi sono esclusi dal calcolo contributivo, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato.
Continua »
Contributi INPS: no su utili da S.r.l. senza lavoro
La Corte di Cassazione ha stabilito che i Contributi INPS per la gestione commercianti non sono dovuti sugli utili derivanti dalla mera partecipazione in una S.r.l., se il socio non vi svolge attività lavorativa. L'ordinanza chiarisce che tali proventi sono classificati come 'redditi di capitale' e non 'redditi d'impresa', e pertanto sono esclusi dalla base imponibile contributiva. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato, respingendo il ricorso dell'Istituto Previdenziale.
Continua »
Contributi previdenziali: esclusi i redditi da srl
Un lavoratore autonomo si opponeva alla richiesta dell'ente previdenziale di calcolare i contributi anche sugli utili derivanti dalla sua partecipazione in una società di capitali. La Corte di Cassazione ha confermato che i contributi previdenziali si basano solo sui redditi d'impresa, escludendo i redditi da capitale come i dividendi da una srl in cui non si svolge attività lavorativa, consolidando un importante principio sulla distinzione delle basi imponibili.
Continua »
IVA sull’accisa: quando è esclusa dalla base imponibile
Una società di gestione aeroportuale ha contestato avvisi di accertamento relativi a IVA e accise sull'energia elettrica. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di esenzione come "opificio unico", ma ha accolto il ricorso sul punto cruciale dell'IVA sull'accisa. È stato stabilito che, se l'accisa non viene effettivamente addebitata in fattura e quindi trasferita al consumatore finale, essa non può essere inclusa nella base imponibile IVA, poiché non costituisce parte del corrispettivo. La Corte ha inoltre rigettato le doglianze sulle sanzioni, non riconoscendo né il giudicato esterno né il legittimo affidamento.
Continua »
Tassazione concordato fallimentare: la base imponibile
Una società, agendo come assuntore in un concordato fallimentare, ha impugnato un avviso di liquidazione che includeva i debiti accollati nella base imponibile per le imposte di registro, ipotecarie e catastali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso sul punto principale, stabilendo che la corretta tassazione del concordato fallimentare prevede che la base imponibile sia costituita unicamente dal valore dei beni e dei diritti trasferiti, con espressa esclusione dei debiti presi in carico dall'assuntore. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per la rideterminazione dell'imposta.
Continua »
Imposta di registro concordato: la Cassazione chiarisce
Una società, terza assuntrice in un concordato fallimentare, ha contestato il calcolo dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'imposta di registro concordato la base imponibile è costituita dal valore dei beni effettivamente trasferiti (come i crediti) e non dal debito accollato. Di conseguenza, le aliquote da applicare sono quelle specifiche per la natura dei beni (es. 0,5% per i crediti), non un'aliquota fissa più elevata. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
Continua »
Imposta concessioni: no violazione riserva di legge
Una società ha contestato la legittimità dell'imposta concessioni regionali, sostenendo che la determinazione della base imponibile da parte dell'Autorità Portuale violasse la riserva di legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il tributo è legittimo poiché la legge primaria definisce tutti gli elementi essenziali dell'imposta (soggetti, presupposto, aliquota), potendo delegare a una fonte secondaria la specificazione del canone, che costituisce la base imponibile.
Continua »
Sgravi contributivi: non automatici senza domanda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola, stabilendo che gli sgravi contributivi non sono automatici ma richiedono una specifica domanda amministrativa. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che la base imponibile non può essere ridotta in base all'orario effettivo se inferiore a quello contrattuale minimo.
Continua »