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Base Imponibile — Anno 2025

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97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

ICI criteri determinazione valore: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato avvisi di accertamento ICI, lamentando un'errata valutazione del valore del bene e la decadenza del potere impositivo. La Corte di Cassazione, focalizzandosi sugli ICI criteri determinazione valore, ha stabilito che i parametri legali per la stima sono tassativi e non discrezionali. Ha annullato la sentenza di secondo grado per non aver applicato tali criteri e per aver fornito una motivazione solo apparente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Valore aree fabbricabili: i criteri sono tassativi
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi ad aree edificabili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione di merito. Ha stabilito che la determinazione del valore aree fabbricabili deve seguire scrupolosamente i criteri tassativi previsti dalla legge, non potendo basarsi su dati generici o di compravendite successive. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per motivazione apparente, in quanto aveva rigettato le eccezioni della contribuente con una formula generica e priva di specifiche argomentazioni.
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Valore aree fabbricabili: criteri ICI vincolanti
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a un'area edificabile. La Corte di Cassazione ha stabilito che per la determinazione del valore aree fabbricabili, i criteri previsti dalla legge (D.Lgs. 504/1992) sono tassativi e non discrezionali. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva convalidato una stima basata su criteri non vincolanti e che aveva respinto altre eccezioni del contribuente con una motivazione 'apparente', rinviando il caso per un nuovo esame.
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Valore aree fabbricabili: criteri vincolanti per ICI
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento ICI relativi a un'area fabbricabile per gli anni 2007-2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i criteri normativi per la determinazione del valore aree fabbricabili sono vincolanti e non possono essere derogati dal giudice. La sentenza di merito è stata annullata anche per 'motivazione apparente', in quanto non spiegava adeguatamente le ragioni del rigetto delle eccezioni della contribuente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Condono fiscale socio: non si estende in automatico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11089/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di condono fiscale socio. Il caso riguardava un socio di una società di persone a cui era stato notificato un avviso di accertamento per maggiori redditi di partecipazione. La società aveva definito la propria lite con il fisco attraverso un condono. Il socio sosteneva che tale definizione dovesse estendersi anche a lui, azzerando la sua pretesa fiscale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che il condono effettuato dalla società non giova automaticamente ai soci. Questi, per beneficiare della definizione agevolata, devono presentare un'autonoma istanza, poiché la loro posizione fiscale rimane distinta da quella della società.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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Passività deducibili: TFR e cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che il debito per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti è una delle passività deducibili dalla base imponibile dell'imposta di registro in caso di cessione d'azienda. I giudici hanno chiarito che il TFR è una passività inerente all'attività d'impresa, strettamente legata al personale trasferito, e non un debito esterno il cui accollo aumenterebbe il valore della cessione. Pertanto, il suo valore deve essere sottratto dal valore complessivo degli attivi per determinare l'imposta dovuta.
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IMU ordine di demolizione: quale base imponibile?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a immobili abusivi oggetto di un ordine di demolizione, sostenendo che l'imposta dovesse basarsi sul valore dell'area edificabile e non sulla rendita catastale degli edifici. I giudici di merito hanno respinto questa tesi. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione giuridica legata all'IMU con ordine di demolizione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva sulla corretta base imponibile da applicare.
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Base imponibile IVA: il ruolo del consorzio passante
Una cooperativa ha contestato un'ingiunzione di pagamento del proprio consorzio, ritenendo errato il calcolo della base imponibile IVA su materiali ricevuti come compenso per lavori. I materiali provenivano da un ente pubblico non soggetto a IVA. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il consorzio, agendo come "struttura passante", ha correttamente utilizzato l'intero costo sostenuto (inclusa la maggiorazione pagata all'ente pubblico) come base imponibile per la successiva transazione con la propria consorziata. La funzione specifica del consorzio prevale sulle regole generali dell'IVA in materia di permuta.
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Utili socio fondatore: no contributi INPS, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14043/2025, ha stabilito che gli utili percepiti dal socio fondatore di una società di capitali non rientrano nella base imponibile per i contributi alla Gestione Commercianti. Questa distinzione, valida ai fini fiscali, non si applica al calcolo dei contributi previdenziali. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tali redditi, non essendo qualificabili come reddito d'impresa, sono esclusi dal versamento dei contributi.
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Base imponibile contributiva: tutti i redditi contano
Un imprenditore, titolare di una ditta individuale e legale rappresentante di una S.r.l., ha contestato il calcolo dei contributi INPS. La Cassazione ha stabilito che la base imponibile contributiva deve includere la totalità dei redditi d'impresa, indipendentemente dalla specifica attività che li ha generati, confermando la pretesa dell'Istituto di previdenza.
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Imposta di registro: la base imponibile è il lordo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per l'imposta di registro su una sentenza che determina un'indennità di esproprio, la base imponibile è l'importo totale accertato dal giudice. Non si possono detrarre gli acconti già versati, poiché la tassa si applica al valore giuridico espresso nell'atto stesso. La sentenza è di accertamento (aliquota 1%) e non di condanna.
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Rimborso Ires Irap: spetta anche senza deduzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente ha diritto al rimborso Ires per la quota di Irap deducibile, anche se non ha applicato la deduzione in dichiarazione. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che dopo il 2008 fosse ammessa solo la deduzione e non il rimborso. La Corte ha respinto questa tesi, affermando un principio di simmetria logica e giuridica: il diritto a una deduzione, se non esercitato, genera il diritto al rimborso dell'imposta pagata in eccesso. La richiesta di rimborso Ires Irap è quindi legittima.
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Vendita fallimentare: no accertamento fiscale sul prezzo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di vendita fallimentare. In caso di cessione di un'azienda nell'ambito di una procedura concorsuale competitiva, l'Agenzia delle Entrate non può rettificare il valore del bene ai fini dell'imposta di registro. La base imponibile è costituita unicamente dal prezzo di aggiudicazione, in quanto la natura coattiva e trasparente della vendita garantisce la corrispondenza tra prezzo e valore di mercato, escludendo a priori il potere di accertamento del Fisco.
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Cessione d’azienda: il debito estinto non è deducibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una cessione d'azienda, un debito che la società cedente ha nei confronti di quella cessionaria non può essere dedotto dalla base imponibile per l'imposta di registro. Tale debito si estingue per 'confusione' al momento del trasferimento, e la legge prevede che le obbligazioni estinte per effetto dell'atto concorrano a formare il valore tassabile.
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Valore imponibile e ipoteche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'imposta di registro sulla compravendita di un immobile, il valore imponibile non può essere ridotto per la presenza di ipoteche. La Corte ha chiarito che il valore di riferimento è il "valore venale in comune commercio", un dato oggettivo che non è influenzato dalle passività personali del venditore. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la decisione di una commissione tributaria che aveva permesso a una società immobiliare di detrarre il valore delle ipoteche, ottenendo ragione in Cassazione.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune sul mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la sovranità dello Stato si estende al mare territoriale e con essa la potestà impositiva dei comuni costieri. Per gli immobili non iscritti al catasto, come la piattaforma, è corretto utilizzare il criterio contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione piattaforme offshore per IMU e TASI è legittima da parte dei comuni costieri. Una società energetica aveva impugnato un avviso di accertamento, sostenendo che la propria piattaforma, situata in acque territoriali, fosse fuori dalla giurisdizione fiscale del comune. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il territorio comunale si estende concettualmente al mare antistante e che la piattaforma beneficia di servizi e infrastrutture a terra (porti, strade, servizi amministrativi), giustificando l'imposizione fiscale. La mancanza di accatastamento non è un ostacolo, potendosi utilizzare il metodo contabile per determinare la base imponibile.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha contestato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune costiero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la potestà impositiva comunale si estende al mare territoriale antistante e che le piattaforme, pur non essendo accatastate, sono considerabili immobili tassabili sulla base del loro valore contabile, in quanto beneficiano dei servizi e delle infrastrutture fornite dal Comune sulla costa.
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Tassazione rendita vitalizia: parola alla Consulta
In un caso di imposta di successione su una rendita vitalizia, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio e rimesso gli atti alla Corte Costituzionale. La questione riguarda il metodo di calcolo della base imponibile che, a causa di tassi di interesse legali molto bassi, produce un valore sproporzionato e irragionevole, potenzialmente in violazione dei principi di capacità contributiva e di uguaglianza. La tassazione rendita vitalizia calcolata dall'Agenzia delle Entrate era risultata in una base imponibile che presupponeva una sopravvivenza del beneficiario di 150 anni.
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