LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Banco Iudicis

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica un'offerta di pagamento fatta da una parte durante il processo, direttamente 'al banco del giudice', senza che ciò implichi un'ammissione di colpa o di totale fondatezza della pretesa avversaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lesioni Lievissime: Inammissibilità Ricorso Penale per Vizi e Offerta Tardiva
Un Imputato, condannato per lesioni personali lievissime, ha presentato ricorso contro la sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Il ricorso era inammissibile perché contestava la motivazione della sentenza del giudice di pace, cosa non permessa dalla legge. Inoltre, l'offerta di risarcimento alla Parte Lesa era stata fatta troppo tardi, dopo l'apertura del dibattimento. La Corte ha anche respinto le contestazioni sulle attenuanti generiche e sulla condanna alle spese legali, confermando la decisione del Tribunale.
Continua »
Sfratto per morosità commerciale: no allo stop se usi il locale
Una società locatrice ha intimato lo sfratto per morosità commerciale al conduttore di un bar, che non pagava il canone da anni. Il conduttore si è opposto contestando la mancata manutenzione del locale e offrendo un pagamento parziale in corso di causa. La Corte d'Appello ha dichiarato risolto il contratto per grave inadempimento del conduttore, rilevando che la sospensione del canone è legittima solo se l'immobile è totalmente inutilizzabile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso degli eredi del conduttore. I giudici hanno ribadito che nelle locazioni commerciali il pagamento tardivo in giudizio non sana la morosità e che l'utilizzo continuativo del locale esclude il diritto di azzerare il canone. Gli eredi perdono la causa e devono rilasciare l'immobile.
Continua »
Convalida dell’arresto in flagranza: l’attesa in aula non libera
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato la decisione del giudice che non aveva convalidato l'arresto di un uomo, ritenendo che la presentazione in udienza fosse avvenuta oltre il limite delle quarantotto ore. L'arrestato era giunto in tribunale due minuti prima della scadenza del termine, ma il giudice lo aveva chiamato in aula solo successivamente perché impegnato in un'altra causa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la convalida dell'arresto in flagranza rileva solo l'arrivo fisico dell'indagato in udienza entro le quarantotto ore, e non il momento effettivo di inizio della discussione. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza, ordinando al Tribunale di decidere nuovamente sulla misura.
Continua »
Interpretazione del contratto: paga in aula e vince in Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sull'interpretazione del contratto preliminare di compravendita. Un acquirente aveva esercitato il recesso e chiesto il doppio della caparra e la restituzione di un acconto. I venditori, durante la causa, avevano restituito le somme originarie versate. La Corte d'Appello aveva ritenuto tale pagamento sufficiente. L'acquirente ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando una errata interpretazione del contratto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione del significato delle clausole contrattuali spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione se non presenta vizi logici o violazioni di legge. Di conseguenza, nessuna somma ulteriore è dovuta all'acquirente.
Continua »
Affitto agrario: paga in ritardo e perde il fondo. La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione contratto affitto agrario per grave inadempimento dell'affittuario, che non aveva pagato i canoni al nuovo proprietario. L'affittuario si era difeso sostenendo di aver pagato in buona fede al vecchio proprietario e di non aver avuto la possibilità di sanare il debito in corso di causa. I giudici hanno respinto le sue argomentazioni, stabilendo un principio fondamentale: la richiesta di sanare la morosità (pagare gli arretrati) deve essere fatta alla prima udienza. Una richiesta tardiva non è valida e non può impedire lo scioglimento del contratto. L'affittuario ha quindi perso la causa e il terreno.
Continua »
Interesse del creditore: l’assenza in udienza non basta
Una società edile ha impugnato la propria dichiarazione di fallimento, sostenendo la carenza di interesse del creditore a procedere, manifestata dalla sua assenza in un'udienza cruciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la mancata comparizione non equivale a una rinuncia implicita all'istanza. L'ordinanza chiarisce che l'interesse del creditore a promuovere l'azione fallimentare e la sussistenza dello stato di insolvenza sono valutati dal giudice sulla base di tutti gli elementi processuali, non solo sulla presenza delle parti in udienza. La Corte ha confermato lo stato di insolvenza della società basandosi su un'ingente debitoria, protesti e inattività prolungata.
Continua »
Offerta satisfattiva: quando rifiutarla costa caro
Una società ha citato in giudizio un condominio per fatture non pagate. Dopo il pagamento del debito principale, il condominio ha presentato in giudizio un'offerta satisfattiva per le spese legali, che la società ha respinto ritenendola insufficiente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando il rimborso delle spese legali maturate dopo il rifiuto ingiustificato, poiché l'ulteriore attività processuale è stata ritenuta superflua.
Continua »
Stato di insolvenza e patrimonio: la Cassazione decide
Una società, dichiarata fallita per canoni di locazione non pagati, ricorre in Cassazione sostenendo di non essere in stato di insolvenza grazie a un ingente patrimonio immobiliare. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che lo stato di insolvenza si valuta sulla capacità di adempiere con mezzi liquidi e non sul valore teorico degli asset, soprattutto se non prontamente realizzabili.
Continua »
Accordo verbale: i costi extra non sono dovuti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un fornitore che richiedeva il pagamento di costi extra per trasporto e installazione non esplicitamente inclusi in un accordo verbale. La Corte ha stabilito che i preventivi non firmati dalla controparte sono documenti unilaterali e non costituiscono prova di un'intesa su tali spese aggiuntive. La decisione si fonda sul principio che, in assenza di un contratto scritto, le pattuizioni devono essere provate da chi le rivendica, e la condotta delle parti può essere determinante per l'interpretazione del contratto.
Continua »
Offerta non formale: quando è valida per il debitore?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8763/2024, chiarisce i requisiti dell'offerta non formale. Un committente, dopo aver ricevuto una richiesta di pagamento per lavori edili, inviava un telefax offrendo una somma inferiore. La Corte ha stabilito che tale comunicazione non costituisce un'offerta non formale valida ai sensi dell'art. 1220 c.c., poiché non metteva effettivamente e immediatamente la somma a disposizione del creditore. Di conseguenza, il debitore è stato condannato al pagamento degli interessi maturati fino al momento del pagamento effettivo, avvenuto in corso di causa.
Continua »