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Azione Revocatoria

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1250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza da cessione quote: quando si tassa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la plusvalenza da cessione quote si considera realizzata fiscalmente nel momento in cui avviene l'accordo di compensazione, anche se il pagamento avviene tramite l'acquisizione di altre quote societarie. La Corte ha chiarito che l'efficacia del contratto tra le parti è immediata e non è influenzata da successive vicende come il fallimento di una delle parti o il valore nominale a cui le quote ricevute in compensazione vengono poi rivendute. Pertanto, il momento impositivo è l'anno della stipula del contratto di compensazione, non l'anno in cui si risolvono eventuali procedure concorsuali.
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Azione revocatoria: inammissibile l’appello generico
Un creditore ha ottenuto un'azione revocatoria contro la vendita di beni dal suo debitore a un terzo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello del terzo acquirente perché generico e non conforme al principio di autosufficienza. La Corte ha confermato che la conoscenza del pregiudizio da parte dell'acquirente può essere provata tramite presunzioni, come i preesistenti rapporti tra le parti.
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Azione revocatoria: vendita immobile tra coniugi
La Corte d'Appello di Firenze ha rigettato l'appello di due coniugi, confermando l'inefficacia della vendita della quota di un immobile dal marito alla moglie. La sentenza stabilisce che l'azione revocatoria è esperibile anche in presenza di un credito litigioso. La Corte ha ritenuto che la vendita avesse creato un pregiudizio concreto per i creditori (eventus damni) e che entrambi i coniugi fossero consapevoli di tale pregiudizio (scientia damni), data la situazione di difficoltà finanziaria delle società garantite dal marito e lo stretto rapporto familiare.
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Assegnazione casa familiare e fallimento: la decisione
La Corte d'Appello di Firenze ha rigettato l'istanza di sospensione di una sentenza, chiarendo i limiti di opponibilità dell'assegnazione casa familiare al fallimento della società proprietaria. La Corte ha stabilito che un provvedimento di assegnazione non trascritto prima della dichiarazione di fallimento ha un'opponibilità limitata nel tempo. È stato inoltre ritenuto non sufficientemente provato il pregiudizio grave e irreparabile, poiché gli appellanti disponevano di altri immobili idonei a soddisfare le loro esigenze abitative, anche in presenza di una figlia con disabilità.
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Notifica a familiare non convivente: quando è valida?
Una donna ha contestato un'azione revocatoria su una donazione, sostenendo l'invalidità della notifica dell'atto di citazione consegnato alla figlia non convivente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per una notifica a familiare effettuata da un ufficiale giudiziario, la convivenza non è un requisito necessario. La Corte ha stabilito che il legame di parentela crea una presunzione di consegna e che spetta al destinatario l'onere di provare l'impossibilità di aver ricevuto l'atto.
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Azione revocatoria: vendita immobile per frode creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato l'unico immobile di un'altra azienda debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che, tramite un'azione revocatoria, aveva dichiarato la vendita inefficace nei confronti del creditore. Sono stati ritenuti sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni), dato che la vendita rendeva più difficile il recupero del credito, sia la consapevolezza del danno (consilium fraudis) da parte dell'acquirente, provata tramite presunzioni quali le particolari modalità di pagamento e la menzione del debito nell'atto di compravendita.
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Azione revocatoria: vendita tra società dello stesso gruppo
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra due società appartenenti allo stesso gruppo. L'ordinanza chiarisce che per esperire l'azione revocatoria è sufficiente un credito anche solo litigioso, non ancora accertato giudizialmente. Inoltre, la consapevolezza del pregiudizio (scientia damni) si può presumere dal legame tra le società, rendendo l'atto di disposizione inefficace nei confronti del creditore danneggiato.
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Ricorso inammissibile: motivi e valutazione prove
Un istituto di credito ha impugnato in Cassazione la sentenza d'appello che respingeva le sue domande di simulazione e revocatoria di una compravendita immobiliare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi procedurali. La decisione sottolinea che non è possibile chiedere alla Cassazione un riesame dei fatti o della valutazione delle prove, e che i motivi di ricorso devono essere formulati in modo specifico e autonomo, rispettando i rigorosi requisiti di legge.
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Sequestro impeditivo: quando non si può revocare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore e di una società immobiliare contro il diniego di revoca di un sequestro impeditivo su alcuni immobili. Il sequestro era stato disposto nell'ambito di un'indagine per bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che, poiché la revoca avrebbe permesso la continuazione dell'attività di depauperamento patrimoniale a danno dei creditori, il sequestro impeditivo doveva essere mantenuto per soddisfare le esigenze di prevenzione.
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Azione revocatoria: un solo indizio è prova sufficiente?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da una società finanziaria contro un garante che, prima del sorgere del debito, aveva trasferito un immobile a una società da lui amministrata. La Corte ha stabilito che la prova della dolosa preordinazione, necessaria in questi casi, può basarsi anche su un singolo indizio, purché grave e preciso. Il fatto che il garante fosse anche amministratore della società debitrice è stato ritenuto un indizio sufficiente a presumere l'intento di sottrarre il bene alla garanzia del futuro creditore, rigettando così il ricorso.
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Azione revocatoria: la prova del debito tra coniugi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da un creditore contro trasferimenti immobiliari tra un debitore-garante e sua moglie. La coppia sosteneva che gli atti servissero a estinguere un debito preesistente tra loro. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'inefficacia dei trasferimenti. La motivazione si fonda sulla mancata prova, da parte dei coniugi, dell'esistenza di tale debito. È stato ribadito che spetta al convenuto dimostrare la natura solutoria dell'atto e la preesistenza del debito, non essendo sufficiente la mera allegazione. Inoltre, la consapevolezza della moglie del pregiudizio arrecato al creditore è stata desunta da elementi concreti, come la notifica del decreto ingiuntivo.
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Azione revocatoria fallimentare: limiti del curatore
La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi di un curatore fallimentare e dell'Agenzia delle Entrate in un caso di azione revocatoria fallimentare. La decisione sottolinea che il curatore non può subentrare in un'azione avviata da un creditore contro un debitore diverso dalla società fallita, poiché ciò costituirebbe una domanda nuova e inammissibile, alterando la causa petendi originaria.
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Azione revocatoria: quando la cessione d’azienda è nulla
Un'azienda calzaturiera in liquidazione cede il proprio ramo d'azienda a una nuova società. Un ente previdenziale, creditore della prima, agisce con un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la cessione. La Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando i ricorsi delle due società e chiarendo i presupposti dell'azione, come l'anteriorità del credito e il 'consilium fraudis'.
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Azione revocatoria: profitto non salva dalla revoca
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della vendita di un ramo d'azienda, anche in presenza di un bilancio in utile per la società venditrice. La decisione si fonda sul principio che il danno per i creditori (eventus damni) può essere anche solo qualitativo, come la sostituzione di beni aziendali con denaro liquido, più difficile da aggredire. Inoltre, la consapevolezza della frode è stata desunta dai legami di parentela tra le parti, elemento cruciale nell'ambito dell'azione revocatoria.
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Azione revocatoria: il vincolo di parentela è prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva trasferito il suo unico immobile di valore a un'altra entità giuridica, gestita da un parente stretto, per sottrarlo alla garanzia di un creditore. La Corte ha confermato che l'azione revocatoria è esperibile anche per crediti contestati e che il legame familiare tra gli amministratori delle due società costituisce una presunzione grave, precisa e concordante della consapevolezza del danno arrecato al creditore.
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Azione revocatoria e fallimento: la Cassazione chiarisce
Un ente religioso ha intentato un'azione revocatoria contro una società di servizi per una cessione di crediti. Durante il processo, la società è stata dichiarata fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34240/2024, ha dichiarato l'azione improcedibile, stabilendo che dopo la dichiarazione di fallimento non è più possibile mirare alla restituzione del bene, ma il creditore deve insinuarsi al passivo del fallimento per ottenere il controvalore del bene stesso.
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Omessa Pronuncia: quando riproporre la domanda
Una parte attrice ha intentato una nuova causa per far dichiarare la nullità di alcune fideiussioni. La controparte ha eccepito che la questione fosse già stata decisa in un precedente giudizio (giudicato). La Corte di Cassazione ha stabilito che la precedente omessa pronuncia del giudice sulla validità delle fideiussioni non forma giudicato, consentendo quindi alla parte di agire nuovamente in un separato processo per far valere le sue ragioni.
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Azione revocatoria: interesse ad agire e pagamento
Un creditore aveva ottenuto la dichiarazione di inefficacia di alcuni atti di disposizione patrimoniale tramite un'azione revocatoria. Tuttavia, durante il giudizio in Cassazione, i debitori hanno saldato l'intero debito. La Suprema Corte ha stabilito che il pagamento estingue l'interesse del creditore a proseguire l'azione revocatoria, rendendola inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, anche se il pagamento è stato effettuato con riserva di ripetizione.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dai creditori
Una coppia ha istituito un fondo patrimoniale dopo che il marito aveva firmato una fideiussione. La società creditrice ha impugnato con successo questo atto tramite un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, dichiarando inammissibile il ricorso della coppia. La sentenza ha ribadito che la costituzione di un fondo patrimoniale è un atto soggetto a revocatoria e che il coniuge non debitore è un litisconsorte necessario nel relativo giudizio, confermando l'orientamento consolidato della giurisprudenza.
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Responsabilità del notaio: i limiti delle visure
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del notaio per i danni subiti da un'acquirente a seguito del fallimento, non trascritto nei registri immobiliari, del socio della società venditrice. La Corte ha stabilito che il notaio aveva adempiuto al suo obbligo di diligenza effettuando le visure standard, dalle quali non era emersa alcuna anomalia. La decisione chiarisce che l'obbligo del professionista non si estende a ricerche complesse e in altre giurisdizioni, a meno che non vi sia un mandato specifico da parte del cliente.
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