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Azione Revocatoria

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1250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cessione di azienda: quando è revocabile?
La Cassazione conferma la revocatoria di una presunta cessione di azienda tra coniugi. Anche se mascherata da cessazione e nuova apertura di attività, l'operazione è stata vista come un unico atto dispositivo volto a frodare i creditori. La Corte ha privilegiato la sostanza sulla forma, ritenendo irrilevante che il trasferimento fosse avvenuto tramite atti amministrativi anziché un contratto unico. La decisione protegge la garanzia patrimoniale dei creditori.
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Azione revocatoria: vendita tra parenti è inefficace
La Corte d'Appello conferma la sentenza di primo grado che dichiara inefficace, tramite azione revocatoria, la vendita della nuda proprietà di un immobile tra cognate. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza (participatio fraudis) dell'acquirente del pregiudizio arrecato ai creditori, basandosi su presunzioni quali lo stretto legame di parentela, la vicinanza delle abitazioni e la conoscenza delle difficoltà economiche del debitore.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dal creditore?
La Corte di Cassazione conferma che la creazione di un fondo patrimoniale è un atto a titolo gratuito e, come tale, facilmente revocabile dai creditori. L'ordinanza analizza il caso di una coppia che aveva costituito un fondo per proteggere i propri beni immobiliari, ma la società creditrice ha ottenuto la declaratoria di inefficacia. La Corte rigetta i motivi di ricorso, ribadendo la natura gratuita dell'atto e risolvendo questioni procedurali sulla procura telematica e la prova della cessione del credito.
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Azione revocatoria: valida anche per crediti futuri
Un ex amministratore dona un immobile alla moglie prima che un lodo arbitrale accerti un suo debito verso la società. La Cassazione conferma che l'azione revocatoria è esperibile anche per una mera aspettativa di credito, essendo sufficiente la consapevolezza del debitore di arrecare un potenziale pregiudizio al creditore.
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Iniziativa pubblico ministero: i poteri nel CCII
Una S.r.l. ricorre in Cassazione contro la propria liquidazione giudiziale, contestando l'iniziativa del pubblico ministero. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che, ai sensi del nuovo Codice della Crisi (art. 38 CCII), il P.M. ha un potere ampliato e può agire sulla base di qualsiasi notizia di insolvenza (notitia decoctionis) appresa nell'esercizio delle sue funzioni, anche se relativa a un soggetto diverso. L'ordinanza consolida la legittimità dell'azione del P.M. come strumento di tutela del mercato.
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Azione revocatoria trust: quando è inefficace?
Un debitore dona beni immobili alla moglie, la quale li conferisce in un trust, nominando il marito-debitore come trustee. L'Agenzia delle Entrate agisce in revocatoria contro entrambi gli atti. La Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria del trust è fondata: una volta dichiarata l'inefficacia della donazione, anche il successivo atto di costituzione del trust, pur compiuto da un soggetto non debitore (la moglie), è travolto e reso inefficace nei confronti del creditore. Viene inoltre respinta l'eccezione sulla mancata citazione del trustee, in quanto il debitore-donante era già parte del giudizio sin dall'inizio.
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Contratti esteri e antitrust: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i principi antitrust italiani e comunitari, in quanto norme di ordine pubblico economico, si applicano anche ai contratti di fideiussione stipulati all'estero (nella Repubblica di San Marino) da consumatori italiani, se tali contratti producono effetti nel mercato italiano. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale applicabilità solo perché i contratti erano stati firmati in uno stato non membro dell'UE, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti la potenziale nullità delle clausole anticoncorrenziali.
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Azione revocatoria: no con garanzia superiore al debito
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione revocatoria non può essere accolta se il creditore possiede già una garanzia reale (come un'ipoteca) di valore di gran lunga superiore al debito. In un caso riguardante la donazione di un immobile tra ex coniugi in sede di separazione, la Corte ha annullato la decisione di merito, precisando che il creditore ha l'onere di dimostrare il concreto pregiudizio (eventus damni), ovvero che la garanzia esistente è di difficile o infruttuosa escussione. Inoltre, ha chiarito che i trasferimenti patrimoniali previsti in un accordo di separazione non simulato costituiscono adempimento di un'obbligazione e non sono facilmente revocabili.
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Compensazione legale: quando è valida in fallimento?
Una società in liquidazione coatta amministrativa ha agito contro un istituto di credito per la revoca di alcuni addebiti in conto corrente. La banca ha eccepito la compensazione legale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di appello, ha stabilito che per l'operatività della compensazione legale tra i saldi di diversi rapporti è sufficiente la mera esigibilità dei crediti reciproci, essendo del tutto irrilevante la circostanza che il conto corrente non sia stato formalmente chiuso.
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Adempimento del contratto: cosa succede se è tardivo?
Un ex socio otteneva un trasferimento immobiliare forzato dopo un ritardo. Successivamente, ha citato in giudizio la controparte per danni, sostenendo che la sua rinuncia agli utili societari era diventata invalida a causa del ritardato adempimento del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che, avendo imposto l'esecuzione del contratto, ne aveva confermato la validità e la sua rinuncia rimaneva vincolante. Eventuali danni sono limitati al solo ritardo e non alla perdita della controprestazione.
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Produzione documentale tardiva: i limiti per il terzo
Un istituto di credito interviene in un'azione revocatoria, ma la sua domanda viene respinta perché la prova del credito è viziata da produzione documentale tardiva. La Cassazione conferma che l'interveniente accetta la causa nello stato in cui si trova, comprese le preclusioni istruttorie già maturate.
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Azione revocatoria: effetti sulla cessione d’azienda
Un ente sanitario locale ha erroneamente richiesto la restituzione di un pagamento indebito al fallimento di una società, dopo che la cessione d'azienda a un terzo era stata colpita da azione revocatoria. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'azione revocatoria non comporta la 'retrocessione' del bene e che il diritto alla restituzione sorge verso chi ha materialmente ricevuto il pagamento.
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Credito concorsuale: nascita e termini per l’insinuazione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del credito concorsuale e i termini perentori per la sua insinuazione al passivo. Un'azienda sanitaria ha visto respingere la sua domanda tardiva di ammissione di un credito, poiché il momento genetico del debito risaliva a un'epoca ben anteriore al fallimento, rendendo irrilevante la successiva esigibilità. La Corte ha stabilito che né la cessione d'azienda né l'esito di un'azione revocatoria possono giustificare il superamento dei termini di decadenza previsti dalla legge fallimentare.
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Compensazione crediti: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria su una cessione di credito. Una società debitrice si opponeva sostenendo l'estinzione del debito per compensazione crediti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale, confermando la decisione di merito che riteneva l'accordo di compensazione inopponibile alla procedura fallimentare per mancanza di data certa, rendendo quindi il credito esistente al momento della cessione e, di conseguenza, l'azione revocatoria ammissibile.
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Azione revocatoria bancaria: la capofila risponde
Una società in amministrazione straordinaria ha ottenuto la revoca dei pagamenti effettuati a un pool di banche prima della dichiarazione di insolvenza. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della sola banca capofila a restituire l'intero importo, in quanto unico soggetto ricevente e rappresentante delle altre. La sentenza chiarisce anche i termini di prescrizione per l'azione revocatoria bancaria in procedure concorsuali avviate prima delle riforme del 2005-2006, confermando l'applicazione della legge precedente.
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Interposizione fittizia: prova e ruolo del terzo
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per la prova dell'interposizione fittizia in una compravendita immobiliare. La curatela di un fallimento aveva agito per far dichiarare simulato l'acquisto di un immobile, intestato alla moglie del socio fallito. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che, per provare la simulazione soggettiva, è indispensabile dimostrare la partecipazione consapevole del terzo venditore all'accordo simulatorio, prova che nel caso di specie mancava completamente.
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Impugnazione bilancio: limiti e onere della prova
Una società costruttrice ha contestato il bilancio di una sua debitrice, avviando azioni legali per recuperare il proprio credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'impugnazione bilancio non può essere usata per chiedere alla Suprema Corte una nuova valutazione dei fatti contabili. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare il merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Fideiussione antitrust: inammissibile il ricorso
Una società di gestione crediti ha promosso un'azione revocatoria basata su una garanzia fideiussoria. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ravvisando la nullità della clausola per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi procedurali, confermando l'inefficacia della garanzia e l'impossibilità di procedere con l'azione revocatoria. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali nel ricorso per cassazione in materia di fideiussione antitrust.
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Impugnazione stato passivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni creditori postergati contro l'ammissione di un credito ipotecario allo stato passivo di un fallimento. L'ordinanza sottolinea l'importanza dei requisiti procedurali, come l'autosufficienza del ricorso e il divieto di sollevare nuove questioni in sede di legittimità. La decisione ribadisce che l'impugnazione dello stato passivo deve essere fondata su motivi specifici, completi e tempestivamente dedotti nei gradi di merito, pena la sua reiezione per vizi formali.
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Bancarotta per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per bancarotta per distrazione. Gli amministratori di una società fallita avevano trasferito i rami d'azienda e fondi a nuove società a loro riconducibili, a danno dei creditori. La Corte ha stabilito che una precedente sentenza civile di rigetto di un'azione revocatoria è irrilevante nel processo penale e ha confermato la riqualificazione di un pagamento da bancarotta preferenziale a distrattiva, in quanto il trasferimento iniziale di fondi era privo di giustificazione.
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