LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Revocatoria

Pagina 27 di 40

1250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria: difesa e termini del terzo acquirente
Un ente di riscossione ha esercitato l'azione revocatoria ordinaria per contestare la vendita di un complesso aziendale tra due società. Il Tribunale ha accolto la domanda dichiarando l'atto inefficace. In appello, la società debitrice è risultata estinta per cancellazione dal registro imprese, rendendo inammissibile il suo gravame. La società acquirente ha proposto un appello incidentale tardivo, ma la Corte d'Appello lo ha rigettato considerandolo meramente adesivo e fuori termine. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il litisconsorte necessario, come il terzo acquirente in una azione revocatoria ordinaria, ha sempre il diritto di proporre impugnazione incidentale tardiva, anche se adesiva, poiché il suo interesse può sorgere proprio dall'iniziativa altrui. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Simulazione assoluta: quando la nullità batte la revocatoria
Un istituto bancario ha impugnato la vendita di due immobili effettuata da una debitrice, chiedendo in via principale la revocatoria e in subordine la dichiarazione di simulazione assoluta. Il Tribunale, applicando il principio della ragione più liquida, ha accertato la natura fittizia dell'atto, dichiarandolo nullo. La Corte di Cassazione ha confermato che, se un atto è nullo per simulazione assoluta, non può essere oggetto di revocatoria, poiché quest'ultima presuppone un atto valido. La Corte ha inoltre chiarito che il creditore non ha interesse a preferire la revocatoria se ottiene già la nullità dell'atto, poiché quest'ultima offre una tutela più ampia. Infine, è stata accolta la doglianza della debitrice sulla ripartizione delle spese legali, erroneamente poste a suo carico nonostante la vittoria parziale in appello.
Continua »
Azione revocatoria e limiti alla tutela del socio
Una socia di una società immobiliare ha impugnato la vendita dell'unico bene sociale, sostenendo che il prezzo irrisorio danneggiasse il valore della sua quota di liquidazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che l'azione revocatoria non può essere utilizzata per contestare atti di gestione societaria non condivisi. La tutela del socio, in questi casi, deve passare attraverso le azioni di responsabilità verso gli amministratori e non tramite la conservazione della garanzia patrimoniale prevista per i creditori.
Continua »
Azione revocatoria e prova della malafede del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dei ricorsi relativi a un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro una società immobiliare. La controversia verteva sulla prova della malafede del terzo acquirente. Mentre il Tribunale aveva inizialmente accolto la domanda basandosi su un legame sentimentale tra una socia e il venditore, la Corte d'Appello ha ribaltato la sentenza ravvisando un'inammissibile doppia presunzione. La Suprema Corte ha stabilito che non è possibile presumere la conoscenza del pregiudizio in capo alla società solo per i rapporti personali di un socio di minoranza, senza prove di un effettivo passaggio di informazioni all'organo amministrativo.
Continua »
Azione revocatoria: termini di costituzione e rinvio
Una società di gestione crediti ha agito con un'azione revocatoria per dichiarare inefficaci le donazioni immobiliari effettuate da alcuni debitori ai propri figli. La Corte d'Appello aveva confermato la revoca, ritenendo tardiva l'eccezione di prescrizione sollevata dai convenuti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che se la prima udienza viene spostata d'ufficio dal giudice istruttore, il termine per la costituzione tempestiva deve essere calcolato sulla base della nuova data. Di conseguenza, l'eccezione di prescrizione era stata presentata correttamente e doveva essere esaminata nel merito.
Continua »
Azione revocatoria: vendita casa a figli e debiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un atto di trasferimento della nuda proprietà di un immobile da un padre alla figlia. L'operazione è stata colpita da azione revocatoria poiché il genitore, in qualità di fideiussore, aveva debiti ingenti verso un istituto bancario. La Suprema Corte ha ribadito che la prova del credito può essere fornita tramite estratti conto non contestati e che il pregiudizio per il creditore sussiste anche se l'atto non rende il debitore totalmente insolvente, ma rende solo più difficile il recupero del credito.
Continua »
Azione revocatoria: inammissibilità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo a una **azione revocatoria** ordinaria esercitata da un istituto bancario contro un atto di compravendita immobiliare effettuato da un garante. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano precedentemente dichiarato l'inefficacia dell'atto, ritenendo sussistenti i presupposti del credito e del pregiudizio arrecato. La Suprema Corte ha tuttavia dichiarato inammissibile il ricorso principale per difetto di autosufficienza, poiché la parte ricorrente non ha fornito una ricostruzione chiara e completa dei fatti di causa. Parallelamente, è stata rilevata l'invalidità della procura del controricorrente per mancanza di autenticazione della firma.
Continua »
Azione revocatoria e patto di famiglia: la guida
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità di un'azione revocatoria esercitata da un istituto bancario contro un patto di famiglia. Il debitore aveva trasferito gratuitamente ai figli le proprie quote di una società in nome collettivo. La Suprema Corte ha confermato che l'azione revocatoria è esperibile anche se le quote di S.N.C. non sono immediatamente espropriabili. L'inefficacia dell'atto permette al creditore di aggredire il valore di liquidazione futuro della quota. Inoltre, è stato chiarito che il coniuge che rinuncia ai propri diritti nel patto non deve essere necessariamente coinvolto nel giudizio.
Continua »
Azione revocatoria: la Cassazione sulle cessioni
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un'azione revocatoria promossa da una curatela fallimentare contro atti di cessione d'azienda. La ricorrente contestava l'ammissione tardiva di documenti penali e una presunta modifica della domanda iniziale. La Suprema Corte ha stabilito che la rimessione in termini era corretta poiché i documenti erano divenuti disponibili solo dopo la scadenza dei termini istruttori. Inoltre, la rettifica dei nomi delle società coinvolte è stata considerata un mero chiarimento e non una mutatio libelli, confermando l'inefficacia degli atti dispositivi a danno dei creditori.
Continua »
Azione revocatoria: la Cassazione tutela il TFR
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un fallimento riguardante l'esercizio di un'**azione revocatoria** ordinaria contro la vendita di immobili effettuata da una società prima del crack. Il punto centrale della disputa riguardava la natura dei crediti per TFR dei dipendenti: la Corte d'Appello li aveva considerati crediti sorti dopo l'atto di vendita, negando così il presupposto del danno ai creditori. La Suprema Corte ha invece stabilito che il TFR matura progressivamente durante lo svolgimento del rapporto di lavoro e costituisce un credito giuridicamente esistente, seppur inesigibile, già prima della cessazione del rapporto. Di conseguenza, tali crediti possono fondare l'azione revocatoria se l'atto di disposizione ha reso il patrimonio residuo insufficiente a garantirli.
Continua »
Azione revocatoria: donazione ai figli e debiti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una donazione immobiliare effettuata da un garante ai propri figli tramite l'azione revocatoria. Il ricorrente sosteneva che il credito non fosse ancora esigibile al momento dell'atto, ma i giudici hanno chiarito che per l'azione revocatoria è sufficiente l'esistenza del debito derivante dalla fideiussione, non la sua scadenza. Trattandosi di un atto a titolo gratuito, la sola consapevolezza del debitore di danneggiare le aspettative dei creditori è bastata a rendere l'atto inopponibile alla banca.
Continua »
Azione revocatoria: prova del danno e rapporti familiari
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di atti di donazione e vendita compiuti da un ex amministratore di un istituto bancario in favore del figlio. Attraverso l'azione revocatoria, è stato stabilito che il vincolo di parentela e la notorietà delle vicende giudiziarie del padre costituiscono presunzioni gravi e precise della consapevolezza del pregiudizio arrecato ai creditori. La Corte ha chiarito che per i crediti risarcitori derivanti da illecito, il debito sorge al momento del fatto dannoso, rendendo revocabili gli atti dispositivi successivi anche se compiuti prima di una sentenza definitiva di condanna.
Continua »
Azione revocatoria: donazioni ai figli inefficaci
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di atti di donazione patrimoniale compiuti da una debitrice in favore dei propri figli. I creditori, due professionisti con crediti non onorati, hanno promosso con successo l'azione revocatoria per tutelare il proprio diritto al compenso. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dei debitori, sottolineando che l'accertamento dei presupposti di fatto, come l'anteriorità del credito e la consapevolezza del danno, spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere oggetto di riesame in sede di legittimità.
Continua »
Abuso del processo: quando non scatta la sanzione
Una promissaria acquirente ha citato in giudizio una società e terzi acquirenti per ottenere l'inefficacia di vendite immobiliari lesive del suo diritto. La domanda è stata dichiarata improcedibile perché rivolta a una società già estinta. La Corte d'Appello aveva condannato la donna per abuso del processo, ritenendo la sua azione pretestuosa. La Cassazione ha però annullato tale condanna, chiarendo che agire per la tutela di un diritto soggettivo, anche se con argomentazioni giuridiche errate o maldestre, non configura automaticamente un abuso del processo se non vi è l'intento di lucrare un vantaggio ingiusto.
Continua »
Azione revocatoria: fondo patrimoniale a rischio
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della costituzione di un fondo patrimoniale operata da due coniugi, a seguito di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito. Il caso nasce dalla decisione di un fideiussore di vincolare i propri beni immobili dopo aver prestato garanzia per debiti altrui. I giudici di merito avevano già accertato il pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore e la consapevolezza dei debitori. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che l'azione revocatoria è esperibile anche a tutela di crediti eventuali e che la valutazione sulla sufficienza del patrimonio residuo spetta esclusivamente ai giudici di merito.
Continua »
Errore revocatorio e assorbimento in Cassazione
Una società creditrice ha impugnato un bilancio e una delibera assembleare di una società debitrice, contestando la mancata iscrizione di un credito e la distribuzione di utili in frode ai creditori. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Cassazione aveva dichiarato assorbita l'azione revocatoria a seguito del rigetto della nullità del bilancio. La ricorrente ha proposto istanza di revocazione lamentando un errore revocatorio nel giudizio di assorbimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione del nesso di pregiudizialità tra domande costituisce un giudizio di diritto e non un errore percettivo di fatto, restando quindi esclusa dal perimetro della revocazione.
Continua »
Azione revocatoria: quando il fondo è inefficace
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito da un garante per proteggere i propri beni da un'azione di recupero crediti bancaria. Attraverso l'azione revocatoria, i giudici hanno stabilito che per procedere non è necessaria la certezza del credito, essendo sufficiente una ragione di credito anche solo eventuale o contestata (credito litigioso). La Corte ha inoltre precisato che, sebbene la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di una cessione di crediti in blocco non provi da sola l'inclusione di un singolo credito, la presenza di contratti e dichiarazioni della banca cedente non impugnati rende definitiva la legittimazione del nuovo creditore.
Continua »
Azione revocatoria e spese legali nel rinvio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'**azione revocatoria** promossa per dichiarare inefficaci atti di donazione e comodato. La ricorrente contestava l'interpretazione di un contratto preliminare e la condanna alle spese legali dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove è riservata al merito e che il giudice del rinvio deve rideterminare le spese dell'intero processo in base alla soccombenza finale.
Continua »
Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito tramite cartolarizzazione, il nuovo creditore può intervenire nel giudizio di azione revocatoria già avviato dal cedente. L'azione revocatoria è considerata uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale strettamente connesso al credito stesso, configurando quindi una successione a titolo particolare nel diritto controverso. La decisione conferma la legittimità dell'intervento del cessionario anche in grado di appello, respingendo le contestazioni del debitore sulla natura autonoma del diritto all'inefficacia dell'atto dispositivo.
Continua »
Azione revocatoria e fondo patrimoniale: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro la sentenza che aveva accolto l'azione revocatoria relativa alla costituzione di un fondo patrimoniale. I ricorrenti non hanno rispettato i canoni di chiarezza e specificità richiesti per il giudizio di legittimità, limitandosi a richiedere un riesame dei fatti già valutati nei gradi precedenti. La decisione conferma l'inefficacia dell'atto di segregazione patrimoniale nei confronti del creditore, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può costituire un terzo grado di merito.
Continua »