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Azione Revocatoria

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1250 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Compenso fase istruttoria: quando spetta all’avvocato?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che il compenso per la fase istruttoria è dovuto all'avvocato anche se non si svolge un'attività di assunzione di prove formali. La Corte ha stabilito che attività come l'esame di atti, la partecipazione a udienze e la formulazione di eccezioni rientrano a pieno titolo in questa fase e devono essere retribuite. Inoltre, ha precisato che i compensi per domande distinte, come quelle di simulazione e revocazione, non possono essere negati considerandoli assorbiti in altre azioni, specialmente se rivolte contro parti diverse.
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Azione revocatoria: il credito non deve essere certo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4709/2024, si è occupata di un caso di azione revocatoria promossa da creditori contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte del loro debitore. I giudici di merito avevano accolto la domanda, ribadendo che per l'azione revocatoria non è necessario un credito certo e determinato, ma è sufficiente una ragione di credito non manifestamente infondata. La Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito, ma ha disposto il rinvio della causa per acquisire una sentenza, passata in giudicato, emessa in un procedimento connesso, al fine di valutarne gli effetti sul giudizio in corso.
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Azione revocatoria: cessione d’azienda e pregiudizio
Una società creditrice ottiene l'inefficacia di una cessione di ramo d'azienda tra due società attraverso un'azione revocatoria. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, stabilendo che il trasferimento, sebbene definito 'formale', costituiva un pregiudizio per il creditore (eventus damni) in quanto trasformava beni materiali in denaro, più facile da occultare. La Corte ha inoltre accertato la consapevolezza del danno (scientia fraudis) sia da parte del debitore che del terzo acquirente.
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Fondo patrimoniale: coniuge è litisconsorte necessario
La Cassazione annulla una sentenza di revocatoria sulla vendita di un immobile in fondo patrimoniale. La ragione è la mancata partecipazione al giudizio del coniuge consenziente, ritenuto litisconsorte necessario. La sua presenza è indispensabile per la validità del processo.
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Contratto atipico: distinzione tra socio e società
Un agente commerciale ha agito in giudizio per la revoca di alcune donazioni effettuate da un debitore, basando la propria pretesa su un contratto atipico che gli riconosceva un credito personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il punto centrale della controversia era la confusione tra il credito vantato dall'agente come persona fisica e il credito spettante alla società di persone (S.N.C.) attraverso cui operava. La Corte ha stabilito che una singola attività commerciale non può generare due distinti diritti di credito, uno per la società e uno per il socio, ribadendo la fondamentale distinzione giuridica tra la figura del socio e l'entità societaria.
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Riconoscimento dei vizi: effetti sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4035/2024, ha stabilito che il riconoscimento dei vizi da parte del venditore non solo interrompe la prescrizione annuale della garanzia, ma fa sorgere una nuova obbligazione autonoma di eliminare i difetti, soggetta alla prescrizione ordinaria decennale. Nel caso di specie, una società costruttrice, tramite un fax, aveva ammesso i difetti in alcune aree condominiali, impegnandosi a porvi rimedio. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando le decisioni dei giudici di merito e ribadendo un principio consolidato a tutela dell'acquirente.
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Azione revocatoria: vendita al figlio è inefficace
Un fornitore agisce con azione revocatoria contro un proprio debitore che aveva venduto diversi immobili a una società agricola amministrata dal figlio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso del figlio e della società. La Suprema Corte ha ribadito che per l'azione revocatoria è sufficiente un credito anche se contestato e che la consapevolezza del danno arrecato al creditore può essere presunta dal legame familiare tra venditore e acquirente.
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Inammissibilità ricorso tardivo: la notifica via PEC
Due privati hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello relativa a un'azione revocatoria. Tuttavia, il ricorso è stato notificato oltre il termine breve di 60 giorni, decorrente dalla notifica della sentenza precedente via PEC. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso tardivo, senza esaminare le questioni di merito, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Fondo patrimoniale: rigetto ricorso e soccombenza
Una coppia costituisce un fondo patrimoniale per i bisogni familiari. I creditori del marito ottengono una dichiarazione di inefficacia dell'atto. La moglie ricorre in Cassazione, ma il suo ricorso viene rigettato. La Corte chiarisce che il coniuge non debitore è parte necessaria del processo e, se resiste alla domanda, è soggetto al principio della soccombenza e alla condanna alle spese, anche in solido con l'altro coniuge se vi è comunanza di interessi difensivi.
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Azione Revocatoria e Giurisdizione: il Caso del Sindaco
Una ex moglie agisce con azione revocatoria contro la rinuncia del suo ex marito, ex sindaco, alla propria indennità di carica, sostenendo che tale atto lede il suo diritto a riscuotere il credito per il mantenimento del figlio. Il conflitto principale riguarda la giurisdizione: la causa spetta al giudice civile, che valuta l'atto di rinuncia privato, o a quello amministrativo, dato che la rinuncia è stata recepita da una delibera comunale? La Corte di Cassazione, vista la complessità della questione, ha rimesso la decisione sulla giurisdizione alle Sezioni Unite.
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Azione revocatoria: quando la prova non basta
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da parte di una società debitrice a un terzo acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando la domanda per mancanza di prova sulla consapevolezza del terzo riguardo al pregiudizio arrecato al creditore. La sentenza sottolinea come il rapporto di parentela con un ex socio non sia di per sé sufficiente a fondare una presunzione di 'scientia damni'.
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Azione revocatoria: onere della prova e legge straniera
Una compagnia aerea in amministrazione straordinaria ha perso il suo ricorso per un'azione revocatoria contro una società di leasing. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene il beneficiario di un pagamento abbia l'onere di provare la sua non impugnabilità secondo la legge straniera applicabile (Reg. CE 1346/2000), ciò non esclude il dovere del giudice di accertare d'ufficio il contenuto di tale legge (L. 218/1995). Le due norme sono complementari, non in conflitto.
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Azione revocatoria: prova del consilium fraudis
Un creditore ottiene un'azione revocatoria contro la vendita di quote societarie tra un debitore e la sua ex-cognata. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo che l'intento fraudolento (consilium fraudis) può essere provato tramite presunzioni semplici. La Corte sottolinea l'importanza di una valutazione globale e combinata di tutti gli indizi, come il legame familiare e il prezzo di vendita, criticando un'analisi 'atomistica' e isolata degli stessi.
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Fondo patrimoniale: revocabile se lede i creditori
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla revocabilità di un fondo patrimoniale istituito da un garante. La Corte ha confermato che l'atto è revocabile per i beni non ipotecati, poiché riduce la garanzia patrimoniale del debitore causando un pregiudizio al creditore (eventus damni). Tuttavia, ha escluso la revoca per i beni già gravati da ipoteca a favore dello stesso creditore, in quanto il diritto di sequela dell'ipoteca rende l'azione revocatoria superflua, non essendoci un reale danno.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, uniformandosi a una recente pronuncia delle Sezioni Unite, ha stabilito la piena validità del cosiddetto mutuo solutorio. Il caso riguardava una società finanziaria la cui richiesta di ammissione al passivo di un fallimento era stata respinta perché il contratto di mutuo era stato utilizzato per estinguere un debito preesistente senza un effettivo passaggio di denaro. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la messa a disposizione giuridica della somma sul conto corrente del debitore è sufficiente a perfezionare il contratto, rendendo valido l'obbligo di restituzione. La causa è stata rinviata al tribunale per un nuovo esame alla luce di questo principio.
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Eccezione di incompetenza territoriale: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di due coniugi fideiussori, confermando che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente nel primo atto difensivo. Il caso riguardava un'azione revocatoria intentata da una società di factoring per rendere inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale da parte del fideiussore. La Corte ha ritenuto tardiva l'eccezione, in quanto proposta lo stesso giorno della prima udienza e non entro i termini di costituzione in giudizio. Accolto, invece, il ricorso incidentale della società creditrice per un ricalcolo delle spese legali.
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Azione Revocatoria: il coniugio non basta a provare
Una creditrice agisce con azione revocatoria per un trasferimento immobiliare tra coniugi in separazione. La Cassazione, con Ordinanza n. 3035/2024, cassa la decisione di merito, stabilendo che il solo rapporto di coniugio, senza altri elementi, non costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente (il coniuge) del pregiudizio arrecato al creditore.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un'azione revocatoria su un fondo patrimoniale, anche se l'immobile conferito è gravato da ipoteca. La sentenza chiarisce che per l'azione revocatoria fondo patrimoniale è sufficiente la consapevolezza del debitore di arrecare un potenziale pregiudizio al creditore (scientia damni) e che il danno (eventus damni) va valutato in prospettiva futura, rendendo irrilevante la garanzia ipotecaria esistente al momento dell'atto.
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Fondo patrimoniale: limiti dell’impugnazione in Cassazione
Una coppia costituiva un fondo patrimoniale sull'unico immobile di proprietà dopo un'inadempienza su un mutuo. La società creditrice agiva in revocatoria ottenendo ragione in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della coppia, sottolineando che non è possibile utilizzare il giudizio di legittimità per un riesame del merito o delle prove. In particolare, ha chiarito che l'appello deve contestare specificamente tutte le 'rationes decidendi' della sentenza precedente e che la violazione dell'onere della prova sussiste solo se il giudice lo attribuisce alla parte sbagliata, non per una mera valutazione sgradita delle prove.
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Revocatoria rimesse bancarie: onere della prova
Una società in amministrazione straordinaria ha agito in giudizio contro un istituto di credito per la revoca di alcuni versamenti bancari. I giudici di merito hanno respinto la domanda, sostenendo che spettasse alla società attrice dimostrare la natura "consistente e durevole" della riduzione del debito, prova che non era stata fornita. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione sull'onere della prova nella revocatoria rimesse bancarie di tale importanza da richiedere un approfondimento, rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione che possa fare chiarezza sul punto.
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