LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Revocatoria Ordinaria

213 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'azione legale con cui un creditore può chiedere al giudice di dichiarare inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio compiuti dal debitore che rechino pregiudizio alle sue ragioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria: inefficace il trust del garante
Una società creditrice ha contestato la costituzione di un trust immobiliare eseguita da un garante per sottrarre i propri beni alle pretese creditorie. I giudici di merito hanno accolto la domanda e reso inefficace il vincolo patrimoniale tramite l'azione revocatoria ordinaria. Il debitore, i familiari e l'amministratore del trust hanno proposto ricorso in Cassazione sostenendo la piena validità dello strumento di tutela patrimoniale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile a causa della notifica tardiva oltre il termine semestrale e della carenza di autosufficienza nell'esposizione dei fatti. La decisione ha confermato in via definitiva l'inefficacia del trust a favore della società creditrice, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria e vendita ai figli dei garanti
Due garanti di una società debitrice hanno trasferito la proprietà di alcuni immobili ai propri figli mediante contratti definitivi di compravendita, preceduti da accordi preliminari. L'istituto di credito creditore ha promosso l'azione revocatoria ordinaria per dichiarare tali cessioni inefficaci nei propri confronti. I garanti hanno eccepito la presunta nullità della fideiussione omnibus per violazione delle norme antitrust e hanno contestato l'anteriorità del credito rispetto ai trasferimenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti. I giudici hanno chiarito che l'azione revocatoria richiede solo l'esistenza del debito e non la sua esigibilità. Inoltre, l'intento fraudolento si valuta al momento del contratto preliminare, mentre il danno economico si concretizza con il rogito definitivo. La banca ha così confermato la piena inefficacia degli atti di trasferimento immobiliare.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: immobili alla ex e debiti con la banca
Un fideiussore garantisce un debito societario milionario verso una banca. A seguito della crisi aziendale, il garante trasferisce l'intero patrimonio immobiliare all'ex moglie tramite gli accordi di una separazione consensuale. L'istituto di credito avvia l'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace la cessione dei beni. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito e rigetta il ricorso del debitore. Il trasferimento immobiliare in favore della consorte costituisce un atto a titolo prevalentemente gratuito che azzera la garanzia patrimoniale del creditore. Il fideiussore conosceva lo stato di dissesto della società e il debito bancario preesistente. La cessione dei beni in sede di separazione resta dunque inefficace verso la banca.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria su immobili ceduti per quote
Una società debitrice ha trasferito il proprio intero patrimonio immobiliare a una nuova società e a un'associazione mediante vincoli di destinazione e cessioni a familiari. La Curatela del fallimento ha esercitato con successo l'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficaci tali operazioni. I beneficiari dei trasferimenti hanno fatto ricorso in Cassazione sostenendo l'onerosità e la legittimità degli accordi. La Suprema Corte ha respinto il ricorso confermando che anche una semplice modifica qualitativa del patrimonio, come la sostituzione di solidi immobili con quote societarie ad alta volatilità, integra il pregiudizio per i creditori. L'ente fallimentare ottiene la definitiva inefficacia degli atti a protezione dei crediti.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: credito modesto e vendita globale
Un professionista ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro la società debitrice e la società acquirente per ottenere l'inefficacia della vendita di diversi beni immobili, a fronte di un credito professionale non saldato di circa 17.688 euro. Le società hanno contestato la decisione dei giudici di merito, lamentando la forte sproporzione tra l'importo del debito e l'ingente valore complessivo degli immobili ceduti con un unico atto notarile. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sulla possibilità di frazionare gli effetti della revoca rispetto a un atto dispositivo unitario, ha qualificato la questione come di rilevanza nomofilattica e ha rimesso la trattazione della causa alla pubblica udienza della Terza Sezione Civile.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: donare immobili non cancella i debiti
La creditrice ha agito in giudizio per tutelare il proprio credito, originato dall'indebita appropriazione di quote di indennità di esproprio da parte della debitrice. Quest'ultima, per sottrarre i beni immobili alla garanzia patrimoniale, ha stipulato plurimi atti di donazione e di rinuncia all'usufrutto in favore del figlio. I giudici di merito hanno accolto la domanda dichiarando l'inefficacia degli atti di disposizione patrimoniale. La Suprema Corte ha confermato integralmente la pronuncia di secondo grado, rigettando il ricorso dei debitori. I giudici di legittimità hanno accertato la piena legittimità dell'azione revocatoria ordinaria a presidio del diritto di credito sorto anteriormente agli atti dispositivi fraudolenti, condannando i ricorrenti alle spese processuali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: vendita immobile e rinuncia
Una società finanziaria ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro un debitore. L'uomo aveva venduto un proprio immobile a un professionista e aveva poi ceduto in pegno a una banca il credito derivante dal prezzo della compravendita. I giudici di merito hanno accolto la domanda del creditore e hanno dichiarato inefficace l'atto di cessione e costituzione in pegno del credito, ritenendolo lesivo della garanzia patrimoniale. Il debitore ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso con l'adesione della controparte costituita. I giudici supremi hanno accertato la regolarità della dichiarazione e hanno decretato la definitiva estinzione del processo, confermando l'assetto stabilito nei precedenti gradi di merito e disponendo l'integrale compensazione delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: tutela debiti e fondo patrimoniale
Un professionista creditore ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci la costituzione di un fondo patrimoniale e la successiva donazione immobiliare eseguite dal proprio debitore a favore della consorte. I giudici di merito hanno accertato il danno economico per il creditore e la consapevolezza del debitore, dichiarando l'inefficacia degli atti dispositivi e condannando il debitore per lite temeraria. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione e del fondo patrimoniale, tutelando pienamente il credito professionale. Tuttavia, la Suprema Corte ha cancellato la sanzione pecuniaria per responsabilità processuale aggravata, chiarendo che la semplice riproposizione in appello delle proprie tesi difensive non basta a dimostrare la colpa grave o la malafede.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: inefficace la donazione alla moglie
Un garante aveva prestato fideiussione a favore di un istituto bancario per i debiti di una società. Successivamente, l'uomo aveva donato la propria abitazione alla moglie. Di fronte all'inadempimento societario, la banca ha azionato i decreti ingiuntivi e ha promosso l'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace il trasferimento immobiliare. Il debitore ha sostenuto che la cessione rientrasse negli accordi patrimoniali della separazione coniugale, qualificandola come atto a titolo oneroso. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'istituto di credito per assenza di riferimenti alla donazione negli atti formali di separazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione verso la banca creditrice, rigettando il ricorso del garante e condannandolo alle spese di lite.
Continua »
Trust e fideiussione: revocata la protezione patrimoniale
Due garanti di una società hanno costituito un fondo patrimoniale e un trust familiare trasferendovi i propri beni immobili mentre la società versava in difficoltà economica. La banca creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci tali atti di protezione patrimoniale. I debitori sostenevano che la banca non avesse ancora revocato i fidi e che l'atto istitutivo del trust non potesse essere revocato, ma solo gli atti traslativi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei debitori, confermando l'inefficacia dell'operazione. I giudici hanno chiarito che per agire in revocatoria basta l'esistenza del debito, anche se non ancora scaduto, e che l'impugnazione dell'atto istitutivo del trust travolge anche i trasferimenti immobiliari contestualmente eseguiti.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: donazione nulla e notifica valida
Un creditore ha agito in giudizio per tutelare le proprie ragioni economiche derivanti da risarcimenti per reati subiti, promuovendo l'azione revocatoria ordinaria contro la donazione immobiliare stipulata dal debitore a favore dei propri fratelli. I giudici di merito hanno dichiarato l'inefficacia dell'atto di donazione. I fratelli beneficiari hanno impugnato tardivamente la decisione in appello, sostenendo di non aver ricevuto correttamente la notifica della sentenza per mancata identificazione di chi aveva rifiutato il plico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei donatari, confermando che il rifiuto dell'atto equivale a notificazione valida e fa decorrere i termini di decadenza per l'impugnazione.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria e vendita di immobili del debitore
Una banca creditrice agisce contro due debitrici e una società acquirente per ottenere l'inefficacia della vendita di due immobili. La banca dimostra il tentativo di sottrarre il patrimonio ai creditori. I giudici di primo e secondo grado accolgono la domanda tramite azione revocatoria ordinaria, rilevando anomalie significative: cessione di tutti i beni, canoni di affitto ancora riscossi dalle venditrici e aperture di conti bancari collegati. La società acquirente propone ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, le parti formulano richiesta congiunta di rinvio per formalizzare una transazione amichevole. La Suprema Corte accoglie l'istanza e dispone il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: beni blindati e rinuncia al ricorso
Due istituti di credito hanno promosso un'azione revocatoria ordinaria contro un gruppo di debitori. I debitori avevano infatti compiuto diversi atti dispositivi per sottrarre il proprio patrimonio alle garanzie bancarie: vendite immobiliari ai figli, costituzione di fondi patrimoniali e conferimenti societari a titolo gratuito. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato l'inefficacia di tali operazioni nei confronti delle banche, confermando la natura elusiva degli atti. I debitori hanno quindi proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, i ricorrenti hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, accettato dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza applicare il raddoppio del contributo unificato, rendendo definitive le sentenze di merito che avevano annullato le tutele fittizie del patrimonio.
Continua »
Donazioni ai parenti e azione revocatoria ordinaria
Una lavoratrice ha chiesto di saldare crediti di lavoro arretrati dovuti da una società di cui il debitore era socio illimitatamente responsabile. Prima dell'accertamento giudiziale definitivo del debito, ma dopo la richiesta formale di conciliazione, il debitore ha donato alcuni immobili alla moglie e alla figlia e ha venduto un terreno a una società immobiliare di famiglia. La lavoratrice ha quindi esercitato l'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci questi trasferimenti di beni. La Corte di Cassazione ha confermato l'accoglimento della domanda. I giudici hanno chiarito che per l'azione revocatoria ordinaria è sufficiente l'esistenza di un credito anche solo eventuale o litigioso. Inoltre, i vincoli di parentela dimostrano la consapevolezza di arrecare un danno alle ragioni del creditore.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: donazione valida senza debito
Un proprietario agisce contro il vicino per la violazione delle distanze legali e chiede la demolizione delle opere. Durante la causa, il debitore dona un immobile alle figlie. Il creditore ottiene successivamente la condanna della controparte alle spese legali e avvia l'azione revocatoria ordinaria contro la donazione. La Corte di Cassazione respinge la domanda del creditore. Il risarcimento in forma specifica per obblighi di fare non tutela automaticamente l'azione revocatoria come un debito di denaro. I crediti pecuniari per spese legali sono sorti dopo la donazione e non esiste prova di una dolosa preordinazione dell'atto.
Continua »
Azione revocatoria del fondo patrimoniale tra debito e decesso
Un Ministero ha promosso l'azione revocatoria del fondo patrimoniale costituito da una coppia di coniugi su quote immobiliari. L'ente pubblico vantava un ingente credito risarcitorio verso il marito a seguito di una condanna contabile. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato inefficace il vincolo patrimoniale, ritenendo l'atto pregiudizievole per le ragioni del creditore. I coniugi hanno impugnato la decisione contestando la sussistenza dell'interesse ad agire dopo la vendita forzata dei beni. Durante il giudizio di legittimità è inoltre intervenuto il decesso del debitore, sollevando la questione dell'intrasmissibilità del debito erariale. La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per la particolare complessità giuridica della lite.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: la donazione ai figli è inefficace
Un istituto di credito ha agito in giudizio esercitando l'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficace la donazione dell'usufrutto di alcuni immobili effettuata da due coniugi in favore della figlia. Il debito derivava dal mancato pagamento di un mutuo garantito dai genitori per una società di famiglia. I giudici di merito hanno accolto la domanda della banca, riscontrando il danno alle garanzie del credito e la consapevolezza dei debitori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei familiari. La Suprema Corte ha confermato che l'azione revocatoria ordinaria non richiede la previa definizione del giudizio sul credito né la totale insolvivenza, essendo sufficiente che l'atto renda più incerto o difficoltoso il recupero delle somme dovute.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: stop alla cessione d’azienda
Un creditore ha impugnato l'atto di cessione d'azienda effettuato da una società debitrice in favore di un terzo acquirente. Il giudice di merito ha accolto la domanda, dichiarando l'inefficacia della vendita tramite l'azione revocatoria ordinaria. Il terzo acquirente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancanza dei presupposti legali, quali la prova del credito, la consapevolezza del danno e il pregiudizio effettivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Le doglianze del ricorrente riguardavano infatti valutazioni di fatto già ampiamente verificate nei precedenti gradi di giudizio, senza evidenziare reali violazioni di legge. Il terzo acquirente è stato quindi condannato al pagamento delle spese di lite.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria contro le cessioni alla moglie
Un ex dirigente societario ha provocato un consistente danno economico all'azienda per cui lavorava. Per evitare di risarcire il danno, l'uomo ha trasferito l'intero patrimonio immobiliare e ingenti somme di denaro alla moglie tramite donazioni, costituzione di un fondo patrimoniale e accordi di separazione consensuale. La società creditrice ha quindi promosso una azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci tali atti. I giudici di merito hanno accolto la domanda, rilevando un piano unitario e fraudolento di spoliazione a titolo gratuito. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando il ricorso dei coniugi e condannandoli alle spese di giudizio.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: Vendita a parente a prezzo vile inefficace
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione revocatoria ordinaria promossa da una Banca contro un'acquirente. L'Istituto di Credito aveva agito per rendere inefficace la vendita di un immobile da parte del Fideiussore (garante) a una sua parente, ritenendo che tale atto pregiudicasse il recupero del debito. La Cassazione ha ribadito che la "scientia damni" (conoscenza del pregiudizio) del terzo acquirente può essere provata anche tramite presunzioni, come i rapporti di parentela stretta e le condizioni svantaggiose della vendita. Il ricorso dell'acquirente è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione dei gradi precedenti.
Continua »