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Azione Monitoria

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un procedimento speciale e più rapido (detto anche 'per decreto ingiuntivo') con cui chi vanta un credito può ottenere un ordine di pagamento dal giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Annullamento automatico dei ruoli: l’Ente Previdenziale perde
La Cassa di Previdenza ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Agente della Riscossione per il mancato riversamento di contributi non riscossi risalenti agli anni 1998 e 1999. L'Agente della Riscossione ha contestato la decisione, invocando l'applicazione della Legge di Stabilità 2013, che prevede l'annullamento automatico dei ruoli per i crediti più vecchi e di importo ridotto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione. I giudici hanno stabilito che le norme sull'annullamento automatico dei ruoli si applicano anche alle casse previdenziali privatizzate. Di conseguenza, per i crediti antecedenti al 1999, non si applica la responsabilità ordinaria dell'agente per omessa riscossione. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Recupero crediti condominiali: l’amministratore decide da solo
Un condomino si è opposto al decreto ingiuntivo ottenuto dal condominio per il pagamento di oltre settemila euro di spese, sostenendo che l'amministratore non potesse agire per le spese straordinarie senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il potere dell'amministratore di avviare il recupero crediti condominiali è generale. Ai sensi dell'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile, l'amministratore ha il dovere di agire contro i morosi e non necessita di alcuna autorizzazione assembleare preventiva, anche se il credito riguarda spese di manutenzione straordinaria. Vince quindi il condominio, che ha diritto a riscuotere le somme dovute.
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Validità del contratto bancario senza firma: decide la Cassazione
Una società di recupero crediti ha impugnato la decisione che dichiarava nullo un debito bancario garantito, a causa della mancanza della firma della banca sui contratti di conto corrente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla validità del contratto bancario. I giudici hanno chiarito che il requisito della forma scritta è soddisfatto anche se il documento è firmato solo dal cliente, purché a quest'ultimo sia stata consegnata una copia e la banca abbia dato esecuzione al rapporto. Il consenso dell'istituto di credito può infatti desumersi da comportamenti concludenti, come l'invio degli estratti conto e la gestione del conto stesso. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Determinazione del corrispettivo dell’appalto: paga il giudice
Un'impresa edile ha richiesto il pagamento di lavori extra appalto eseguiti su una proprietà privata. La Corte d'appello aveva negato il compenso poiché l'impresa non aveva provato le ore di lavoro effettive pattuite "in economia". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che la mancata prova delle ore lavorate non cancella il diritto al compenso se le opere sono state effettivamente realizzate. In questi casi, per la determinazione del corrispettivo dell'appalto si applica l'articolo 1657 del codice civile: il giudice deve quantificare il valore economico dei lavori eseguiti utilizzando criteri sussidiari, tariffe o usi locali, senza rigettare la domanda. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Legittimazione passiva: Regione non paga i debiti dell’Ente Statale
Un'azienda concessionaria ha chiesto a una Regione il rimborso di indennità di esproprio pagate per lavori su strade, successivamente trasferite da un Ente Statale alla Regione stessa. La Regione ha negato la propria responsabilità, sostenendo che il soggetto obbligato fosse ancora l'Ente Statale. La Corte di Cassazione ha confermato questa tesi, chiarendo il concetto di **legittimazione passiva**. La legge stabilisce che la responsabilità per fatti avvenuti prima del 31 dicembre 2000 resta in capo all'ente originario, a prescindere da quando la causa viene intentata. Di conseguenza, la Regione non è il soggetto corretto da citare in giudizio e la richiesta dell'azienda è stata respinta.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla natura ripetitiva, manifestamente infondata e generica dei motivi di appello, ribadendo l'importanza della specificità degli atti giudiziari. L'imputato, condannato per un reato legato a un giuramento su una posizione debitoria, è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Giudicato e fideiussione: l’azione di nullità è preclusa
Il Tribunale di Milano ha dichiarato inammissibile la domanda di alcuni fideiussori volta a far dichiarare la nullità di un contratto di garanzia. La decisione si fonda sul principio del giudicato, poiché una precedente sentenza, non appellata, aveva già confermato un decreto ingiuntivo basato sulla stessa fideiussione. Il Tribunale ha chiarito che il giudicato copre non solo le questioni effettivamente sollevate nel primo processo (il dedotto), ma anche tutte quelle che si sarebbero potute sollevare (il deducibile), inclusa la presunta nullità del contratto.
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